Perchè crediamo in dio? Da 30 anni il Sipr indaga la dimensione umana della fede
Dal 1995 la Società italiana di psicologia della religione studia e approfondisce come cambia il rapporto tra umano e spirituale partendo dalle domande fondamentali dell'uomo fino all'intelligenza artificiale e i social
La fede nell’epoca dell’intelligenza artificiale, il ruolo dei predicatori online e il rapporto tra spiritualità e benessere psicologico. Sono alcuni dei temi affrontati da Daniela Fagnani, esponente della Società Italiana di Psicologia della Religione, associazione con sede a Varese che ha recentemente celebrato i suoi trent’anni di attività.
Cos’è la psicologia della religione
Nel corso di un’intervista nel podcast Chi l’avrebbe mai detto di Radio Materia e CSV Insubria, Fagnani ha spiegato come la psicologia della religione sia una disciplina scientifica che non entra nel merito della veridicità dei dogmi, ma osserva il modo in cui le persone vivono la propria esperienza spirituale o, al contrario, la scelta di non credere.
«La psicologia della religione si occupa della dimensione umana dell’esperienza religiosa – spiega Daniela Fagnani –. Non studiamo se una religione sia vera o falsa, ma come il credere o il non credere influenzino la vita delle persone».
Una disciplina che studia il vissuto delle persone
Secondo Fagnani, oggi uno dei compiti principali della disciplina è comprendere il rapporto tra fede e qualità della vita. Le ricerche cercano di capire se e in che misura la spiritualità possa incidere sul benessere personale, sulla salute fisica, sulle relazioni e persino sulla soddisfazione lavorativa.
Un altro ambito di studio riguarda i comportamenti sociali e prosociali, cioè la capacità delle persone di aiutare gli altri, promuovere relazioni positive e costruire percorsi di pace e dialogo.
La Società Italiana di Psicologia della Religione, fondata dal professor Mario Aletti, sostiene la ricerca accademica anche attraverso premi dedicati alle tesi universitarie e mantiene rapporti con studiosi e associazioni internazionali per approfondire nuove aree di indagine.
L’influenza dei predicatori online
Tra i temi emergenti c’è quello della comunicazione religiosa sul web. I predicatori online, spiega Fagnani, possono avere un forte impatto sull’identità dei fedeli, soprattutto in un contesto in cui i social media permettono una diffusione immediata di messaggi spirituali e religiosi.
«Ci interessa capire quale fascino esercitino queste figure e quali possano essere anche i rischi di abuso spirituale – aggiunge Daniela –. Oggi la costruzione dell’identità religiosa passa sempre più anche dagli ambienti digitali».
L’associazione sta inoltre avviando gruppi di studio dedicati all’intelligenza artificiale e ai cambiamenti che le nuove tecnologie stanno producendo nella comunicazione religiosa e nelle relazioni sociali.
Pluralismo religioso e dialogo
Tra gli obiettivi a lungo termine della società scientifica c’è la diffusione di una cultura capace di favorire il dialogo tra persone di religioni diverse e una maggiore comprensione della dimensione spirituale nell’identità individuale.
Particolare attenzione viene dedicata anche al tema del pluralismo religioso, considerato come un processo in continua evoluzione che mette in relazione identità, diversità e confronto con l’altro.
«La religione continua a essere un elemento importante nella costruzione dell’identità personale e collettiva – Daniela Fagnani, Società Italiana di Psicologia della Religione –. Comprendere questi fenomeni aiuta anche a leggere meglio i cambiamenti della società contemporanea».
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