Fondi Ue, no alla gestione centralizzata: i territori lombardi fanno fronte comune verso il bilancio 2028-2034
A Milano il vertice tra Regione, Fondazione Cariplo e Anci. Il sottosegretario Cattaneo: «Ridurre le risorse e accentrare le decisioni penalizza i cittadini». Azzone: «Serve un cambio di prospettiva». Guerra: «Comuni protagonisti, non semplici esecutori»
Valorizzare il ruolo delle istituzioni locali nelle politiche di coesione dell’Unione Europea, difendere il principio di sussidiarietà e bloccare i tentativi di gestione centralizzata che rischiano di allontanare i fondi comunitari dai bisogni reali delle comunità. È questo il forte messaggio emerso questa mattina a Milano durante il convegno ‘Il Futuro della programmazione europea – Verso il bilancio europeo 2028-2034’, promosso da Fondazione Cariplo, Regione Lombardia e Anci Lombardia.
L’incontro, svoltosi con il patrocinio della Commissione e del Parlamento europeo, ha rappresentato un momento cruciale di confronto sulle strategie e sulle riforme del nuovo Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034, attualmente in fase di definizione a Bruxelles.
Cattaneo: «Le Regioni valorizzano le eccellenze locali»
Ad aprire i lavori è stato l’intervento di Raffaele Cattaneo, sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia con delega alle Relazioni internazionali ed Europee, che ha espresso forti critiche verso gli attuali orientamenti della Commissione Europea:
“Chiediamo con forza una modifica del prossimo bilancio europeo – ha sottolineato Cattaneo – poiché la proposta della Commissione riduce le risorse per le politiche di coesione e ne centralizza la gestione. Al contrario, dovrebbe riconoscere il ruolo fondamentale delle istituzioni regionali e locali”.
Secondo il sottosegretario lombardo, sono proprio i Comuni e le Regioni a possedere il patrimonio di competenze necessario per valorizzare il territorio e il Terzo settore. “Non saranno i grandi fondi centralizzati a livello europeo a colmare il divario di competitività che rischia di indebolire l’Europa sullo scenario internazionale – ha concluso – ma la capacità delle istituzioni territoriali di coniugare sviluppo locale, coesione e crescita dell’intero continente”.
Fondazione Cariplo e Anci: «Serve un cambio di prospettiva»
Il dibattito sul bilancio post-2027 arriva in una fase macroeconomica complessa, in cui l’Unione deve difendere la propria competitività globale senza smantellare il proprio modello di welfare. Un nodo evidenziato da Giovanni Azzone, presidente di Fondazione Cariplo: “Il nuovo modello di programmazione richiederà un cambio di prospettiva. Non si tratterà più soltanto di partecipare a programmi già definiti, ma di contribuire attivamente alla costruzione dei Piani Nazionali e Regionali di partenariato, sviluppando adeguate competenze strategiche”.
Sulla stessa linea d’onda il presidente di Anci Lombardia, Mauro Guerra, che ha rivendicato centralità per i sindaci e le amministrazioni locali: “Il futuro del bilancio europeo riguarda direttamente i Comuni, che rappresentano il primo livello di prossimità con cittadini e imprese. Le autonomie locali devono essere considerate protagoniste del processo decisionale europeo, e non semplici soggetti attuatori o esecutori di scelte calate dall’alto”.
Le sfide sul tavolo per il Terzo settore e il welfare
Le decisioni che verranno prese sul Quadro Finanziario nei prossimi mesi avranno un impatto diretto non solo sulla competitività economica, ma anche sulle politiche relative ad ambiente, cultura, ricerca e inclusione sociale. I rappresentanti del territorio lombardo hanno ribadito la necessità di accrescere la consapevolezza su queste riforme, così da preparare gli enti locali e le reti del Terzo settore a intercettare e gestire al meglio le risorse future.
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