Attività militari nello scalo di Milano Malpensa? “I sindaci si facciano sentire”
Secondo l'UniCoMal, l'unione dei comitati della zona, l'Aeronautica vorrebbe più spazi all'interno dello scalo civile, al di là dell'ufficio logistico presentato mesi fa
Torna al centro del dibattito il ruolo dello scalo di Milano Malpensa e il possibile utilizzo di spazi aeroportuali per attività logistiche legate all’Aeronautica militare.
A sollevare preoccupazioni è UniCoMal (Unione dei Comitati di Malpensa), che in un comunicato esprime una netta contrarietà all’ipotesi di una presenza militare all’interno dello scalo civile.
Secondo quanto riportato dall’associazione, l’Aeronautica militare – dopo l’apertura di un ufficio per la logistica – avrebbe avanzato la richiesta di utilizzare spazi nell’area cargo dell’aeroporto per il transito di merci a supporto delle forze armate. Nel comunicato si sottolinea come non sia stato specificato se si tratti di armamenti, attrezzature tecnologiche o movimentazione di truppe.
Uni.Co.Mal richiama anche la storia dello scalo milanese, nato inizialmente come aeroporto militare e trasformato in aeroporto civile nel secondo dopoguerra. Proprio per questo, secondo il direttivo, l’eventuale ritorno di attività legate alla difesa rappresenterebbe “un ritorno alle origini” che però viene giudicato incompatibile con la natura civile dell’aeroporto.
L’associazione evidenzia in particolare i possibili rischi derivanti dalla compresenza di attività militari e traffico civile, sia passeggeri sia merci, in un’area considerata altamente strategica e inserita in un territorio densamente abitato e fortemente infrastrutturato.
Nel documento viene inoltre criticata la possibile apertura di Sea, società che gestisce gli aeroporti milanesi, a questa prospettiva “in nome del profitto”, sostenendo che non possano prevalere esclusivamente le logiche economiche e i dividendi azionari.
Uni.Co.Mal richiama infine gli scenari internazionali e le conseguenze che potrebbe avere, in caso di conflitti su larga scala, la presenza di infrastrutture militari a Malpensa: “L’aeroporto diventerebbe un futuro bersaglio strategico”, si legge nel comunicato.
Per questo motivo il direttivo dell’associazione, firmato da Massimo Uboldi e Massimo Ferrario, lancia un appello alle amministrazioni comunali affinché si oppongano, in sede di commissione aeroportuale, a qualsiasi modifica che possa alterare la finalità civile dello scalo, “a tutela della sicurezza dei cittadini e della vivibilità del territorio”.
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