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Il “nuovo corso” del museo di Arsago Seprio, archeologico e ora anche paleontologico

Arsago Seprio tour 2022 luoghi

Una nuova collezione, due nuove commissioni, la riapertura al 100% dopo due anni di emergenza Covid: si riaccendono le luci sulla storia e archeologia nel Seprio, con una nuova fase per il museo di Arsago. Un passaggio sancito anche lo scorso 1° ottobre da un convegno in ricordo di Leonardo Mastorgio, alla presenza anche dell’assessore regionale alla Cultura Stefano Bruno Galli.

Ma andiamo per ordine.
L’amministrazione comunale guidata da Fabio Montagnoli nel mese di febbraio 2022 ha nominato le due nuove commissioni di gestione del museo. Da un lato la Commissione Tecnica Museo presieduta da Cristiano Brandolini, composta oltre che dal sindaco Montagnoli, dal Conservatore Paola Marina De Marchi, da Gian Carlo Politi estremo conoscitore di paleontologia, colui che donò al museo uno dei fiori all’occhiello come la Collezione Paleontologica che porta il suo nome e dagli insegnanti Giovanni Frumusa e Anna Bandera.

La Commissione Museo invece è presieduta da Pierluigi Poletti, e vede la partecipazione del sindaco Fabio Montagnoli, di Giovanni Martinelli consigliere di minoranza nell’attuale amministrazione comunale, e di Emilio Merletti.

Le commissioni stanno già lavorando alacremente. Brandolini, Archeologo facente parte dell’entoutage del museo fin dal 1995 e collaboratore della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio da più di vent’anni, si sta impegnando con la stessa per concludere e risolvere le vicissitudini burocratiche relative alla Collezione Paleontologica, per troppi anni lasciata nel dimenticatoio e meritevole di essere sanata e portata quindi al lustro che merita.
Le commissioni stanno infatti già pensando alla programmazione di alcuni eventi di carattere paleontologico, legati ad alcuni fossili particolari ed importanti, esposti nella Collezione G.C. Politi.

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La nuova vetrina archeologica

L’obiettivo resta sempre raccontare al meglio la storia millenaria delle genti che vissero ad Arsago e nelle zone limitrofe, dalla preistoria fino al basso Medioevo.

Durante il già citato evento di sabato 1 ottobre è stata inaugurata anche la vetrina che contiene la tomba n. 4 “alla cappuccina” e i vari elementi di corredo provenienti dalle quattro sepolture di età romana (IV-V scolo d.C.), rinvenute nello scavo archeologico effettuato nel 1995 presso la proprietà Del Pio in via Binaghi a Somma Lombardo.
Un lavoro di restauro ed esposizione iniziato prima della pandemia e che purtroppo si era interrotto.
La campagna di scavo archeologico è stata illustrata da Cristiano Brandolini, sempre durante il breve convegno, nel suo intervento “La Necropoli Romana di via Binaghi a Somma Lombardo”.

Il ritorno delle scolaresche al museo di Arsago

È ripresa l’attività con le scuole, sono stati infatti già inviati gli inviti ai circoli didattici delle province di Varese, Como, VCO, Novara e nord Milano. L’obiettivo è ritornare ad avere le scolaresche in visita, ampliando anche l’offerta didattica, proponendo oltre alla visita guidata anche laboratori didattici, grazie all’apporto della Cooperativa Sull’Arte che attualmente si occupa delle aperture del museo.

Si sta definendo anche una convenzione tra il Comune di Arsago Seprio e i Licei di Viale dei Tigli di Gallarate, per dare vita ad una collaborazione nell’ambito del progetto dell’alternanza scuola-lavoro, dove gli studenti adeguatamente formati, diverranno ciceroni non solo per il museo ma anche per illustrare al turista i vari monumenti arsaghesi. Giovanni Frumusa si occuperà di predisporre e coordinare le attività del liceo con le scuole, per le visite, i laboratori al museo e ai siti di interesse di Arsago.
Recentemente sono stati in visita al museo anche un gruppo di quindici studenti accompagnati da alcuni docenti, della Facoltà di Archeologia dell’Univesità Statale di Bonn in Germania. Sempre Brandolini ha tenuto i contatti con il docente responsabile del gruppo, e fatto da guida durante non solo la visita presso il museo arsaghese ma anche presso il Civico Museo Archeologico di Sesto Calende e presso l’Area Archeologica del Monsorino a Golasecca.

