Il volto del Ritiro sociale in provincia di Varese: una mattinata dedicata a Sakido

Il 12 novembre dalle 9.30 l'aula magna del Liceo scientifico Curie di Tradate ospita riflessione e confronto nell’ambito della Ricerca-Azione Partecipata per il progetto Sakido

Generico 07 Nov 2022

Abbiamo ormai imparato che cosa significa Ritiro Sociale in adolescenza. Sappiamo che, riducendola ai minimi termini, la sua manifestazione più eclatante è l’autoisolamento in casa – o addirittura in camera – accompagnata da una rilevante riduzione delle relazioni sociali e da diverse fatiche legate alla sfera dell’autostima e dell’accettazione di sé.
Ma che forma assume il Ritiro Sociale nei diversi territori? Ciò che conosciamo del fenomeno in città, vale anche per le Provincie? E in particolare: che volto ha il Ritiro nella nostra provincia?

Rispondere a queste domande è cruciale, non solo per ragioni accademiche, ma anche – e soprattutto – per poter immaginare una sempre più efficace gamma di interventi (sia di sensibilizzazione che di cura) specifici per il nostro territorio.
All’interno del Progetto Sakido (che si occupa di Ritiro Sociale in provincia di Varese) è stato mosso un primo importante passo in questa direzione. Si tratta di una Ricerca-Azione Partecipata condotta da Aquilone, Totem e Metodi, attraverso la quale si è voluto andare a indagare il fenomeno dal basso, con l’aiuto attivo della comunità locale.

Per farlo sono stati coinvolte centinaia di persone sul territorio di Tradate, scelte tra servizi sociali, assessori, neuropsichiatri, pedagogisti, genitori, rappresentanti del mondo della parrocchia, membri di associazioni sportive e culturali. Insomma: professionisti pubblici e privati che interagiscono abitualmente con gli adolescenti della zona. A questo si aggiunge anche il prezioso lavoro svolto da alcuni insegnanti degli istituti Geymonat, Don Milani e Galilei di Tradate, che hanno redatto e somministrato questionari specifici a un numero significativo di studenti, genitori e altri docenti.

Ciò che è emerso da questa indagine sarà oggetto di una mattinata di ricerca e condivisione aperta a tutti, che si terrà sabato 12 novembre dalle ore 9 alle 13 presso l’aula magna del Liceo Scientifico Curie di Tradate.

 

Irene Giovanetti, psicologa di comunità e collaboratrice di Metodi, fornisce qualche anticipazione in merito ai risultati di questa Ricer-Azione: «È emerso che il fenomeno sembra diffuso sul territorio. Tutti gli intervistati hanno identificato dei casi di grande difficoltà relazionale, che non per forza coincideva con il modello hikikomori giapponese». Abbandonato quindi l’immaginario stereotipato di isolamento, diventa fondamentale pensarlo su diversi livelli.

«Il Ritiro emerge come un fenomeno multidimensionale – prosegue Giovanetti – Una delle persone intervistate ha usato un’immagine molto interessante per descriverlo: una ruota dove ci sono dei raggi spezzati, quindi delle connessioni interrotte».

Anche il tema della Pandemia si è presentato in maniera significativa durante la ricerca, rappresentando per molti degli intervistati la negazione di importanti occasioni di socialità. Una sottrazione che ha impattato profondamente sulla vita personale dei più giovani al punto che «in diversi contesti sociali è stato molto difficile evitare il drop out dei ragazzi». Tantissimi adolescenti avrebbero infatti abbandonato (o rischiato di farlo) le attività extra-scolastiche e di relazione, quali lo sport, la musica o il teatro, per esempio.

Continua Giovanetti: «Ci è stato raccontato a più voci come sia stato estremamente difficile, durante i vari lockdown, riuscire a tenere alto il loro interesse nelle attività, una volta tolta la componente sociale».

Anche il tema del lavoro, ritorna frequentemente nelle parole degli intervistati. «A generare ansia e disagio è spesso anche la pressione sociale ad essere altamente performanti e valutati, quindi, in base ai risultati che si riescono a ottenere. E questo è un tema che vale sia per gli adolescenti che per gli adulti attorno a loro, spesso distratti – nella relazione coi ragazzi – proprio da questo».

A tutto ciò si collega anche, specificatamente per il territorio di Tradate, il progressivo allentarsi della comunità educante. Ancora Giovanetti: «Alcune delle persone intervistate ci hanno raccontato di come in passato se un bambino usciva di casa i genitori erano tranquilli, in quanto la comunità intera si faceva carico del suo benessere». Oggi non solo questo avviene in termini completamente diversi ma, a detta di molti degli intervistati, «manca anche un coordinamento tra tutti gli attori del territorio che si occupano di adolescenza».

Per questo motivo l’appuntamento del 12 novembre è così rilevante: «Presenteremo in maniera estesa i risultati della ricerca-azione – dice Giovanetti – ma poi ci sarà un importante momento di riflessione condivisa attraverso la formula del world cafè, per provare a mettere in rete il lavoro dei professionisti e della comunità e tracciare insieme le nuove traiettorie territoriali per prevenire e farsi carico del Ritiro Sociale da qui in poi». Una sfida ambiziosa ma necessaria. Con l’obiettivo di condividere la responsabilità di un fenomeno sociale complesso come quello del Ritiro, ma anche di diventare parte attiva della soluzione.

Per info vianello@retemetodi.it.
Per iscriversi e partecipare  compilare il form a  questo link.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 07 Novembre 2022
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