La scommessa (vinta) dal Gagarin: dieci anni di cultura per restare e non scappare dalla provincia
Giacomo Rogora dell'associazione 26x1 racconta i dieci anni del circolo di via Galvani. Dalla musica dal vivo all'impegno civile fino alle nuove sfide del territorio e la voglia di uscire dalle proprie mura
Trasformare ogni giorno la provincia nel luogo in cui restare. È questo lo spirito che da dieci anni anima il Circolo Gagarin, lo spazio di via Galvani a Busto Arsizio diventato un punto di riferimento per la cultura e l’aggregazione. Ospite della puntata di oggi, martedì 31 marzo, a La Materia del Giorno è Giacomo Rogora, consigliere direttivo e socio lavoratore dell’associazione 26×1, la realtà che gestisce lo spazio, una «bestia ibrida», nata dal recupero di un’ex fabbrica tessile abbandonata.
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Il progetto, che ha recentemente festeggiato il decennale con il palinsesto di eventi TEN sostenuto da Fondazione Comunità Varese, è un percorso iniziato in realtà nel 2008. «L’associazione nasce fondamentalmente da un gruppo di amici che aveva l’obiettivo di portare contenuti culturali e sociali in giro per la provincia» spiega Rogora, ricordando gli sforzi fisici necessari per rigenerare quegli spazi. Una scommessa vinta che oggi vede dialogare «quattro diverse generazioni», con soci che vanno dai diciassette agli oltre settanta anni.
Nonostante la collocazione sull’asse tra Varese e Milano, il circolo è riuscito a costruire una credibilità internazionale. «Lavoriamo con tanti artisti e agenti che ormai hanno capito che siamo dei soggetti affidabili anche se non siamo milanesi». Ma il cuore del Gagarin non è solo la musica: il calendario ospita iniziative sociali come il CiulaTalk!, lo sportello psicologico, dibattiti di attualità o ancora incontri dedicata alla storia e alla geopolitica, il tutto retto da una squadra di circa venticinque volontari che operano secondo un modello di gestione orizzontale.
Guardando al futuro, la sfida principale riguarda il ricambio generazionale e la capacità di ascoltare i nuovi bisogni del territorio. L’obiettivo è portare l’associazione sempre più all’esterno della propria sede fisica. «Abbiamo la voglia di uscire e intervenire anche su altro che non riguarda solo la vita culturale dell’associazione» conclude Rogora, sottolineando come la provincia non debba essere vissuta come un recinto, ma come un luogo di «gigantesca opportunità». Il prossimo appuntamento cruciale per la vita democratica del circolo è fissato per il 19 aprile, con l’assemblea per il rinnovo delle cariche direttive.

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