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Effetto domino: anche Samarate lascia il sistema bibliotecario Panizzi

Dopo l'addio di Gallarate, anche Samarate è pronta a lasciare il consorzio a causa dell'aumento dei costi. Una dinamica che rischia di riproporsi con Cardano al Campo, il Comune che da adesso dovrà sostenere i costi maggiori, visto il numero di abitanti più alto degli altri

biblioteca samarate

Il sistema bibliotecario Panizzi perde un altro pezzo: Samarate ha scelto di staccarsi definitivamente. La decisione, che aleggiava già da qualche mese, è stata ufficializzata in commissione Cultura settimana scorsa e successivamente comunicata nel consiglio comunale di lunedì 27 giugno.

Fino ad oggi vi aderivano, oltre a Gallarate che era capofila, le biblioteche di Arsago Seprio, Besnate, Cairate, Cardano al Campo, Carnago, Casorate Sempione, Lonate Pozzolo e Vizzola Ticino.

«Andando via Gallarate, la quota è così alta che i paesi non possono rimanere: saremmo arrivati a pagare 1 euro ad ogni abitante, sostenendo una spesa annuale quasi raddoppiata: da 9.500 a 16mila euro circa», spiega l’assessora alla Cultura, Maura Orlando. Questo poiché, essendo il più popoloso comune che aderisce all’accordo, su Samarate graverebbe la maggior parte dei costi che sono ora sostenuti da Gallarate

«Entro il 30 giugno bisognava mandare la lettera per cessare il rapporto a partire dal 1 gennaio 2023».

Quali sono le principali problematiche riscontrate? «Avevamo fatto notare alcune mancanze e problemi, ma non ci sono mai venuti incontro». Niente da obiettare, invece, sul personale che viene fornito direttamente dal Panizzi, con cui «ci siamo sempre trovati bene». Anzi, da adesso in poi trovare il personale bibliotecario sarà decisamente una sfida per la cittadina.

Il Panizzi in frantumi

Quello di Samarate non è un caso isolate: qualche settimana fa il sindaco di Gallarate, Andrea Cassani, in commissione cultura ha annunciato che la città è pronta a uscire dal sistema di cui è Comune capofila.

Tra le cause principali dello scontento è il costo pro capite, come ha sottolineato l’assessora alla partita Claudia Mazzetti: «Costa il doppio degli altri sistemi degli altri sistemi bibliotecari», rimproverando al Panizzi soprattutto lo scarso coinvolgimento nel progetto culturale per la città: «Lo scontento è emerso in diverse occasioni e su diversi aspetti. Il Panizzi non partecipa alla vita culturale cittadina, da Duemilalibri alla fase di avvio del polo culturale Hic, alle diverse manifestazioni. La stessa qualità del servizio che si paga a così alto prezzo non è percepita dalla popolazione». Ora bisognerà capire se entrare nel sistema Valle dei Mulini (che fa riferimento a Malnate) oppure in quello di Busto Arsizio-Valle Olona, con cui ci sono già state delle prime interlocuzioni.

Insomma, il sistema perde pezzi ma l’abbandono di Gallarate non è certo un fulmine a ciel sereno: già a fine 2020 si era staccata Cavaria con Premezzo, aderendo a quello di Malnate, giudicandolo «più confacente alla nostra realtà».

Il futuro a Busto o Milano

Ora il Comune sta valutando gli altri sistemi bibliotecari, a partire da CSBNO (Culture Socialità Biblioteche Network Operativo – ex Consorzio Sistema Bibliotecario Nord Ovest, ndr), sistema consortile cui Panizzi si rivolge per l’ organizzazione e la progettazione: «Se aderissimo – spiega l’assessora – ci manderebbero il personale». CSBNO intende sottoporre ai comuni che lasciano il Panizzi una proposta che li impegnerebbe per cinque anni a un costo di 0,65 centesimi per abitante, cifra che potrebbe aumentare dopo questo periodo

Altre possibilità sono il sistema bibliotecario Valle dei Mulini (vi aderiscono 47 comuni, tra cui Malnate che fa da capofila): la quota di adesione si è di 50 centesimi per abitante. Il coordinamento del servizio bibliotecario è affidato ad una cooperativa esterna che, anche a fronte di avvicendamenti, deve garantire il rispetto dei vincoli contrattuali presi in precedenza. Altrimenti, ci sarebbe quello di Busto Arsizio-Valle Olona, che prevede una quota associativa di 30 centesimi per abitante; quindi, il più conveniente sul piano economico.

di nicole.erbetti@gmail.com
Pubblicato il 01 Luglio 2022
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