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“A Malpensa appalti al ribasso e sempre più sacrifici”

Il passaggio da un operatore all'altro dei servizi Easyjet ha acceso le polveri dello scontro. "Meno diritti e contratti nazionali fermi da anni, siamo tutti in balia delle bollette insostenibilii"

Malpensa Generiche

Sono giorni di tensione a Malpensa, per le proteste dei lavoratori legate al cambio di appalto nei servizi handling di Easyjet e al mancato accordo per la “clausola sociale di sito”, per assicurare il rispetto dei diritti e delle condizioni di lavoro al momento dei cambi di appalto.
Dopo la forte denuncia dei sindacati confederali, la giornata di protesta di venerdì ha visto momenti di tensione, mentre si moltiplicano anche le prese di posizione politiche per affrontare una situazione che (a dire il vero) è maturata nell’arco di anni.
Riceviamo e pubblichiamo una lettera scritta da alcuni lavoratori aeroportuali

 

Quando si pensa ad un aeroporto, vengono in mente la gioia del viaggio imminente, montagne di valigie, gente ovunque e perché no, il sorriso di una delle tante hostess che aiutano i più impacciati a trovare la loro porta d’imbarco.
Avremmo voluto dire che questa è la realtà, ma purtroppo lo è solo in parte. Il sorriso tanto gradito e cercato dai passeggeri è ormai sparito sul volto dei molti lavoratori del settore aeroportuale.
Continue vessazioni salariali, cambi di appalto al ribasso e una gestione ormai improntata sul profitto a discapito del lavoratore, hanno reso il lavoro in aeroporto usurante non solo per il lavoro in sé, ma soprattutto per la dignità delle persone.

In questi mesi a Malpensa si sta assistendo ad un ennesimo caso di dumping salariale, dopo i tanti già avvenuti in passato. Nello specifico la compagnia EasyJet,dopo più di 10 anni, ha deciso di non avvalersi più dei servizi di terra offerti da Airport Handling, ma di appoggiarsi ad MENZIES/AGS, vincitore del nuovo appalto grazie ad una gara al ribasso. A seguito di questo si è aperta la procedura di clausola sociale, che vedrà dal 1 di marzo il passaggio di circa 150 persone da una società all altra.

Ora voi direte “giusto, si garantisce il lavoro alle persone”, ma è proprio qui che nasce il problema. Nel passaggio, AGS non dà garanzie di mantenere lo stesso livello contrattuale o le condizioni lavorative attuali.
Quindi i lavoratori si vedranno, non solo spostare contro la loro volontà da una società ad un’altra, ma anche decurtare lo stipendio. Senza contare le ripercussioni sociali e psicologiche per chi dopo anni di impegno e sacrifici, si vede spostare come un pacco postale, non più persona ma numero.
Se a questo aggiungiamo un CCNL scaduto ormai da anni, il calcolo delle maggiorazioni fermo al 2010 e il continuo aumento della mole del lavoro, capite bene che la frittata è ben servita.

Ci chiediamo come si possa in un momento storico come questo permettere che una cosa del genere accada.
Siamo tutti in balia delle bollette insostenibili, del caro prezzi, del carrello della spesa sempre più vuoto.
I sindacati ovviamente si stanno mobilitando per riuscire a portare a casa il miglior accordo possibile, ma è avvilente che bisogna raccogliere le briciole invece che vedere in busta paga quello che ci spetta.

Perché lavorare in aeroporto vuol dire avere la sveglia alle 2 di notte magari per 3/4 giorni di fila, rinunciare al pranzo o alla cena con gli amici , lavorare a Natale e nelle altre festività, lavorare sotto il sole cocente o la pioggia nel caso dei colleghi impiegati in piazzale, ma vuol dire anche impegnarsi per dare un servizio alla gente, garantirne la sicurezza e tanto tanto altro.

Noi lavoratori abbiamo sacrificato molto del nostro privato e non siamo più disposti a farlo senza un giusto compenso e sottolineo giusto!
Il continuo gioco al ribasso non può essere più tollerabile.
Quando acquistate un biglietto aereo di una compagnia low cost a 5.99 euro, pensate che dietro a quel prezzo ci sono solo tagli e tagli a voci fondamentali dell’aviazione civile!

Soprattutto non possiamo più vedere sminuite la nostra professionalità acquisita in anni di lavoro e formazione e la nostra persona. Dopo anni di lavoro non è giusto essere trattati così.

Noi aeroportuali siamo una categoria di cui si parla troppo poco, ma esistiamo e faremo sentire il nostro grido di dolore!

Scriviamo alla vostra trasmissione per fare venire a galla una situazione non più accettabile.
Speriamo che possiate dare voce al nostro messaggio.

I lavoratori di Malpensa

Pubblicato il 06 Febbraio 2023
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