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Potrebbe esserci una proroga di 36 mesi per la Rsa di Samarate

Project Life e la cooperativa Soliditas hanno presenziato in commissione Urbanistica chiedendo una nuova proroga per il progetto, che doveva nascere nel 2024 e ha subito rallentamenti a causa dei problemi giudiziari del precedente operatore (Sereni Orizzonti)

commissione urbanistica rsa Samarate - ottobre 2022

Una proroga di 30-36 mesi per realizzare la nuova Rsa di Samarate in via Gelada, per cui il progetto iniziale prevedeva la conclusione nel 2024: è questa la richiesta emersa ieri sera, mercoledì 19 ottobre, da Project Life srl e dalla cooperativa sociale Sodalitas, ospiti in commissione Urbanistica. 

Presenti in commissione Andrea Marcato di Sereni Orizzonti, Giacomo Di Capua di Sodalitas e Marco Cerutti Azienda Project life srl. Con loro anche l’architetto Bonotti, che aveva seguito il progetto iniziale e che lo ha illustrato alla commissione.

Il progetto preliminare risale ad agosto 2019, con la nuova giunta Puricelli appena insediatasi, per una Rsa di 120 posti letto (di cui 15 riservati a persone non autosufficienti, su segnalazione del Comune), con la promessa dell’assegnazione di almeno il 50% dei posti a residenti samaratesi. Doveva essere entro 4 anni, pena la facoltà di chiedere la retrocessione dei terreni senza la restituzione delle somme già versate. Nell’autunno di quello stesso anno la società friulana è stata travolta dalla bufera giudiziaria, con l’arresto del management della società; ciononostante, aveva assicurato che avrebbe perseguito negli impegni prestabiliti, tra cui l’edificazione della casa di riposo a Samarate.

A settembre 2021 l’area è stata venduta da Sereni Orizzonti a Project Life, del gruppo Mantovani. Le interlocuzioni tra le due realtà – ha spiegato Di Capua – sono iniziate nella primavera 2021, ma a causa poi della recrudescenza del Covid in autunno e anche i rallentamenti dei bilanci del settore socio-sanitario «ci siamo tutti un po’ indeboliti». Project Life ha firmato il contratto preliminare nel 2021 e rimarrà protagonista dell’operazione, mentre con Sodalitas intraprenderà una join venture.

A che punto siamo con la decennale storia della casa di riposo a Samarate

«Nel frattempo abbiamo cercato di capire con l’amministrazione come entrare nel bando dell’amministrazione con una previsione temporale e l’attivazione del servizio categorica: il quadro giuridico in essere prevede che entro una certa data la struttura deve essere finita ed entrare in servizio».

Il bando è stato fatto quattro anni fa e prevedeva la realizzazione entro 5 anni (quindi entro il 2024): «Oggi questa data è tra diciotto mesi: ma nessuno di noi è in grado di vederla realizzata e attiva. Noi abbiamo individuato il percorso finanziario per sostenere un’opera che nel 2021 costava 6milioni e mezzo di euro circa, era un momento propizio per realizzare l’opera; oggi i costi arrivano a +40%. Bisogna ricorrere al supporto bancario, abbiamo individuato il percorso e il nostro partner storico Banca Intesa è dalla nostra, ma i vincoli temporali presenti non consentono il prestito».

La richiesta della proroga 

«Noi vogliamo realizzare quest’opera, ma senza una previsione differente da parte dell’amministrazione comunale che non cambi la tempistica con una proroga non abbiamo il prestito della banca – ha affermato Di Capua – noi vogliamo assumerci le nostre responsabilità nei confronti dei cittadini, anche della dilatazione del tempo che è dettata dalle difficoltà della pandemia e dei costi. Il nostro obiettivo è essere accolti dalla comunità e cercare un dialogo con la cittadinanza. Noi non abbiamo nessun disagio a spiegare ai cittadini dei limiti oggettivi».

Più incalzanti le opposizioni nel confronto con i rappresentanti, a partire da Tiziano Zocchi (Progetto Democratico): «Noi stiamo discutendo oggi di una cosa che qualcuno nel 2014 diceva che era già fatta. Ora la data è il 2025, poi l’amministrazione deciderà se accettarla no. Da un operatore mi aspetto una posizione seria con una data: se firmate la proroga, andate in banca e firmate, nella proroga deve esserci scritto 2025. O 2026?». 

«Parliamo di 30-36 mesi comprende la realizzazione, ma mi ha detto che se 4 mesi per gli uffici comunali sono pochi», ha risposto Di Capua.

L’opposizione: “Un ricatto”

Secco anche Alessio Sozzi (Movimento 5 Stelle): «Nel 2018 il sindaco Tarantino parlava di un sogno diventato realtà, ma siamo nel 2022 e ora ci chiedono di prorogare fino al 2025.  Sono perplesso – come cittadino – ci troviamo di fronte a tre soggetti, ho chiesto chi firmerà la convenzione: da una società, iniziale ora ce ne troviamo tre e speriamo che vadano d’accordo. Se entro il 2024 non viene costruita la Rsa io farei decadere il bando e farei rientrare tutto all’amministrazione, rifacendo il bando».

«La compravendita sarà firmata da Project Life. Le perplessità sono legittime, possiamo averle anche noi. Io però voglio essere ottimista con una situazione progettuale a buon punto; la paesaggistica e la sovrintendenza sono già avanti sul progetto», ha risposto l’assessora Nicoletta Alampi.

Le opposizioni di Samarate criticano l’operato della giunta Puricelli: “Tra propaganda e realtà”

«Nella prossima campagna elettorale la Lega – o con il Puricelli bis o con il Tarantino ter – potrà promettere per la terza volta la casa di riposo, perché forse avremo fatto lo scavo delle fondamenta», ha ribattuto ironicamente Zocchi, sostenendo poi la proposta del consigliere Sozzi. «Noi abbiamo fatto una gara dove ha partecipato Sereni Orizzonti e non hanno fatto niente. Sono anche venuti a chiederci una proroga che gli abbiamo concesso; a luglio 2021, dopo aver portato a casa la proroga nel 2020, hanno cominciato a discutere e lo stanno facendo da un anno e tre mesi con gli altri due soggetti. E stasera sono venuti a dirci che se vogliamo la Rsa dobbiamo dare una proroga. Nel lontano 2019 avete firmato un contratto e avete preso un impegno, ora devono rispettarlo: sono inadempienti, il contratto decade, l’amministrazione incamera i soldi e rifà il bando. E se è così si beccano pure una segnalazione per inadempienza contrattuale grave».

«Abbiamo solo un accordo preliminare firmato ma che domani può saltare. Se va bene a tutti aspettare tre anni – incrociando le dita – ma di fronte a un ricatto obbligato di questo genere, secondo me non dobbiamo cedere. Dov’è il vantaggio per i cittadini di Samarate?», si è chiesto alla fine Zocchi.

di nicole.erbetti@gmail.com
Pubblicato il 20 Ottobre 2022
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