VareseNews dentro ai Giochi: vi portiamo alla scoperta del Villaggio Olimpico di Milano
La nostra testata ha visitato in anteprima gli spazi ricavati a Porta Romana che ospitano le delegazioni provenienti da tutto il Mondo. Vi portiamo nella leggendaria mensa olimpica, nelle camere e nelle palestre a disposizione degli atleti
Dal nostro inviato – Due giovani olandesi che corricchiano in pantaloni corti lungo via Brembo sono la prima avvisaglia. Poi tocca a un tedesco, avvolto nella sua giaccavento rossa e a un gruppetto di canadesi, eleganti in bordeaux. Pochi metri più in là, ecco tutto il resto del mondo, convenuto a Milano con i suoi migliori giovani, pronti per gareggiare a Milano Cortina 2026. In centinaia sono già arrivati, con i borsoni carichi di materiale, di speranze, di sogni realizzati e di sogni da realizzare. E hanno preso posto nel Villaggio Olimpico, un complesso di palazzine sorte in zona Porta Romana che in futuro diventerà il più grande studentato della città con circa 1.700 posti letto. VareseNews – con altre testate – ha visitato in anteprima l’Olympic Village: ve lo raccontiamo.
MILANO DI GHIACCIO – Lo studentato è il futuro: oggi invece il Villaggio parla tutte le lingue del mondo, con centinaia di inquilini che passeggiano, si allenano, si rilassano, si preparano a sfilare nella cerimonia inaugurale di San Siro e, soprattutto, si concentrano per arrivare al top della forma sui campi di gara. A Milano ci sono tutti i più grandi interpreti degli sport del ghiaccio, anche se per il momento non sono ancora presenti le nazionali maschili di hockey con le loro stelle NHL (ed è probabile che molti alloggeranno in hotel, come capita anche d’estate con i giocatori NBA e altre superstar). Ci sono quindi gli specialisti dello short track, del pattinaggio di velocità, di quello artistico oltre alle ragazze dell’hockey che saranno in campo fin dal giorno “meno 1”, giovedì 5.
MATERASSI E CYCLETTE – Tra i primi ambienti che incontriamo, nel giorno di visita della stampa, c’è una sorta di concierge cui tutti gli atleti si possono rivolgere per le necessità correnti. Qui c’è anche uno spazio per stirarsi i vestiti e quello che permette di personalizzare i materassi, come spiega un addetto giapponese gentile e prolisso. Poco più in là, al piano terra della palazzina accanto, la grande palestra a disposizione degli atleti allestita da Technogym: l’azienda italiana è alla 10a Olimpiade da fornitrice ufficiale ed è stata chiamata a uno sforzo particolare. Milano infatti è il villaggio più grande ma le località dei Giochi sono sei e in ognuna esiste uno spazio per fare allenamento: in tutto sono un migliaio le attrezzature di ultima generazione installate, tra i villaggi e le sedi di gara. Sulle cyclette sudano le ragazze di Francia e Kazakistan, qualche americano solleva pesi, giapponesi e canadesi si danno il cambio tra un sorso e l’altro delle bevande a disposizione. Tutte della stessa multinazionale che marchia i Giochi.

ALLA SCOPERTA DELLE CAMERE – Ma come sono le camere per gli atleti, che spesso fanno parlare di sé per gli spazi non sempre adeguati? Grazie al CONI abbiamo potuto visitare gli alloggi – parliamo a parte della palazzina dell’Italia – che sono di due tipi: singoli o doppi. Si tratta di camere non molto grandi, è vero, ma a prima vista confortevoli: nell’armadio gli atleti hanno a disposizione diversi oggetti di uso quotidiano (dallo stendino ai sacchi per la biancheria sporca, dalle lampade alle prolunghe per la corrente…). Il bagno prevede un box doccia e – oltre a wc e lavandino – anche il bidet che ha già suscitato la curiosità di chi non è abituato a usarlo. A prima vista, il materiale utilizzato è di buona qualità.
Palazzina F: il cuore della missione dell’Italia alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026
LA MENSA OLIMPICA, PARTE DEL MITO – Gli appassionati di sport sentono sempre parlare della celebre mensa aperta agli atleti. Un luogo speciale, dove i campionissimi di fama planetaria si trovano a pranzare accanto allo sconosciuto per cui l’importante è – come da prassi – partecipare. Quella di Milano non è molto grande (i numeri sono ridotti rispetto ai Giochi estivi) ma è fornitissima: all’ingresso campeggia a tutta parete la scritta “Buon appetito” e all’interno c’è da sbizzarrirsi. Gli orari di apertura sono molto ampli per andare incontro a tutte le esigenze (comunque alcuni punti sono disponibili 24 ore al giorno) e lo stesso vale per il menu: carni, pesce, verdure, formaggi, primi piatti, frutta e yogurt self service. E per non creare imbarazzi o problemi, ci sono i corner con cibo senza glutine o vegano. La mensa è anche il luogo più preso d’assalto dalle troupe delle TV che hanno i diritti di trasmettere i giochi nelle varie nazioni e le sorprese non mancano. La TV interna del CIO dialoga con una hockeyista azzurra, gli asiatici tartassano i loro beniamini ma c’è anche chi intercetta i bobbisti di Trinidad e Tobago, intenzionati a ripercorrere le orme dei leggendari colleghi giamaicani.
AUTOGRAFI CONTRO LA GUERRA – Subito dopo l’ingresso, nell’unico spazio che sarà aperto alla stampa durante i Giochi, campeggia il Muro della tregua olimpica: un pannello che raccoglie le firme delle personalità giunte in visita al Villaggio. Una testimonianza forte per invocare lo stop ai conflitti, almeno nel periodo in cui si svolgono le gare. Una delle firme più fresche è quella di Kirsty Coventry, la ex nuotatrice dello Zimbabwe divenuta prima presidente donna del CIO. Uno dei prossimi autografi dovrebbe essere quello di Sergio Mattarella: il Presidente della Repubblica ha firmato il muro di Parigi 2024 ed è atteso al Villaggio giovedì mattina. Oggi – martedì 3 – una delegazione del Quirinale ha effettuato un sopralluogo per preparare la visita.
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