Licenziato per sigaretta in area vietata a Malpensa, il giudice conferma: “Può continuare a lavorare”

A un anno e mezzo dalla contestazione, il secondo grado a Milano ha confermato che era stato illegittimo il licenziamento di un operaio della cargo city

sigaretta fumo

«Una ingiustizia sventata», dice oggi il sindacato, dopo il secondo pronunciamento del Giudice del lavoro. Il caso a Milano Malpensa – già nei mesi scorsi – aveva fatto discutere: un operaio della Cargo City era stato licenziato per essersi acceso una sigaretta nella zona “Air side”, dove vigerebbe il divieto assoluto anche all’aperto. Condizionale d’obbligo, perché in sostanza il giudice aveva accertato che era comportamento normale per tutti fumare nella zona di primo accesso, lo facevano anche i “team leader”.

Il provvedimento a carico dell’operaio – 40enne con già alcuni anni di esperienza in aeroporto – era sembrato al giudice sproporzionato e per questo aveva reintegrato il lavoratore: la violazione delle norme di sicurezza esisteva, ma non era tanto grave da giustificare il licenziamento.Era in quel momento che la vicenda era diventata pubblica e aveva fatto un certo clamore, anche se tra i colleghi se ne parlava da tempo.

La decisione del giudice di Busto Arsizio (competente per territorio su Malpensa) è stata però appellata dalla società che dà lavoro all’operaio, la Mle, attiva appunto nelle aree cargo dell’aeroporto. La vicenda è dunque approdata alla Sezione Lavoro della Corte d’Appello di Milano che ha confermato il pronunciamento di primo grado. «Una vittoria per i lavoratori e una lezione per Mle» dice oggi il battagliero sindacato di base Cub Trasporti, che ha assistito il lavoratore di Malpensa. L’operaio vede dunque confermato il proprio posto di lavoro e il risarcimento dal datore di lavoro.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 14 Dicembre 2022
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