Gli ortopedici dell’ospedale di Busto contrari a spostarsi a Saronno: “Siamo troppo pochi, rischiamo l’interruzione del servizio”

La mancanza di specialisti in ortopedia e traumatologia nel presidio di Saronno ha indotto la direzione della Valle Olona a decidere lo spostamento a turno dei medici degli altri ospedali. Una soluzione già attuata in passato anche con gli anestesisti

Ospedale di Saronno

La situazione all’ospedale di Saronno è ogni giorno più difficoltosa. Il problema della carenza di ortopedici, che l’Asst Valle Olona vuole risolvere spostando parte del personale dei reparti di Busto Arsizio e Gallarate, rischia di creare un crisi con ripercussioni potenzialmente pericolose in tutta l’azienda, sulla falsa riga di quanto già vissuto per la mancanza di anestesisti, rianimatori. Il carico di lavoro è già al massimo tra reparto, pronto soccorso, ambulatori e pronto soccorso e l’arrivo del periodo di ferie natalizie potrebbe aprire uno scenario molto critico.

Il reparto di ortopedia e traumatologia dell’ospedale di Busto Arsizio conta sette medici, che coprono mensilmente circa 60-62 turni di pronta disponibilità ortopedica presso il presidio di Busto Arsizio con un carico di circa 9-10 reperibilità mensili, considerando riposi e ferie. L’organizzazione dei turni prevede l’impegno di 2 ortopedici per week-end (Sabato e Domenica) che coprono anche il servizio del Reparto dalle 8:00 alle 11:00. Nei week-end è inoltre frequente l’apertura della sala operatoria per interventi d’urgenza. Dal primo gennaio scorso, l’equipe conta su un professionista, in meno senza che questa carenza abbia comportato riduzione nei servizi ricghiesti quotidianamente dall’organizzazione ( 1 medico di Reparto, 2 medici in Pronto Soccorso-Sala Gessi, 1 medico in Ambulatorio, 2 medici in Sala Operatoria, 2 Medici Reperibili). Inoltre sono garantire prestazioni aggiuntive, infiltrazioni oltre a tutta la traumatologia pediatrica aziendale che necessita interventi chirurgici.

Gli specialisti del presidio di Busto Arsizio, hanno scritto una lettera aperta al sindaco di Busto Arsizio e alla collettività elencando i rischi che un provvedimento come quello annunciato comporterebbe problemi nelle attività sia di Busto sia di Gallarate dove il carico di lavoro è già al limite delle professionalità presenti.

Riportiamo la lettera integrale:

L’Unità Operativa di Ortopedia e Traumatologia dell’Ospedale di Busto Arsizio ha come obiettivo la cura di pazienti affetti da patologie ortopediche e traumatologiche provenienti in prevalenza dal territorio servito dal suddetto presidio ospedaliero.
Svolge attività preposte al trattamento chirurgico, alla cura, all’assistenza del malato degente in UO; attività chirurgica in regime ambulatoriale di day hospital; attività ambulatoriale e di consulenza per pazienti ricoverati presso altre UO, attività di consulenza ortopedica in regime di fast-track presso il Pronto Soccorso del presidio. Dal 2016 è centro pilota per protesi d’anca con accesso mininvasivo (super Path). Dal 1998 al 2018 è stata centro di riferimento per protesi di ginocchio non cementate LCS. Esegue Trattamenti con fattori di crescita piastrinici (PRP) nella cura della gonartrosi e delle patologie tendinee soprattutto in atleti.
E’ presente l’UOS di Chirurgia del ginocchio. E’ centro di riferimento delle patologie muscoloscheletriche nel paziente adulto affetto da osteogenesi imperfetta.
E’ convenzionata con l’Università dell’Insubria per tirocinio medici specializzandi ed infermieri. E’ attivo il servizio di alta specialità in chirurgia del polso, mano e gomito.
Dal 2021 è presente l’UOS di Traumatologia Pediatrica e vengono centralizzati e trattati tutti i pazienti pediatrici che giungono presso i diversi presidi dell’ASST affetti da problematiche traumatologiche.

