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“Con due gomitoli si realizza un kit completo”, a Varese il volontariato che coccola i bambini nati prematuri

Dalla terapia intensiva neonatale dell’Ospedale Del Ponte fino a Cittiglio, l’associazione Mani di Mamma porta calore e normalità ai bambini nati prematuri e alle loro famiglie. Il racconto di Cristina Mirioni a Radio Materia

Radio Materia

C’è un silenzio particolare nei reparti di neonatologia. È un silenzio fatto di attese, di respiri trattenuti e di piccoli corpi che lottano con una forza sorprendente. In mezzo a questo silenzio, a Varese, da anni arrivano anche colori, lana morbida e gesti pieni di cura. Sono quelli dell’associazione Mani di Mamma odv, raccontati dalla voce – emozionata e autentica – di Cristina Mirioni, ambasciatrice provinciale, durante la trasmissione Soci All Time a Radio Materia.

«Mani di Mamma nasce quattordici anni fa con lo scopo di rendere più dolce la permanenza in ospedale dei bambini nati prematuri e dei loro genitori», spiega Mirioni. Un impegno che oggi coinvolge oltre 70 ospedali in tutta Italia, più di 900 culle e, sul territorio varesino, circa 80 culle tra l’ospedale Del Ponte e l’ospedale di Cittiglio.

A Varese sono circa 25 le volontarie, donne di età ed esperienze diverse, unite dalla passione per il lavoro a maglia e dal desiderio di fare qualcosa di concreto. «Siamo riuscite a trasformare una passione in qualcosa di buono e utile. E questo non è poco», racconta Cristina.

I loro lavori non sono semplici “tutine”: ogni progetto nasce in collaborazione con il personale medico ed è pensato per essere davvero utile. Dai sacchi nanna con apertura per sondini, ai cappellini coordinati, fino alle copertine per la marsupioterapia, fondamentali per il contatto pelle a pelle tra mamma e bambino.

Tra i progetti più recenti c’è anche quello dedicato ai piccoli affetti da CPAM, una rara patologia polmonare. «Il medico non voleva che i genitori vedessero il bambino circondato da tubi e drenaggi. Così abbiamo creato camicini completamente apribili, che permettono di “vedere il bambino e non la malattia”», spiega Mirioni.

Dietro ogni consegna, però, ci sono emozioni difficili da dimenticare. «La prima volta che un bimbo ha tirato fuori la manina dal sacco nanna mi è sembrato che mi salutasse. È un’immagine che mi porto dentro da anni», ricorda Cristina tra i momento più emozionanti vissuti durante gli anni di volontariato.

Mani di Mamma non è solo volontariato, ma anche comunità. Durante il periodo del Covid, il gruppo è rimasto unito grazie a piccoli rituali quotidiani, come il “tè delle cinque” via WhatsApp.

L’associazione si sostiene anche grazie alle bomboniere solidali e alle donazioni di gomitoli, come quelle raccolte presso la merceria Brumana di Varese, in Via Mazzini. «Con due gomitoli si realizza un kit completo: è come regalare mezzo abbraccio a un bambino», racconta Cristina con un sorriso.

Il sogno nel cassetto? «Che Mani di Mamma continui a esistere e a coccolare tanti bambini. E che ci siano sempre persone che credano in questo progetto», queste le parole con cui Cristina Mirioni conclude l’intervista.

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Pubblicato il 09 Febbraio 2026
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