Una serata partecipata, intensa e in grado di parlare a una generazione. L’incontro dedicato al libro Le schiacciate della psicologa e psicoterapeuta Laura Turuani ha acceso i riflettori su una condizione sempre più diffusa e ancora poco raccontata: quella delle donne – e più in generale degli adulti – “schiacciati” tra figli adolescenti, lavoro e genitori anziani.
Laura Turuani nel suo libro racconta la cosiddetta “generazione sandwich”, qui tradotta con l’immagine efficace delle “schiacciate”. Si tratta in gran parte delle donne della generazione X, nate tra il 1965 e il 1980, oggi nel pieno di una fase della vita in cui si sovrappongono responsabilità familiari, lavorative e personali.
«È una generazione poco raccontata – ha spiegato Turuani – ma protagonista di cambiamenti profondi e silenziosi». Donne che hanno ridefinito il ruolo materno, lavorativo e personale, investendo su più dimensioni della propria identità e trovandosi oggi a gestire contemporaneamente figli adolescenti, genitori anziani e un lavoro spesso impegnativo.
Alla base di questa condizione c’è un fenomeno nuovo: l’allineamento delle generazioni. L’ingresso tardivo nella maternità e l’allungamento della vita media fanno sì che, intorno ai cinquant’anni, molte donne si trovino nel punto di massima pressione: «Tre fasi complesse della vita che si sovrappongono – adolescenza dei figli, invecchiamento dei genitori e menopausa – creando una sorta di “congiuntura astrale” inedita».
Il peso della cura
Uno degli elementi centrali emersi durante l’incontro è il tema della cura. Non solo come impegno concreto, ma come dimensione mentale: «Curare significa tenere in mente – ha sottolineato Turuani, intervistata da Roberta Bertolini – e oggi la mente di queste donne è costantemente affollata».
Una cura diffusa, che non riguarda più solo i figli ma si estende a lavoro, relazioni, coppia, amicizie. Una capacità che rappresenta una ricchezza ma che, nel tempo, può trasformarsi in fatica: il tentativo di “fare tutto e farlo bene” diventa spesso insostenibile.
Le difficoltà: solitudine, senso di colpa e mancanza di rete
Accanto agli aspetti di consapevolezza e riconoscimento, la serata ha dedicato spazio anche alle difficoltà, che restano profonde e strutturali.
Nell’introdurre l’incontro la giornalista Ilaria Notari ha spiegato come proprio da questo tema sia nata un’inchiesta di VareseNews sul territorio. Un’indagine partita senza aspettative e che ha raccolto oltre quattrocento testimonianze, restituendo uno spaccato sorprendente per intensità e profondità. «È emerso un quadro doloroso – ha raccontato – con un grado di solitudine molto alto e un accesso ai servizi ancora insufficiente». Un dato su tutti: il 95% delle risposte è arrivato da donne, confermando come il peso della cura ricada ancora in larga parte su di loro.
Le testimonianze raccolte da VareseNews parlano di solitudine elevata, carenza di servizi e fatica quotidiana. Una condizione aggravata dalla mancanza di una rete di supporto: quel “villaggio” che un tempo sosteneva la cura oggi è quasi scomparso, lasciando spesso le persone sole a gestire carichi complessi.
A questo si aggiunge il senso di colpa, che attraversa tutte le dimensioni: verso i figli, verso i genitori, verso il lavoro. «Siamo le ultime figlie brave e le prime mamme buone», ha sintetizzato Turuani, descrivendo una generazione divisa tra aspettative diverse e spesso inconciliabili.
Particolarmente delicato è il rapporto con i genitori anziani, definito come uno dei passaggi più dolorosi: «Accudire chi va verso il declino è diverso dal crescere un figlio – ha spiegato – perché manca la prospettiva futura e si accompagna a un carico emotivo molto più forte».
Una lettura che non è solo negativa
Nonostante la complessità del quadro, la serata ha restituito anche una prospettiva positiva. Il libro non è un racconto cupo, ma una lettura lucida che apre a possibilità di cambiamento.
Tra queste, la prima è la consapevolezza: sapere cosa sta accadendo permette di affrontarlo meglio. ««Sapere cosa ci sta succedendo è fondamentale: la conoscenza aiuta a non sentirsi sbagliate e a chiedere aiuto».
La seconda è il rallentamento: uscire dalla logica della performance e ridefinire priorità e confini. Un passaggio che, secondo Turuani, rappresenta anche una responsabilità verso le nuove generazioni.
Infine, il valore della “sorellanza”: la condivisione tra donne come spazio di confronto, sostegno e riconoscimento reciproco. «Il contrario della solitudine – ha spiegato – è il confronto che conforta». Un elemento fondamentale in tutte le fasi della vita, dall’adolescenza alla menopausa.
Una storia collettiva
Più che una somma di casi individuali, Le schiacciate restituisce l’immagine di una condizione collettiva. Non esiste una storia esemplare, ha sottolineato l’autrice, ma tanti frammenti in cui è possibile riconoscersi.
Ed è forse questo il risultato più importante della serata: aver dato un nome, una forma e uno spazio pubblico a un’esperienza diffusa ma spesso invisibile. Una realtà fatta di fatica, ma anche di consapevolezza e possibilità di cambiamento.
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