Nati lo stesso giorno, insieme da vent’anni: Riccardo Ceratti canta la sua “Nina”
Ospite a Radio Materia, il cantautore di Somma Lombardo presenta l’ultimo singolo: un brano d'amore nato da una singolare coincidenza
È una canzone diversa dalle altre, e Riccardo Ceratti lo dice senza esitazioni. Ospite a Radio Materia insieme a Nina Di Stasi, il cantautore di Somma Lombardo ha presentato Nina, ultimo singolo che rompe la linea dell’impegno civile per lasciare spazio a un racconto intimo e dichiaratamente sentimentale. “È una boccata d’ossigeno”, ha spiegato, “in un mondo diventato duro, dove sembra quasi che ci si vergogni di parlare d’amore”.
Accanto a lui, Nina, che Ceratti ha definito con affetto “la copertina in carne ed ossa” della canzone. Una presenza discreta, come lei stessa ha ammesso: “Io non amo uscire allo scoperto, preferisco la voce e la dimensione della radio”. Eppure il brano nasce proprio dalla loro storia, che dura da quasi vent’anni e che custodisce una coincidenza singolare. “Abbiamo scoperto di essere gemelli”, ha raccontato Ceratti, “stesso giorno, stesso mese e stesso anno di nascita”.
La genesi di Nina attraversa il tempo. “La prima parte l’ho scritta quando Nina era molto giovane”, ha spiegato il cantautore, “poi è rimasta in un cassetto per vent’anni”. Il brano è stato completato solo di recente, in modo quasi improvviso. “Il ritornello è nato una sera al pianoforte, e quella stessa sera gliel’ho fatto sentire finito”. Un metodo che rispecchia il suo modo di comporre. “Non sono un ricercatore”, ha detto, “tengo quello che arriva. Per me la musica deve essere jazz, libera e istintiva”.
Questa naturalezza è stata cercata anche nel videoclip. Nina lo ha descritto come “molto vero, senza artefatti”, sottolineando che sono stati lasciati apposta momenti spontanei. “C’è persino una mia caduta”, ha raccontato sorridendo, “perché Riccardo voleva che restasse tutto così com’era”.
Durante l’intervista è emerso anche un episodio personale che ha colpito gli ascoltatori. Nina ha raccontato il rapporto complicato con il suo nome. “All’anagrafe mi chiamo Gaetana, come mia nonna”, ha spiegato, “ma mia madre mi ha sempre chiamata Nina”. Da bambina, però, questo le creò un problema inatteso. “In prima elementare non rispondevo all’appello, perché non mi riconoscevo in quel nome, e sono stata bocciata”.
Nel dialogo con Marco Tresca, Ceratti ha ripercorso anche alcune tappe della sua carriera, dal contratto con Ricordi nel 1993 ai brani di denuncia sociale, fino al lavoro ispirato a Don Milani. Dopo la lettura di Lettera a una professoressa, nel 2013 ha scritto Lorenzo, da cui è nato un musical rappresentato anche al Teatro Coccia di Novara.
Lo sguardo si è poi spostato sui prossimi appuntamenti. Sabato 31 gennaio, in occasione del primo compleanno di Radio Materia, Ceratti si esibirà alle 19:30 e ha anticipato “una sorpresa dedicata a Tony Dallara”, ricordato come “un uomo di un’umiltà straordinaria”. Tra i progetti citati anche il romanzo La notte dei cuci bocca, scritto da Nina Di Stasi con Rita Poggioli, a conferma di un percorso artistico condiviso che continua a intrecciare musica e parola.
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