Senegal campione d’Africa, esplode la festa degli italo-senegalesi
Nella finale di Coppa d'Africa i "leoni della Teranga" vincono sul Marocco. Un momento di orgoglio per una comunità che si rivede nei valori incarnati dalla squadra. La festa anche nelle case e piazze del Varesotto e Alto Milanese
Nella notte esplode in tutta Italia la festa – felice e pacifica – dei senegalesi per la vittoria alla Coppa d’Africa.
A Lonate Pozzolo, paesone vicino a Malpensa, un gruppetto arriva in piazza che la partita non è finita da neanche mezz’ora: sventolano insieme le bandiere verde-giallo-rossa.
«La squadra ha dimostrato di essere più forte di ogni difficoltà e di saper vincere con rispetto e dignità, rafforzando l’orgoglio non solo del Senegal, ma di tutta l’Africa» dice Sy Abou, dell’Associazione Senegalese di Malpensa – Lonate Pozzolo.
Ed è una bella vittoria che porta (nuovamente) in evidenza uno degli Stati più stabili e pacifici dell’Africa, da cui viene una delle comunità più integrate in Italia, fatta di grandi lavoratori, orgogliosi della loro terra, capaci di rimanere legati alle loro radici senza isolarsi dal resto della società. Una comunità fatta – in Italia – di tante provenienze diverse, in maggioranza di un Islam particolarmente aperto, con qualche cristiano.
«Durante l’intero torneo, la squadra nazionale ha dimostrato determinazione, disciplina, spirito di sacrificio e grande maturità, incarnando i valori fondamentali del popolo senegalese e rappresentando con onore l’intera nazione. Nonostante le difficoltà incontrate, i Lions de la Teranga hanno giocato con cuore, coraggio e dignità» dice ancora Sy Abou, che è anche presidente dell’Associazione Raggruppamento dei Dioudéens in Italia (i Dioudéens sono gli abitanti di una zona lungo il fiume Senegal, che marca il confine con la Mauritania). Il nome di “leoni della Teranga” fa riferimento alla parola che indica l’accoglienza, l’ospitalità disinteressata, un valore considerato importantissimo tra i senegalesi.

«La vittoria del Senegal resta pienamente meritata. Un sentito ringraziamento va ai giocatori, allo staff tecnico e a tutto il popolo senegalese, così come ai tifosi in Senegal e nella diaspora, in particolare in Italia».
Nella diaspora c’è chi ha vissuto da giovane in Senegal e chi è invece è cresciuto fin da bambino in Italia. «Il bello è che al Mondiale potremo tifare per due squadre, il Senegal e l’Italia» dice – bicchiere di birra in mano – un ragazzo fuori da un locale dove ha guardato la partita, insieme anche a tanti amici italiani.
I ragazzi più giovani non hanno certo memoria della grande stagione del 2002, quando il Senegal vinse la Coppa d’Africa (sempre contro il Marocco) e ai Mondiali arrivò ai quarti di finale, eliminati poi da un gloden goal della Turchia. L’entusiasmo dei “leoni della Teranga” per la prima volta fu visibile in Italia, anche a Gallarate, con un corteo di auto verdi-giallo-rosse che – dopo la storica vittoria con la Francia nella partita inaugurale – arrivò divertito fino alla piazza centrale, tra gli applausi di chi simpatizzava per la nazionale d’Africa.
Nella grandi città i festeggiamenti sono durati a lungo nella notte, nei quartieri più popolari come il milanese Corvetto a Milano, dove c’è un centro culturale senegalese, o la torinese Barriera di Milano, ma anche (nel caso di Milano) in corso Buenos Aires.
In modo quasi inaspettato, si sono vistio anche festeggiamenti congiunti di senegalesi e marocchini insieme, nel segno della comune appartenenza africana e nel riconoscimento della sempre maggiore rilevanza della Coppa d’Africa.
«Come cantante senegalese africano, dirò che ha vinto l’Africa, tutta l’Africa» ci dice Mamza, giovane cantautore senegalese che abita nell’Alto Milanese, arrivato adolescente da Dakar pochi anni fa. «Ieri abbiamo festeggiato in casa e anche in piazza».
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