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Giuseppe Redaelli, Aci Varese: “La sicurezza è anche #prevedereperprevenire”

"In strada l'attenzione non può essere un'opzione: la distrazione è la prima causa di incidenti". Approfondiamo l'argomento con il presidente di AC Varese

Personaggi generiche

Il tema della sicurezza è stato costantemente presente nelle attività di Automobile Club Varese e trova quotidiane testimonianze, ad esempio, negli attraversamenti pedonali realizzati negli anni scorsi con il contributo della Associazione Amici di Ernesto Redaelli e di Fondazione Comunitaria del Varesotto a Varese, Gallarate e Saronno. 

Un sodalizio che ora si ripete con l’iniziativa  appena partita dal titolo #PrevederePerPrevenire: ma come mai un così forte interesse per Il tema della sicurezza?

«L’Automobile Club Varese– spiega Giuseppe Redaelli – ha come soci per la quasi totalità automobilisti che richiedono servizi, consulenza ed assistenza; metterci al servizio per cercare di rendere le nostre strade più sicure è una ‘missione’ alla quale non dobbiamo e non possiamo sottrarci. Per rispetto dei nostri soci ma anche per tutti gli utenti della strada perché i conduttori di auto sono anche pedoni, ciclisti, monopattinisti. 

Le strade sono un luogo comune di cui nessuno può sentirsi padrone; ne siamo tutti fruitori e per questo dobbiamo impegnarci al rispetto reciproco, per tutelare la nostra e l’altrui salute. Per questa loro natura comune è indispensabile condividere progetti ed azioni con tutti gli operatori e veicolare e far crescere proposte e messaggi positivi tra tutti gli utenti della strada. La vita sulla strada è regolata dal Codice  della Strada. Se tutti conoscessero e rispettassero queste regole il numero di incidenti sarebbe molto inferiore. Poiché invece le infrazioni sono numerose, le probabilità di incidente sono elevate e solo la coscienza individuale può aiutare a contenere le probabilità di incidente. Importantissima a questo fine la funzione delle Forze dell’Ordine in materia di PREVENZIONE ben più che di repressione. Non dimentichiamo infatti che la repressione si manifesta quando viene infranta una regola, mentre la prevenzione ci tutela da possibili incidenti quando la mancanza di coscienza individuale potrebbe creare irreparabili condizioni di pericolo».

Parliamo allora dell’iniziativa #PrevederePerPrevenire da poco partita.

«Il progetto #PrevederePerPrevenire intende aiutare a sviluppare un diverso tipo di approccio all’educazione all’uso della strada. Ogni giorno, sulle strade, circolano milioni di persone diverse. Ognuna di queste si porta dietro un suo bagaglio esperienziale, una sua personale percezione del rischio e una sua propensione a cogliere aspetti diversi della nostra sfaccettata e complessa realtà. Qualunque mezzo guidiamo, o anche quando siamo solo pedoni, mettiamo in movimento una serie complessa di attività che nel tempo diventano di routine e vengono quindi eseguite in modo semi-automatico che ci porta a sopravvalutare le nostre capacità e a sottovalutare i rischi. Ogni movimento ‘meccanico’ del nostro corpo è associato con compiti mentali come la percezione, la memoria, l’attenzione e la capacità di prendere decisioni in un ambiente – come la strada – che cambia in continuazione.

Guidare è un’attività complessa e la nostra capacità di attenzione è limitata! E’ fondamentale quindi essere sempre più coscienti che la percezione del pericolo è diversa per ciascun individuo ed è influenzata da diversi fattori, culturali, ambientali oltre che dalla/individuale propensione al rischio.  Tanto minore è la prima e maggiore la seconda tanto meno si adotteranno comportamenti protettivi, aumentando così i rischi di incorrere in incidenti. Ferma restando la nostra responsabilità verso gli altri #prevedereperprevenire è in primis un modo per cercare di mettere al riparo se stessi dai comportamenti scorretti degli altri, sviluppando la capacità di/percepire il rischio e valutare il pericolo». 