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Una nuova denominazione per il museo

L’Amministrazione Comunale sta infatti anche aggiornando in accordo con Regione Lombardia, la denominazione del museo, non più solamente archeologico, ma dopo l’acquisizione della Collezione Politi, anche Paleontologico.
Il museo ha già assunto la nuova denominazione di Civico Museo Archeologico e Paleontologico di Arsago Seprio, oltre a mantenere il riconoscimento di Raccolta Museale Regione Lombardia.
Si sta anche progettando la creazione di un sito web dedicato al museo, oltre a implementare la presenza sui social. Strumenti questi importantissimi per dare sempre più un servizio migliore al fruitore e per far conoscere il museo non solo in Italia ma anche all’estero.
In pochi mesi di lavoro le commissioni e l’Amministrazione Comunale hanno già fatto molto e la prospettiva è quella di continuare a fare altrettanto, per incrementare le visite, gli eventi, le attività e riportare il museo ad essere quindi quell’eccellenza arsaghese e del territorio varesino, sulla quale negli ultimi anni si erano abbassate le luci.

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In Memoriam Leonardi Mastorgii et Opera Eius – Una vita dedicata al Patrimonio Culturale di Arsago Seprio

Il nuovo corso del museo è stato in qualche modo marcato, in apertura del nuovo anno, dall’evento di sabato 1 ottobre che ha commemorato la persona e l’opera di Leonardo Mastorgio, storica figura del panorama culturale arsaghese, scomparso nel mese di dicembre dello scorso anno. Estremo conoscitore di storia locale, ha ricoperto molti incarichi, tra cui quello di Presidente della Commissione Museo per trent’anni, condividendo con il cugino, Carlo Mastorgio, la nascita e la gestione del museo arsaghese.

Il convegno si è tenuto al Centro Culturale Concordia di Arsago Seprio, alla presenza delle autorità arsaghesi, di Stefano Bruno Galli, assessore alla Cultura e Autonomia di Regione Lombardia e del funzionario della Soprintendenza Archeologica Daniela Patrizia Locatelli. Molte le autorità del territorio varesino presenti anche in platea, tra cui Francesca Brianza già assessore alla Cultura e Turismo della Provincia di Varese e oggi vicepresidente del Consiglio Regionale.

Due figure quelle di Carlo e Leonardo Mastorgio, che tanto hanno fatto per il museo e che tanto hanno lasciato come eredità, raccolta e portata avanti oltre che dal Conservatore Luisa Alpago Novello prima e Paola Marina De Marchi poi, anche da quanti oggi operano all’interno delle commissioni museali. Per lasciare un segno indelebile visibile a tutti, si è deciso di intitolare il Lapidario situato all’esterno del museo, a fianco della Necropoli Longobarda (unica conservata in situ e visibile in Italia), a Leonardo Mastorgio.
Fu lui infatti ad occuparsi della raccolta di tutta la documentazione relativa alle epigrafi di età romana qui esposte e pubblicata nel volumetto “Le epigrafi di Arsago”. Collocazione delle antiche lapidi, appendice storica unita al volume che raccoglie gli studi di Antonio Sartori, intitolato Le epigrafi di Arsago Seprio, edito dal museo nel 2009.

La persona di Leonardo Mastorgio e la sua opera sono state ricordate durante il breve convegno in apertura dell’evento da Pierluigi Poletti, il quale nel suo discorso ha ripercorso tutto l’operato di Mastorgio, non solo come Presidente della Commissione di gestione del Museo, ma anche per molti altri incarichi che ha ricoperto, tra i quali quello di giudice di pace.

Anche il Conservatore Paola Marina De Marchi ha espresso un suo ricordo di Leonardo, ricordandolo come appassinato conoscitore della storia locale e innamorato del museo di Arsago. Una figura quella di Leonardo che non si può scindere da quella del cugino Carlo Mastorgio, assieme hanno formato un’unica e indimenticabile grande figura appartenente al panorama culturale arsaghese.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 14 Ottobre 2022
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