Filomena Lombardo racconta l’archeologia: dalla stratigrafia di Napoli al progetto su Castelseprio
Nel corso dell’intervista è stato presentato anche un progetto dedicato alla documentazione storica di Castelseprio, con l’obiettivo di promuovere un turismo sostenibile e inclusivo
Studiare il passato per comprendere meglio il presente e trasmetterne il valore alle nuove generazioni. È questa la missione che guida Filomena Lombardo, archeologa, insegnante e scrittrice, ospite della trasmissione Chi l’avrebbe mai detto di Radio Materia. Nel corso dell’intervista, Lombardo ha raccontato il suo percorso professionale, le sfide della tutela del patrimonio archeologico italiano e il legame profondo tra ricerca scientifica e narrazione.
Lo studio delle sepolture e la complessità delle città storiche
La passione di Filomena Lombardo nasce dallo studio dei reperti e delle sepolture antiche, strumenti preziosi per ricostruire la vita delle comunità del passato. Durante la conversazione ha spiegato come il lavoro dell’archeologo sia particolarmente complesso in territori come Napoli e Pozzuoli, dove i secoli hanno stratificato livelli diversi di storia.
«Ogni scavo è un viaggio attraverso epoche differenti che si sovrappongono tra loro» – racconta Filomena Lombardo, archeologa e insegnante.
Accanto alle difficoltà tecniche, Lombardo ha evidenziato anche quelle economiche. La carenza di fondi destinati alla ricerca e alla conservazione rende infatti più difficile proteggere i siti archeologici dal deterioramento e valorizzarli adeguatamente.
Il progetto di ricerca su Castelseprio
Tra le attività che sta seguendo con maggiore interesse c’è un progetto dedicato a Castelseprio. La ricerca si basa sulla raccolta e sull’analisi di documentazione iconografica storica, utile per ricostruire l’evoluzione del sito e favorirne una migliore conoscenza.
L’obiettivo non è soltanto scientifico. Lombardo immagina infatti un modello di turismo sostenibile e multisensoriale, capace di coinvolgere visitatori e comunità locali attraverso esperienze che vadano oltre la semplice osservazione dei monumenti.
Quando archeologia e scrittura si incontrano
Nel percorso professionale di Filomena Lombardo, archeologia e scrittura procedono insieme. La scrittura rappresenta innanzitutto uno strumento di ricerca e divulgazione, attraverso il quale i reperti possono raccontare le loro storie.
Tra le sue pubblicazioni figura La bellezza dei gioielli, un tesoro al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, volume che valorizza gli ornamenti rinvenuti negli scavi e il loro significato sociale e culturale.
Ma il rapporto tra le due discipline funziona anche al contrario. Le fonti letterarie costituiscono infatti uno degli strumenti fondamentali che orientano il lavoro dell’archeologo prima ancora dell’avvio delle indagini sul campo, affiancando rilievi, tecnologie e ricerche documentarie.
Il romanzo “Idia ascoltami” e il successo in Grecia
La dimensione narrativa trova espressione anche nel romanzo Idia ascoltami, scritto insieme a Enrico Ferrera. Nell’opera, il patrimonio mitologico e culturale del mondo antico si intreccia alla narrazione contemporanea, mentre il sapere archeologico diventa una chiave per interpretare la realtà.
L’esperienza ha avuto un importante riconoscimento internazionale con la traduzione del libro in lingua greca, pubblicato con il titolo Akois (ascoltami). Un risultato che ha portato Lombardo a presentare l’opera anche all’Università Nazionale di Atene, creando un ponte tra attività letteraria e studi sul mondo classico.
L’appello per cultura e istruzione
Oltre all’attività di archeologa e autrice, Filomena Lombardo insegna italiano e storia. Nelle sue lezioni porta spesso esperienze, ricerche e testimonianze raccolte sul campo, con l’obiettivo di avvicinare gli studenti alla conoscenza del territorio e del patrimonio culturale.
In chiusura dell’intervista, Lombardo ha lanciato un appello affinché l’Italia investa maggiormente nella cultura, nella tutela dei beni storici e nell’integrazione tra scuola e patrimonio archeologico. Una scelta che, secondo l’archeologa, può contribuire a costruire una maggiore consapevolezza del valore della storia e dell’identità dei territori.
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