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A Gallarate il commosso addio a Giovanni Salamone, morto sul lavoro a 41 anni

Si sono tenute nella basilica di Santa Maria Assunta le esequie dell'operaio precipitato da nove metri d'altezza in un cantiere a Brescia. "Oggi ci sentiamo sconfitti"

funerale Giovanni Salamone

«Ci sentiamo in colpa quando muore un uomo che sta facendo il necessario al lavoro per portare avanti la sua famiglia;  l’amore vuole essere sempre più forte della morte, ma quando essa arriva ci sentiamo sconfitti»: così il prevosto di Gallarate, monsignor Riccardo Festa, durante l’omelia al funerale di Giovanni Salamone, operaio di 41 anni morto a Brescia sul lavoro, celebrato oggi pomeriggio (venerdì 21 ottobre).

Il prevosto ha posto un parallelo con l’episodio del Vangelo di Luca, quando Cristo muore sulla croce: «Questa storia con queste parole sembra finita, mentre noi vorremmo sempre fare qualcosa per le persone a cui vogliamo bene e difendere la loro vita. Ci sentiamo in colpa quando muore un uomo che sta facendo il necessario al lavoro per portare avanti la sua famiglia. L’amore vuole essere sempre più forte della morte, ma quando essa arriva ci sentiamo sconfitti. Ma l’amore non è mai sconfitto e quando tutto sembrava finito, come nel Vangelo, si viene a sapere del gesto d’amore di questo Giuseppe che ha raccolto il corpo di Gesù dalla croce e lo ha seppellito in una tomba scavata nella roccia».
Il suo è un gesto d’amore «come il nostro oggi: lo abbiamo amato, lo teniamo caro e siamo contenti di considerarlo uno dei nostri. È un gesto d’amore quello che stiamo compiendo così come il ricordo che avremo di lui: questi gesti dicono che noi non ci arrendiamo all’idea che la morte abbia l’ultima parola, perché quella è dell’amore. Questo fratello ha Dio dalla sua parte che lo difende, i suoi cari, i suoi colleghi e gli amici sono compresi da Dio nel loro dolore».

«Aspettiamo che Dio faccia giustizia e renda conto a noi dei nostri sacrifici – ha concluso il parroco – ora siamo noi a presentare il nostro Giovanni a Dio, ma un giorno sarà lui a presentarcelo di nuovo e ci stupirà l’amore che il nostro caro ha avuto per noi. Dio lo farà venire alla luce e noi capiremo che questo cammino sulla terra, a volte penoso, è una avventura che merita di essere vissuta».

La famiglia, gli amici e i colleghi di Giovanni Salamone si sono stretti a lui un’ultima volta, senza volerlo lasciare andare. E la pioggia si è mischiata alle lacrime che rugavano i loro visi contratti dal dolore.

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Pubblicato il 21 Ottobre 2022
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