Terra di leggende il mondo delle bocce. Giancarlo

A Brezzo di Bedero si è giocato l'ottavo memorial intitolato a Giancarlo Gambato

Bocce varie

Quando nasce una leggenda? Difficile dirlo, perché sovente i contorni sono sfumati, la gente inizia a raccontare mischiando la realtà con l’interpretazione fantastica di questo o quell’avvenimento, tutto viene avvolto in un bozzolo via via più consistente ove la larva non riesce a trovare l’uscita e viene incapsulata, entra a farne parte come elemento sì essenziale, ma contemporaneamente ne assume l’aspetto secondario, dato che l’insieme dell’alone di pseudo mistero o di saga prevale.
La leggenda diventa così un’opera d’arte, quasi fosse il lavoro di un grande artista come Michelangelo Buonarroti che nello scolpire la sua pietà Rondanini – battezzata con quest’appellativo per il suo acquisto da parte dei marchesi Rondanini nel 1744 – due secoli prima, dal 1555 al 1564, cominciò a limare il blocco marmoreo per far apparire l’immagine di Cristo e alle spalle il volto della Madonna, con continue variazioni nell’intento di far collimare il suo pensiero figurativo con la trasfigurazione nella materia inerte marmo.
È sorta in questo modo la leggenda di Giancarlo.

Bocce varie

Scompare otto anni or sono, in modo drammatico su quei campi di bocce che adorava, tanto da sobbarcarsi lunghe trasferte solitarie pur di partecipare a competizioni che avevano lo scopo precipuo di allettarlo nella sfida che gli si proponeva di continuo, fidando nella sua passione, nel suo amore per quell’ambiente che riusciva non solo ad affascinarlo, ma anche ad avvincerlo, quasi fosse una magica droga della quale si rendeva conto di non poter rinunciare, a meno di scendere a compromessi inaccettabili con sé stesso. Amore, certo, profondo completo, come allorché si dedica la propria esistenza all’essere che si ha in sorte d’incontrare, del quale, uomo o donna che sia, si sublima ogni azione, ogni attimo che il fato ti concede.
E la migrazione fra le varie società bocciofile della zona, in omaggio a una sostanziale inquietudine, nella perenne ricerca dell’ideale, uno dei momenti essenziali della vita dell’uomo, che dall’insoddisfazione del presente si precipita nell’analisi di ciò che il mondo circostante può proporti, convinto che il domani sia in grado di offrirti nuove prospettive, in teoria più allettanti rispetto alle precedenti, salvo accorgersi che il proverbiale detto di chi lascia la strada vecchia per la nuova … ha in sé una dose inimmaginabile di suprema saggezza.
E la prospettiva del ritorno fra le braccia amiche della Bederese, e il suggerimento del tabellone magnetico per il perfezionamento grafico delle manifestazioni organizzate e la richiesta del taumaturgico armadietto numero 4, fonte di scaramantiche fortune … leggenda, sempre più leggenda, smorzata e filtrata come opera dì’arte michelangelolesca atta a costruire il mito.
E l’adorabile, per sempre innamorata figlia Federica, che vuole con assoluta pervicacia mantenere questo incredibile apporto di freschezza e di affetto verso l’adorato padre, e gli amici del bocciodromo che si compiacciono di far riemergere con l’annuale gara libera, priva di fronzoli, di formalismi, la sua immagine e le autorità presenti alla premiazione, dal sindaco di Brezzo di Bedero Daniele Boldrini, al sindaco di Porto Valtravaglia Ermes Colombaroli all’antico Consigliere Regionale FIB Giampiero Martinoli, tutti lì a celebrarti Giancarlo, a tenere viva la tua personale leggenda ormai consolidata nel tempo, diventata inscalfibile.
E nella leggenda vanno a inserirsi gli atti dei protagonisti della manifestazione, con quelle battaglie agonistiche che tanto amavi: prevale un superbo Massimo Moschini su un altrettanto valido antagonista Franco Rossi, mentre il presidente di Monvalle Ernesto Bardelli durante le eliminatorie espone un favoloso esempio di sportività, quasi si volesse ammantare di quei valori che sempre ti hanno caratterizzato.
Cala il sipario, l’ultimo atto della rappresentazione si conclude: la tua favola è più viva che mai Giancarlo, ormai sei nel mito e nessuno, te l’assicuro, ti potrà mai scalzare dalla tradizione orale che accompagna il racconto mitologico, sei ormai leggendario e non so ancora se ti faccia piacere, oppure ti condizioni la tua abituale ritrosia, ma non puoi comunque farci nulla, lì sei entrato e lì rimarrai finché qualcuno avrà il potere non solo di ricordare, ma di tramandare.

PILLOLE DI BOCCE

29 agosto – F.lli d’Italia – inizio regionale serale coppie ABCD
3 settembre – Brezzo di Bedero – Campionato promozione seconda categoria – Bederese – Bolongaro (VCO)

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Pubblicato il 29 Agosto 2022
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