Nel 2021, nonostante l’Emergenza COVID, sono stati eseguiti 1033 interventi chirurgici in regime di ricovero ordinario e DH e 183 interventi chirurgici ambulatoriali per un totale di 1216. I ricoveri in reparto sono stati 850; 260 ricoveri in Day surgery (149 DH e 111 ambulatoriali). Nell’anno 2021 sono state effettuate 8327 prestazioni ambulatoriali e 7211 prestazioni di Pronto Soccorso.

Al 30 Settembre 2022 risultano circa 700 pazienti in attesa di intervento chirurgico ortopedico in elezione già programmati, di cui circa 570 inseriti in lista d’attesa prima del 31 Dicembre 2021. Tutti i suddetti servizi sono coperti da 7 dirigenti medici + 1 direttore di struttura nonostante l’organico prevederebbe almeno 8 dirigenti medici in servizio presso il presidio (probabilmente anche in numero maggiore).

In Ottobre 2022 è stato organizzato un incontro urgente da parte della direzione generale e sanitaria aziendale, per prendere provvedimenti in seguito alla criticità riguardante il servizio di Ortopedia dell’Ospedale di Saronno, già in sofferenza da mesi o forse da anni, e dove non sono stati presi provvedimenti adeguati per risolverne le problematiche.

Gli indirizzi della direzione generale e sanitaria prevederebbero di impegnare tutti i dirigenti medici dell’azienda (medici ortopedici di Busto Arsizio e di Gallarate) per sopperire la carenza del presidio di Saronno, anche a discapito dell’offerta di assistenza sanitaria e prestazionale degli altri presidi.

Abbiamo espresso il nostro disappunto sulla proposta inviata, in quanto sarebbe un carico oltremodo gravoso su un personale già sovraccarico di lavoro che, a stenti, continua comunque a svolgere.

A causa di tale eventualità sentiamo il dovere di denunciare il reale rischio di interruzione di pubblico servizio di assistenza ortopedica sul territorio servito dal presidio di Busto Arsizio.

Tale rischio si rende reale soprattutto a causa del già esiguo numero di medici in servizio presso l’ortopedia di Busto Arsizio e Gallarate; un impegno presso il presidio di Saronno, comporterebbe una obbligatoria riduzione dei servizi offerti presso gli altri presidi. Il sottrarre i medici ortopedici dallo svolgere il loro servizio a Busto Arsizio comporterà un oggettivo ritardo e prolungamento della già lunga e consistente lista d’attesa per interventi chirurgici e per le prestazioni ambulatoriali.

Non di meno, c’è da considerare il rischio di costringere il personale medico a cercare altre offerte lavorative in quando non verrebbe più permesso di svolgere la propria professione con prospettive di crescita professionale, e adeguato riposo previsto dalla legge.

Ci rendiamo conto che la totale chiusura del Servizio di Ortopedia a Saronno sia un problema per quel territorio, ma riteniamo altresì importante mantenere un servizio di competenza e qualità presso la nostra struttura e ciò dipende anche dalla serenità e affiatamento del personale che offre tale servizio.

Tale condizione ormai, da tempo, è seriamente compromessa. Ci ritroviamo, come ovunque, in carenza di personale ma continuiamo ad offrire lo stesso numero di servizi a discapito del tempo di riposo e delle attività personali.
Il nostro intento è quello di continuare a lavorare mantenendo il servizio offerto con la stessa qualità e professionalità fino ad oggi oggettivamente dimostrata. Diversamente, saremo costretti a considerare nuove e altre opportunità.
Ci chiediamo quanto sia lungimirante e di pubblica utilità lo smantellare una realtà efficiente per tamponare, in malo modo, una realtà che è in completo declino a causa di problematiche ormai, forse, non risolvibili.

I dirigenti medici di Ortopedia e Traumatologica del Presidio di Busto Arsizio

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Pubblicato il 28 Ottobre 2022
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