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Da venditore d’auto a venditore di pane: Emanuele e l’ultima bottega rimasta a Golasecca

Si chiama proprio bottega, "Bottega Leanza". Dall'estate scorsa è l'ultimo negozio aperto, tra le poche attività insieme ai due bar e pizzeria al trancio. Dietro c'è una storia curiosa: "Venivo da tutt'altro settore, ma ho rischiato"

Bottega Leanza Golasecca

In tarda mattinata le mensole del pane sono già semivuote, ma il traffico di clienti è ancora continuo, alla Bottega Leanza di Golasecca. Il negozio, nel senso che è l’unico negozio di Golasecca: al di fuori di una pizzeria al trancio e dei due bar, non ci sono altre attività.

Dietro al bancone della bottega c’è Emanuele Leanza, che dal 2024 gestisce il punto vendita di alimentari. Una storia curiosa: «Arrivo da settori completamente diversi: moda, poi gioielleria, poi ho lavorato nel mondo dell’auto. Poi mia moglie, che è di Golasecca, ha scoperto che la bottega avrebbe chiuso. Non avevo nessuna competenza, ma mi piace imparare».

Da un anno e mezzo in attività, da quasi un anno unico negozio, dopo la chiusura dell’altro che esisteva. «Per me era un settore completamente nuovo, più spontaneo, si ha anche a che fare con persone più anziane. Si scambiano anche opinioni, si fanno chiacchiere». La bottega non solo come servizio, ma anche – nel suo piccolo – punto di aggregazione spontanea.

Certo non è facilissimo operare in un paese molto impoveritosi di attività: «Rispetto al passato, quando c’erano tante attività, c’erano il calzolaio e il macellaio… ora sono rimasto solo io. Rimanere in piedi rimane difficile. Ma non sono pessimista, con voglia di fare ci sarebbero buone possibilità di sviluppo in paese. Ma deve essere all’interno del paese, non fuori. Servirebbe investire anche sulle case, invece anche le case private sono spesso abbandonate. Bisogna soprattutto aver voglia di rischiare: io ho fatto il dipendente per tanti anni, prima di diventare autonomo».

Bottega Leanza Golasecca

A fine mattina si entra in bottega a comprare soprattutto pane e focacce, a guardare gli avventori: una mamma con bambini, due operai che vengono dalla mattina al lavoro, qualche signora anziana. «Ho scelto più di puntare sulla qualità che non sulla quantità. Non faccio il pane ma ho un ottimo fornitore, ho la gastronomia, collaboro con macelleria e bottega del pesce, ho i caseari di un’azienda di qualità».

La scorsa estate, curiosamente, la bottega ha fatto notizia quando ha chiuso per le settimane di ferie del titolare. Arrivò un ambulante a fare da sostituto, la notizia – in pieno agosto – finì poi sui giornali nazionali. Polemica contingente e ormai archiviata: «Ogni chiusura la comunichiamo giorni prima», dice sorridendo Leanza. In ogni caso è il riconoscimento del valore della bottega per il paese.

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Roberto Morandi
roberto.morandi@varesenews.it
Fare giornalismo vuol dire raccontare i fatti, avere il coraggio di interpretarli, a volte anche cercare nel passato le radici di ciò che viviamo. È quello che provo a fare.
Pubblicato il 20 Maggio 2026
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