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Sciopero alla Elpe che gestisce il centro Poste Italiane di Tornavento

I lavoratori incrociano le braccia al centro i di smistamento di fianco all’aeroporto di Malpensa

Sciopero alla Elpe di Tornavento

Sciopero alla Elpe Global Services di Lonate Pozzolo, appaltatore di Poste Italiane: i lavoratori hanno incrociato le braccia lunedì 11 maggio, su proposta di tre sigle del sindacalismo di base.

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Lo sciopero contesta la posizione dell’azienda ed è anche in polemica con le sigle confederali, nel caso specifico con la Fit-Cisl, rispetto al centro di smistamento di Tornavento, vale a dire l’impianto a servizio di Malpensa.

L’astensione dal lavoro arriva nella stessa giornata dello sciopero del settore aereo, che tocca anche il cargo, sullo scalo più importante d’Italia per le merci trasportate per via aerea.

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Qui di seguito la nota completa firmata dai rappresentanti di Sol Cobas, Usb Lavoro Privato, Ul Cobas:

L’assenza di una qualsiasi risposta aziendale alle richieste dell’ultima assemblea rappresenta una chiara volontà di EL.PE di non interloquire coi sindacati che rappresentano la maggioranza dei lavoratori del sito, preferendo evidentemente trincerarsi dietro la passività compiacente dei sindacati Confederali.
Intanto la presunzione aziendale, accompagnata dal suo esercizio di potere unilaterale, sta aggravando seriamente e ulteriormente l’operatività del magazzino mettendone a repentaglio il futuro.
Come non notare infatti i disservizi, peraltro da noi apertamente previsti, derivanti dallo smembramento del turno mattutino? E come non notare la totale inoperatività nelle ultime ore di un turno pomeridiano sovradimensionato per scelta aziendale? E’ così che EL.PE intende gestire la fase critica attuale?
Sorvoliamo al momento sui livelli e sulla qualità gestionale dei preposti che appaiono più preoccupati di sostenere il potere aziendale che non di fornire il servizio in misura e in maniera adeguata, per poi scaricare sui lavoratori tutte le responsabilità. Ma di certo anche questo amplifica ulteriormente le problematiche.
In un simile contesto, l’atteggiamento ritorsivo di EL.PE adottato rispetto all’imposizione unilaterale di turni irrazionali, non fa altro che buttare benzina sul fuoco e appaiono ai lavoratori come finalizzati esclusivamente a ridurre i costi di esercizio sotto l’ulteriore minaccia di CIG e licenziamenti.
Tutto ciò spiega ampiamente il rifiuto di aprire qualsivoglia tavolo formale di trattativa sindacale in merito agli accordi di II Livello, assai discutibili, siglati invece con FIT-CISL sull’impianto di Tornavento, dove peraltro si riscontrano altrettante serie problematiche, dai carichi di lavoro eccessivi, ai ticket giornalieri ancora a sei euro, passando per i carrellisti ancora inquadrati al livello 5-
L’insieme di questi fattori spinge pertanto l’assemblea a proclamare lo stato di agitazione, con effetto immediato, su tutti e due i magazzini SDA di zona Malpensa in gestione a EL.PE, sulla base della piattaforma già definita nell’assemblea SDA GTW di aprile (piano turni da concordare, apertura della trattativa di II Livello) a cui si aggiungono le rivendicazioni, sopra riportate, in merito all’impianto di Tornavento.

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Pubblicato il 11 Maggio 2026
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