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Colpo alle truffe internazionali, confiscato dalla Finanza un appartamento di lusso a Gallarate

Confisca definitiva, disposta dal Tribunale di Milano: sequestrato immobile da quasi 400mila euro nella “Torre”, e smantellato sistema di raggiri basato su finti cambi valuta e rete hawala

Generico 16 Mar 2026

Le truffe che colpiscono chi cerca l’affare on line e che non perdonano. I traffici di valuta che sfuggono ai sistemi di tracciabilità per sostenere affari illeciti. Ma la giustizia fa il suo corso, e dunque prosegue l’azione della Guardia di Finanza di Varese contro i patrimoni illeciti.

Difatti nei giorni scorsi i militari del Gruppo di Busto Arsizio hanno eseguito una confisca definitiva, disposta dal Tribunale di Milano – Sezione Misure di Prevenzione, su proposta della Procura di Busto Arsizio, riguardante un appartamento di pregio con pertinenze situato nella cosiddetta “Torre” di Gallarate, per un valore complessivo di circa 400mila euro.

Il provvedimento colpisce un soggetto di etnia sinti, ritenuto parte di un gruppo composto da cinque persone dedite alle cosiddette “rip deal”, truffe internazionali basate su falsi cambi di valuta a condizioni estremamente vantaggiose. Le vittime venivano agganciate tramite annunci immobiliari o di auto di lusso: i truffatori si fingevano interessati all’acquisto e, durante gli incontri – spesso organizzati in hotel di alto livello – proponevano scambi di contante con tassi favorevoli.

Il meccanismo fraudolento si basava anche su una variante del sistema “hawala, un circuito informale di trasferimento di denaro fondato su rapporti fiduciari e diffuso soprattutto in Medio Oriente. Nel caso specifico, le vittime consegnavano denaro in diversi Paesi, tra cui Emirati Arabi, Hong Kong e Russia, mentre durante gli incontri ricevevano valigette contenenti banconote false.

Le indagini patrimoniali condotte dalle Fiamme Gialle, estese anche ai prestanome del gruppo, hanno evidenziato una sproporzione tra i beni posseduti e i redditi dichiarati, permettendo così l’avvio del procedimento di prevenzione culminato nella confisca.

Dal 2019 ad oggi, l’attività investigativa ha già portato al sequestro di beni per circa 2,5 milioni riconducibili agli stessi soggetti: tra questi figurano tre ville, sette appartamenti e due cascine distribuiti tra le province di Aosta, Lodi e Varese.

L’operazione conferma l’importanza delle misure patrimoniali nella lotta alla criminalità economica: colpire i patrimoni significa incidere direttamente sugli interessi delle organizzazioni criminali e restituire alla collettività beni accumulati illegalmente.

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Pubblicato il 20 Marzo 2026
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