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Il Liceo Candiani di Busto Arsizio alternativo? Solo per creatività ma non per serietà e sguardo al futuro

Bianca Gabriella Borri, quinta architettura, e Venusa Charkhabnous, quarta grafica, raccontano una scuola che dall'esterno sembra alternativa, ma è molto di più

bianca e venousa

Chi passa davanti al liceo artistico, musicale e coreutico Paolo Candiani e Pina Bausch di Busto Arsizio la sera potrebbe scambiarlo per una discoteca. Lo ha fatto davvero Venousa, iraniana arrivata in Italia sei anni fa, che da fuori guardava il semicerchio illuminato della parte nuova dell’edificio e pensava a tutt’altro. Poi ci è entrata come studentessa e ha scoperto una scuola che di discoteca ne ha solo l’energia.

Una scuola, mille indirizzi

Il Candiani non è semplicemente un liceo artistico. Ospita al suo interno l’indirizzo artistico con le sue specializzazioni — tra cui architettura e ambiente, arti figurative, grafica — ma anche il liceo musicale, quello coreutico e il teatrale. Un ventaglio di creatività che va, come dice Bianca Gabriella, «dal meno al più», e che riempie i corridoi di ragazze con il tutù, studenti con le tavole sotto il braccio e musicisti che suonano mentre accanto qualcuno spiega storia dell’arte.

«Nell’aula di architettura — racconta Bianca — a volte parte la musica alta dall’aula di fianco e mi va via la mano mentre ripasso le tavole.»

Più che materie teoriche, impegnano le tavole

Il pregiudizio esterno è noto: quelli del Candiani non fanno niente. La realtà è diversa. «Oltre allo studio delle materie teoriche — spiega Bianca Gabriella — quello che occupa davvero tanto tempo sono le tavole. Chi fa il classico passa ore sulle traduzioni di latino; noi passiamo ore a disegnare. L’impegno è diverso, non minore». Venousa conferma: lavora, fa la rappresentante d’istituto, mantiene una media alta: «Organizzandosi bene si riesce a fare tutto — dice — ma la maggior parte del tempo va alle tavole, anche per me.»

Gli spazi del cuore

Tra gli spazi più amati, Venousa cita il bar, fondamentale per chi fa i pomeriggi a scuola, e il giardino interno, rifugio collettivo nelle giornate di sole. Bianca invece ricorda con nostalgia le aule di plastiche del biennio, grandi ambienti con cavalletti, vasche e argilla, dove si lavora con le mani e si respira arte vera.

Gli ex più celebri: sculture in strada

A chi chiede chi sono gli alumni più famosi del Candiani, le due ragazze non citano influencer. Citano gli Urban Solid, una coppia di artisti che realizza installazioni scultoree in spazio pubblico, calchi di volti, composizioni tridimensionali, alcune delle quali visibili proprio nei pressi della scuola, sulla parete della piscina Manara. «Non sono influencer – sottolinea Venousa con una punta d’orgoglio. «Esatto, siamo alternative», chiosa Bianca.

Obiettivi da rappresentanti

Come rappresentanti d’istituto al Candiani Bianca Gabriella e  Venousa ci hanno messo impegno vero, a partire dalle promesse fatte in campagna elettorale. La più gettonata? Gli specchi nei bagni dei maschi, che al Candiani semplicemente non esistono. «Abbiamo provato più volte a farli mettere — ammettono le due — ma convincere tutti non è semplice.» Missione ancora aperta, con scadenza giugno.

Sul fronte degli eventi, il risultato più ambizioso raggiunto è la Giornata dell’Arte, un appuntamento che mancava da anni e che le rappresentanti sono riuscite a riportare in calendario per il 28 aprile. Una giornata con stand dedicati ai diversi indirizzi: chi balla, chi suona, chi gioca a scacchi, chi espone. Un momento in cui tutta la creatività del Candiani si mette in mostra.

Il futuro: dal Politecnico a Giurisprudenza

Bianca Gabriella Borri ha le idee chiare da quando era bambina: Politecnico di Milano, architettura o design. La passione l’ha accesa una professoressa, la prof.ssa Sartorelli, che al momento giusto ha fatto scattare qualcosa. Venousa invece sorprende: dopo la grafica, punta a Giurisprudenza. Una scelta nata da lontano, da quando alle medie le dissero che forse un liceo era troppo per lei. Ha scelto l’artistico come sfida, ci ha trovato molto, ma sa già che la sua strada è altrove. «L’importante è trovare la passione», dice. Ed è determinata a farcela.

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Pubblicato il 16 Aprile 2026
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