Consiglio regionale: “Sempre dalla parte delle Forze dell’Ordine. Senza se e senza ma”
Celebrato a Palazzo Pirelli il "Giorno della Memoria" per i caduti nell'adempimento del dovere. Il Presidente Romani: «Esempi concreti per insegnare ai giovani il valore della democrazia»
Un’aula del Consiglio regionale solenne e partecipe ha ospitato questa mattina le celebrazioni del “Giorno della Memoria per i Servitori della Repubblica caduti nell’adempimento del dovere e delle vittime della strada”. Un momento di riflessione profonda che, quest’anno, ha assunto un significato ancora più marcato alla luce dei recenti fatti di cronaca.
«Le istituzioni stanno da una parte sola: quella delle Forze dell’Ordine», ha dichiarato con fermezza il Presidente del Consiglio regionale Federico Romani. «Questo momento, che cade pochi giorni dopo gli scontri di Torino, è l’occasione per riconfermare con forza la nostra posizione. Sempre, senza se e senza ma».
Il valore dell’esempio
Secondo Romani, la giornata non è solo un atto di ricordo, ma un fondamentale strumento educativo per le nuove generazioni: coesione sociale, il sacrificio di chi rischia la vita garantisce la tenuta del nostro sistema democratico; valori condivisi, le Forze dell’Ordine rappresentano fondamenta capaci di unire il Paese oltre le differenze di idee; testimonianza, l’importanza di passare dalle parole ai fatti, sostenendo concretamente chi lavora per la sicurezza.
Il ricordo del 6 febbraio 1977
La legge regionale n°10 del 2004 ha fissato questa ricorrenza simbolicamente intorno alla data del 6 febbraio. Si ricorda infatti l’eccidio avvenuto nel 1977 al casello di Dalmine (BG), dove Renato Vallanzasca uccise i due agenti della Polstrada Renato Barborini e Luigi D’Andrea durante un controllo.
La fermezza della Giunta
Alla cerimonia è intervenuto anche il Presidente della Regione, Attilio Fontana, che ha ribadito la necessità di una politica compatta: «Non bisogna lasciare crepe o dubbi che consentano a delinquenti di scagliarsi contro chi indossa una divisa. Prendere a martellate un poliziotto non è un atto rivoluzionario, è vigliaccheria».
La commemorazione, conclusasi con un toccante minuto di silenzio accompagnato dalle note del trombettiere dell’Aeronautica Militare, ha visto la partecipazione di Emanuela Piantadosi (Presidente Associazione Vittime del Dovere) e Santo Meduri (Presidente U.N.M.S. Lombardia), che hanno sottolineato l’urgenza di portare queste testimonianze nelle scuole per ricostruire il senso dello Stato tra i giovani.
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