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Come viene gestita la vegetazione sul Sorgiorile e sull’Arno a Gallarate

Sull'onda delle preoccupazioni legate all'alluvione nelle Marche, diversi lettori hanno sollevato la questione della presenza di sterpaglie e piante tra il letto e le sponde. L'amministrazione spiega le logiche d'interventi sui due corsi d'acqua, che sono competenza di enti diversi

Arno Gallarate

Ma tutta l’erba e le piante nei torrenti Sorgiorile e Arno non rischiano di diventare un pericolo in caso di piena? Se lo stanno chiedendo in molti, a Gallarate, dopo il proliferare della vegetazione in estate e un po’ anche sull’onda della tragedia delle Marche, dove corsi d’acqua anche modesti si sono trasformati in una minaccia mortale.

L’aspetto dei due corsi d’acqua gallaratesi – noti nei secoli per le piene a volte devastanti – solleva qualche interrogativo. E per questo abbiamo provato a chiedere conto all’amministrazione comunale che ha una parte della competenza sui corsi d’acqua (il Sorgiorile, torrente minore) ma è in contatto anche sull’Autorità di bacino del Po (che sovraintende all’Arno).

La preoccupazione è anche di alcuni lettori.
«Che succederebbe se dovesse arrivare una piena eccezionale, tanto eccezionale che potrebbe superare le vasche di espansione a monte?» si chiede Roberto Canziani, professore di ingegneria civile e ambientale al Politecnico di Milano, di fronte al ponte di via San Giovanni Bosco-via Novara. «Ma anche una piena non eccezionale potrebbe svellere la vegetazione, trascinarla e poi ostruire lo spazio sotto il ponte e fare da diga. L’esondazione invaderebbe tutto il centro di Gallarate. Simili situazioni si presentano dove i torrenti e le rogge non trovano sfogo adeguato ma sono costretti in sezioni ristrette o addirittura convogliati in canalizzazioni o tunnel».

Abbiamo chiesto un punto della situazione all’assessore al territorio Sandro Rech: «Sul Sorgiorile è già intervenuta in alcuni punti la Protezione Civile: interveniamo in questo periodo al termine dell’estate perché durante l’estate un intervento sarebbe stato vanificato dalla immediata crescita della vegetazione» premette Rech. Finora è stato ripulito un tratto di un centinaio di metri, anche se i volontari di Protezione Civile hanno trovato anche ostacoli nel taglio della vegetazione (mostrato sui social anche dal sindaco Cassani): «Non è bello pulire con il decespugliatore quando sul fondo ci sono sacchetti di escrementi di cani» dettaglia Rech, sottolineando l’inciviltà di alcuni che complica le cose.

Generico 03 Oct 2022
Il tratto di via del Lavoro ripulito dalla ProCiv

Nel frattempo sono stati rimossi rifiuti di vario genere, «ramaglie gettate dai confinanti, pallet in legno e interi sacchi di spazzatura pieni d’erba, che in caso di piena finiscono a intasare e fermare il deflusso». Nel “tombone” di via del Lavoro la Protezione Civile ha rimosso anche materassi e coperte per decine di chili, incastrati – con grosso rischio – nel passaggio tombinato sotto la strada.

“L’erba nel letto dei torrenti non è un problema”

Questo per quanto riguarda i rifiuti, ma per quanto riguarda la vegetazione? «L’erba sul fondo del torrente non dà alcun problema – continua Rech – e lo dimostrano i canali derivati dal Ticino dove è costante la presenza di erba sul fondo. Nel caso del Sorgiorile l’erba aiuta a frenare l’acqua e aiuta anche l’assorbimento dell’acqua, perché la presenza delle radici evita che il terreno diventi impermeabile e assorba meno acqua direttamente dal letto del corso d’acqua».

Quanto agli alberi a fianco ai corsi d’acqua, «sui lati in realtà la presenza della vegetazione aiuta il mantenimento delle sponde, con le radici». La presenza di vegetazione fitta a ridosso del corso d’acqua è evidente in particolare sull’Arno, nel tratto in centro, ad esempio dal ponte di via Bottini, da quello di via Novara o da quello di via Tenconi.

Generico 03 Oct 2022
L’Arno al ponte di via Varese, poco oltre la confluenza con il Sorgiorile

Come si interviene sull’Arno

Sull’Arno la competenza è dell’Aipo, l’autorità di bacino del fiume Po: ci sono garanzie? «Noi sensibilizziamo periodicamente Aipo sulla presenza della vegetazione. Possiamo intervenire solo in caso d’urgenza, come nel caso di un albero caduto e che costituisce minaccia.  Anche se in passato ci siamo sentiti anche redarguire per alcuni interventi, come nel caso dei tagli di alberi in via Renzo Colombo».

Nel dettaglio e nella pratica, la Protezione Civile vigila e interviene più o meno con questo schema: se un albero si presenta con tronco in verticale e saldo viene lasciato, se invece si presenta “imbarcato” verso il corso d’acqua (e quindi a rischio di contatto con eventuale piena) viene rimosso.

Generico 03 Oct 2022
L’Arno al ponte di via Lazzaretto, a Cedrate

Prevenire le piene

Va infine ricordato che, rispetto alle piene, i due corsi d’acqua si trovano in situazioni differenti: l’Arno infatti da metà anni Duemila dispone di casse d’espansione (aree circondate da argini) tra Cavaria e Cedrate) che sono in grado di assorbire le piene. Menre non dispone di aree di spagliamento, almeno allo stato attuale, il Sorgiorile.

Maltrattato e pronto all’ira: storia del Sorgiorile, “l’altro” torrente di Gallarate

Il Comune proprio quest’estate ha progettato ulteriori interventi: «Centomila euro per la sistemazione dell’asta a valle del Mulino, un intervento di prevenzione». Un insieme di opere che dovrebbero garantire deflusso regolare in caso di piene.

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 05 Ottobre 2022
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