Ma come si allena questa sensibilità?

«Questa percezione del pericolo può essere allenata se quando siamo per strada ci abituiamo ad essere attenti a monitorare tutte le possibili fonti di rischio (prevedere) e cercare di prevenire potenziali incidenti. Non esitiamo a far chiaramente capire in ogni situazione le nostre intenzioni e cercare a nostra volta di capire se il nostro intento è stato compreso: pensiamo al pedone che vuole attraversare la strada, dovrebbe sempre assicurarsi che il conducente abbia capito la sua volontà e quindi inizi la frenata per farlo attraversare. In strada l’attenzione non può essere un’opzione! Sul primo gradino del podio per le principali cause di incidenti stradali c’è la distrazione, e l’uso del telefonino è al primo posto tra le distrazioni, che si sia ugualmente a piedi o alla guida di un qualsiasi mezzo di trasporto».

Ed avete pensato di stimolare le coscienze individuali seguendo un percorso nuovo?

«La novità dell’approccio sta proprio nel far nascere in ciascuno la coscienza del proprio ‘stato’ percettivo che varia enormemente da individuo ad individuo. E’ bene sottolineare che si intende per percezione l’organizzazione di informazioni fatta dal nostro cervello soprattutto in situazioni ambientali avverse o di notte ed allora la realtà percepita potrebbe – da individuo a individuo – non corrispondere con la realtà fisica. Pensate a quei ‘giochi’ che ci chiedono di individuare quanti e quali oggetti ci sono in una foto o in un disegno: ciascuno di noi può avere tempi di reazione diversi e gli oggetti percepiti da alcuni spesso non sono individuati da altri. Ecco allora l’importanza di non sopravvalutare mai le proprie capacità. Soprattutto in strada!

Per questa stessa ragione è importante non avere mai troppa fiducia nel comportamento degli altri. Di qui l’obiettivo di promuovere la formazione di una maggiore coscienza sociale attraverso una campagna social basata su post – pubblicati sui canali ufficiali di Automobile Club Varese – che ciascuno è invitato a commentare e condividere aggiungendo proprie esperienze, testimonianze e idee per rendere le strade sempre meno pericolose. Queste pillole di educazione stradale vogliono invitare alla riflessione e all’approfondimento di tematiche complesse e straordinariamente rilevanti per la comunità. Per mezzo di diffusione e linguaggio sono orientate verso i giovani: si pongono l’obiettivo di sensibilizzarli e aiutarli a costruirsi una coscienza sociale maggiore, che li porti a essere più responsabili quando fruiscono della strada sia a piedi sia alla guida di un qualsiasi mezzo di trasporto. Essere responsabili prima fa sì che non lo si debba essere dopo! L’invito è sempre uno: e tu come puoi #PrevederePerPrevenire? Chiunque abbracci l’importanza sociale di questa iniziativa faccia circolare tra amici e parenti queste domande: tendi a distrarti quando sei in strada? Ti capita di notare altri che lo fanno? Cosa fai per evitarlo? Ti viene in mente qualche episodio che hai vissuto utile a stimolare ulteriori riflessioni? Raccontacelo!»

Il sodalizio tra i diversi Enti è davvero destinato a proseguire?

«Ringrazio la Fondazione Comunitaria del Varesotto che con un significativo contributo ha permesso alla Associazione Amici di Ernesto Redaelli – nella fase di start up – di creare e finanziare questo progetto, pensato oltre un anno fa, senza costi a carico di Automobile Club Varese. Se il lancio avrà i risultati auspicati AC Varese potrà proseguire a propria discrezione e stabilire quali investimenti fare per i successivi sviluppi, eventualmente in collaborazione allargata ad altri Enti. È per il momento un dono fatto con lo spirito di servizio e l’amore verso il territorio in cui viviamo e dove alcuni di noi condividono esperienze di volontariato culturale e sociale. Se saremo riconfermati nel Consiglio Direttivo di AC Varese per il prossimo quadriennio sono certo che continueremo lungo questa linea».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 12 Ottobre 2022
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