L’Area Feste riparte da AGenCas: sei anni di futuro per il cuore pulsante di Casorate Sempione
L'associazione genitori si è aggiudicata il bando comunale per i prossimi anni. Nel periodo passato grandi investimenti e un ruolo sempre più riconosciuto
Ci sono luoghi che non sono solo spazi fisici, sono punti di incontro, di sorrisi, di musica, di amicizia. L’area feste di Casorate Sempione è diventata, negli ultimi anni, tutto questo.
Ora quel cuore batterà ancora più forte: AGenCas – “Associazione Genitori Casorate” si è ufficialmente aggiudicata il bando di concessione per i prossimi sei anni, con possibilità di rinnovo per ulteriori sei. Una conferma importante che non rappresenta solo una continuità gestionale, ma la scelta consapevole di investire nel futuro per la comunità.
Dopo due anni di affidamento diretto da parte dell’amministrazione comunale, durante i quali l’Area Feste si è trasformata in un punto di riferimento per il paese e per il territorio, l’associazione ha deciso – avallata dai propri soci – di raccogliere la sfida del bando comunale con una visione chiara: non solo mantenere quanto costruito, ma farlo crescere.
«L’Area Feste è diventata in breve tempo il luogo dove le generazioni si incontrano, dove le associazioni collaborano, dove le famiglie si ritrovano» dicono dal direttivo AGenCas. Concerti live sotto le luci del palco, serate estive cariche di energia, manifestazioni scolastiche, tornei sportivi, feste private, momenti di aggregazione che hanno riempito gli spazi di vita e partecipazione».
E ora lo sguardo è rivolto avanti, AgenCas ha scelto di puntare su questo spazio come parte importante del proprio progetto associativo, con l’obiettivo di valorizzarlo, potenziarlo e renderlo sempre più attrattivo e funzionale. Un’area completamente recintata e sicura, dotata di tensostruttura coperta e riscaldabile, cucina attrezzata, locale bar, area grigliate, servizi coperti, campo da beach volley, palco certificato e presto coperto, ampi spazi verdi: una struttura già oggi completa, pronta ad accogliere eventi di ogni tipo.

«L’iter è stato complesso ed irto di difficoltà burocratico/amministrative, come ormai spesso capita per gli enti del terzo settore, nel quale magari non sempre tutti hanno creduto in noi, ma con determinazione e visione siamo riusciti ad arrivare alla fine di questo percorso: per noi ciò che conta è arrivare agli obiettivi. Come fatto in precedenza col progetto “Defibrillatori in Paese” o “Fontanelle a scuola”, anche questa è una sfida alla quale non ci sottraiamo e faremo di tutto per rispettare l’impegno preso. Perché un’area non è fatta solo di strutture. È fatta di persone, di volontari, di idee, di entusiasmo. E quando una comunità sceglie di credere in un luogo, quel luogo diventa futuro».
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