Ferno e Samarate unite nel ricordo dei Cinque Martiri
Commemorazione sentita in sala consiliare con la partecipazione del Prefetto e delle scuole: “Libertà, pace e rispetto, valori da tramandare”
Una cerimonia intensa, partecipata e profondamente sentita quella che si è svolta nella mattinata di oggi, 10 gennaio, in Sala Consiliare a Ferno. Le amministrazioni comunali di Ferno e Samarate hanno commemorato insieme i Cinque Martiri, trucidati 81 anni fa – il 5 gennaio 1945 – dai repubblichini, rendendo omaggio alla loro memoria e al valore della Resistenza.
A sottolineare l’importanza dell’evento, la presenza del Prefetto di Varese, Sua Eccellenza il Dott. Salvatore Pasquariello, che ha voluto essere accanto ai sindaci Sarah Foti e Alessandro Ferrazzi in questo momento di memoria condivisa.
Accanto ai rappresentanti istituzionali erano presenti anche i consiglieri del CCR (Consiglio Comunale dei Ragazzi), i sindaci junior e soprattutto gli studenti delle classi quinte della Scuola Primaria “Monsignor Bonetta”. Sono stati proprio i più giovani a portare un messaggio di continuità e speranza: il futuro della memoria nelle mani delle nuove generazioni.
Durante la cerimonia – che si è svolta in un clima di sincera familiarità tra le due comunità – hanno risuonato con forza le parole “Democrazia”, “Libertà”, “Pace” e “Rispetto”. Valori universali che il Prof. Giuseppe Nigro, in rappresentanza dell’ANPI, ha voluto trasmettere ai ragazzi, invitandoli a farli propri per costruire un domani più giusto.
A impreziosire la commemorazione anche la presenza della Dott.ssa Susi Ortolani, Dirigente Scolastica, di Ester De Tomasi, Presidente Provinciale di ANPI, e di Don Carlo, che ha offerto un momento di riflessione spirituale.
Una mattinata di memoria, condivisione e impegno civile, in cui Ferno e Samarate hanno saputo ritrovarsi nel nome della storia e dei valori democratici che quei cinque giovani partigiani hanno testimoniato con il sacrificio della loro vita.
I cinque martiri
I “cinque martiri” si chiamavano Nino Locarno, Silvano Fantin, Dante Pozzi, Claudio Magnoli e Paolo Salemi, erano partigiani della Prima Brigata Lombarda della Montagna, originari di Ferno e Samarate. Furono sorpresi dai fascisti alla cascina Brabbia, allora quasi isolata ai margini del paese, dove oggi sorge la scuola elementare.
La brigata guidata dal fernese Antonio Jelmini (“Fagno”), operativa in montagna e sulle due sponde del Ticino, ha avuto nei due anni di guerra partigiana dieci caduti e quindici feriti. “Alla data della liberazione – ricorda l’Anpi di Gallarate sul suo sito – erano in forza alla 1ª brigata lombarda 164 uomini, per 11 dei quali la militanza partigiana decorreva dal settembre 1943. La maggioranza dei militanti della brigata aveva meno di 20 anni alla data dell’8 settembre, solo 11 superavano i 30 anni”.
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
lenny54 su Entrano in vigore le nuove tariffe "metropolitane", Saronnese e Busto più vicine a Milano
Felice su Fucile d'assalto e mitragliette nella casa dell'ex ispettore di Malpensa
lenny54 su In vendita casa Bossi, villa simbolo della "Lega di una volta"
lauralaura su Ospedali troppo caldi: la Regione comprerà i condizionatori
gcbiakmw su Lo spinello fa male
Rita Campiotti su Torna IceOut, qual è la vostra gelateria preferita?










Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.