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Amazon e Malpensa, “nella logistica l’intelligenza artificiale conta più dei lavoratori”

L'Unione Comitati Malpensa commenta l'addio del gigante dell'e-commerce criticando il modello d'insediamento che sfrutta e se ne va, "lasciando sul territorio tutti i problemi occupazionali, ambientali e sociali"

Amazon Air

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato di Uni.Co.Mal sull‘addio di Amazon a Malpensa, che punta su Brescia Montichiari

La vicenda relativa ad Amazon, che vuole trasferire la propria attività a Montichiari, abbandonando al proprio destino circa 190 persone, è la dimostrazione di come siano intelligenza artificiale ed algoritmi a determinare le politiche aziendali, che considerano le persone numeri e orientano il riassetto aziendale verso la riduzione dei costi del lavoro a favore di un maggior profitto economico e finanziario dell’impresa.

Tali scelte lasciano solo desolazione e aree dismesse, compromesse sul piano ambientale e a carico della collettività, il tutto in nome dello “sviluppo sostenibile”; termine, quest’ultimo, abusato ma chiarificatore, se intesa come sostenibilità economica di un’azienda che pur di fare profitti è disposta a sacrificare anche 190 persone con le loro famiglie.

Alcuni Comuni facenti parte del CUV sono stati i primi a sostenere lo sviluppo di Malpensa senza ascoltare le istanze emergenti su più fronti sul territorio appoggiando, neanche velatamente, il masterplan 2035, che prevede uno sviluppo della cargo city da 763118 ton del 2025 a 1.200.000 ton nel 2035 e che sta trasformando il territorio attorno all’aeroporto in un grande hub della logistica di cui è esempio la vicenda di Amazon. Prima si colonizza un’area vicino al polo interessato e poi per proprio interesse ci si sposta dove maggiormente conviene lasciando sul territorio tutti i problemi occupazionali, ambientali e sociali accollando le conseguenze alla comunità.

Anche Confindustria e la Camera di Commercio varesine hanno sostenuto questo tipo di sviluppo territoriale senza considerare i possibili cambiamenti di aeroporto che potrebbero avvenire per una maggior convenienza logistica ed economica, come nel già citato caso di Amazon. Allarmante pensare che anche altri operatori, come Confindustria Brescia/Bergamo, potrebbero optare per scelte analoghe. Per l’aeroporto di Montichiari sono previsti nuovi investimenti: si parla di circa 100 milioni di euro.

Alla luce di tutto ciò, sembra così cominciare a scricchiolare l’architettura malpensocentrica definita nel masterplan 2035 a causa dello sviluppo di altri aeroporti lombardi, come Montichiari e Orio al Serio, di cui è stato presentato il nuovo masterplan. D’altra parte, in una modernità così liquida, le previsioni verticistiche e a lungo termine rivelano sempre più imprevisti che possono sorprendere. Ricordiamoci che quando il celeste Formigoni volle costringere fare di Malpensa il secondo hub di Alitalia ne decretò l’inizio della sua lunga agonia.

Uni.Co.Mal ha sempre sostenuto uno sviluppo e una gestione integrata degli aeroporti lombardi con un tetto dei numeri di volo per ciascuno di essi ed è sempre stata favorevole ad una legge nazionale che impedisca nuovo consumo di suolo utilizzando e riqualificando aree già dismesse e degradate, in contrasto alla distruzione ambientale e al connesso riscaldamento climatico che tutti noi subiamo.

Rimane aperta la sorte dei 190 lavoratori per i quali si sono mossi non solo i sindacati, ma anche partiti tra cui FdI e i seguaci di Vannacci; tutti, questi ultimi, che si dicono fieri sovranisti: ma dove? visto che sono sempre più ossequiosi di Trump e del suo amico di Jeff Bezos, artefice di Amazon. Che abbiano già iniziato la loro cinica campagna elettorale sulla pelle dei lavoratori?
Il direttivo Uni.Co.Mal.
Massimo Ferrario
Massimo Uboldi

Via Confalonieri, 5

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Pubblicato il 10 Agosto 2026
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