Numeri in crescita, ma Avis Lombardia lancia un allarme: “Dono sotto attacco dei privati”
I dati del 2025 presentati all'assemblea regionale mostrano un aumento dell'8% per la raccolta di plasma ma il presidente Colavito mette in guardia contro il rischio di trasformare il sangue in un business commerciale
Il sistema trasfusionale lombardo cresce nel segno del plasma, ma l’AVIS lancia un grido d’allarme contro il rischio di speculazioni sul dono. Durante la 55° assemblea regionale svoltasi a Como domenica 26 aprile, sono stati presentati i dati del 2025 che vedono un balzo in avanti della raccolta di plasma del 8,24%, portando le unità a quota 89.210. Un risultato positivo che però si scontra con il timore di infiltrazioni da parte di soggetti privati mossi da logiche di guadagno, pronti a insidiare il modello della gratuità che regge il Servizio Sanitario Nazionale.
L’allarme contro il profitto nel mondo del dono
Il presidente di AVIS Lombardia, Pierangelo Colavito, ha usato parole durissime per denunciare quella che ha definito una «colonizzazione silenziosa del volontariato». Secondo l’associazione, società profit starebbero cercando di occupare spazi operativi, come il reclutamento dei donatori e la gestione dei dati sensibili, trasformando il gesto altruistico in una leva economica. «Non è un attacco frontale – ha spiegato Pierangelo Colavito, presidente di AVIS Lombardia – ma un’infiltrazione organizzata. Delegare queste funzioni a chi punta al profitto significa violare lo spirito della norma e tradire la fiducia dei nostri donatori».
Una mozione per difendere la gratuità
Per arginare questa deriva, i delegati delle 12 Avis provinciali hanno approvato all’unanimità una mozione di vigilanza attiva. L’obiettivo è blindare il modello italiano, unico nel suo genere, basato sull’anonimato e sulla totale assenza di remunerazione. «Il sangue non è una merce – ha ribadito con forza Pierangelo Colavito, presidente di AVIS Lombardia – e il dono non è un prodotto. Se non fermiamo ora questa deriva, perderemo il senso stesso dell’essere AVIS». L’invito ai soci è stato quello di restare uniti per evitare che il volontariato si spenga lentamente diventando inutile.
I numeri della solidarietà in Lombardia e a Varese
Nonostante una lieve flessione complessiva delle donazioni (-0,54% rispetto al 2024), i numeri della Lombardia restano imponenti: 262.853 donatori attivi e oltre 463mila sacche raccolte. Un segnale di grande vitalità arriva dai nuovi iscritti, cresciuti del 14% in un anno. La provincia di Varese si conferma uno dei pilastri del sistema regionale con 42 sedi attive e ben 23.690 donatori che garantiscono quotidianamente l’autosufficienza degli ospedali del territorio.
Investire nelle nuove generazioni
L’assemblea, ospitata dalla realtà educativa Cometa di Como, ha tracciato anche la rotta per i prossimi anni. Oltre alla difesa dei valori fondanti, AVIS punta sulla formazione di una nuova classe dirigente e sul coinvolgimento dei giovani. La sfida del futuro si gioca proprio sulla capacità di attrarre nuove leve, garantendo che il ricambio generazionale prosegua con lo stesso entusiasmo mostrato dai 24mila nuovi donatori iscritti nell’ultimo anno.
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