“L’Ecosistema del Valore”: l’impatto economico e sociale di Acinque per lo sviluppo del territorio
Istituzioni, imprese e mondo della ricerca a confronto a LarioFiere sui dati del primo Report di Gruppo. Barbera: "Visione decennale e il mantenimento di linee ferme sullo sviluppo dei singoli business, incentrate sulla transizione ecologica e sulla lotta al cambiamento climatico
Un momento di confronto strategico per analizzare l’impatto socio-economico generato nelle aree in cui opera e tracciare le linee guida dello sviluppo sostenibile. È questo l’obiettivo dell’incontro “L’Ecosistema del Valore. Investire nel Capitale Territoriale per attrarre il Futuro”, l’evento che si è svolto martedì 17 giugno a LarioFiere organizzato da Acinque per presentare il suo primo Report sul Valore Condiviso di Gruppo. L’appuntamento mette attorno allo stesso tavolo i principali protagonisti del sistema economico e sociale per fare il punto sugli investimenti e sulle sfide dell’innovazione.
I saluti istituzionali e l’apertura dei lavori
«Il Gruppo A5 nel 2025 ha prodotto molto – le parole di apertura del presidente Matteo Barbera –, e oggi tracciamo un bilancio che non è solo una rendicontazione del passato, ma soprattutto un punto di partenza per il futuro. Vogliamo capire cosa è stato fatto e dove si può migliorare, anche se guardare avanti in uno scenario socio-economico globale così complicato e volatile non è semplice. Il nostro gruppo ha deciso di affrontare questa sfida con due modalità: una visione almeno decennale e il mantenimento di linee ferme sullo sviluppo dei singoli business, incentrate sulla transizione ecologica e sulla lotta al cambiamento climatico. Tutte le nostre attività condividono questa identità, puntando a servizi sempre più innovativi e a minor impatto. Lo facciamo attraverso l’ascolto responsabile del territorio e delle sue esigenze, ponendoci come partner industriale e stakeholder di riferimento. Ora la sfida è allargare questa visione, fondendo le specificità dei diversi territori in un unico grande comprensorio; una diversificazione che rappresenta la nostra forza, poiché produce stimoli continui e ci spinge a fare sempre meglio, scambiando pratiche virtuose per un’idea di sviluppo comune».
«Oggi presentiamo il valore generato dal gruppo – ha proseguito Barbera -, uno strumento volto a documentare il nostro impegno ma anche a sollecitare nuove sinergie, fare rete e creare intese trasversali per il territorio. Ci aspettiamo che la giornata odierna sia uno stimolo per implementare ulteriormente il confronto e creare percorsi condivisi con le realtà pubbliche locali, a beneficio di imprese, associazioni e della pubblica amministrazione. Il Gruppo Acinque vuole svolgere questo ruolo da protagonista, mettendo in campo tutte le capacità e le professionalità che possiede al proprio interno».
«Il Gruppo Acinque svolge un’attività sul territorio veramente importante e fondamentale – le parole nel video messaggio dell’assessore regionale Massimo Sertori –, toccando settori strategici che abbiamo trattato proprio recentemente in Consiglio regionale nell’ambito della transizione energetica e digitale. Parliamo di ambiente, energia e acqua, elementi essenziali per i nostri cittadini, gestiti da un’azienda fortemente radicata che punta su innovazione, ricerca e personale sempre più qualificato, creando un impatto su misura per le esigenze locali. Certamente, attraverso le leggi regionali possiamo affrontare questi temi cruciali; lo abbiamo fatto, ad esempio, con la norma sulle “aree idonee” per accelerare l’installazione di impianti fotovoltaici e favorire la decarbonizzazione. Ma oltre alla norma serve la declinazione pratica, ossia chi materialmente realizza queste infrastrutture, magari promuovendo le comunità energetiche, proprio come fa A5. Recentemente abbiamo approvato anche un’importante legge sui data center per gestire la trasformazione digitale: la Lombardia è protagonista e attrae molti investitori internazionali, il che offre grandi opportunità ma implica anche preoccupazioni che abbiamo voluto governare. Queste riforme che orientano lo sviluppo devono poi essere tradotte in pratica dalle aziende; il lavoro che A5 fa all’interno del proprio business ha risvolti positivi a livello generale, portando benefici a tutta la popolazione. Per questo non mi resta che augurarvi di proseguire su questa strada: saremo sempre attenti a sviluppo e innovazione per accompagnare il progresso della nostra regione, augurandovi buon lavoro».
Il report e i numeri del valore condiviso
Il cuore tecnico della presentazione è affidato ad Alessandro Marangoni, amministratore delegato di Althesys, che ha illustrato nel dettaglio come Acinque crei valore condiviso per i territori in cui opera, analizzando le ricadute economiche e sociali degli investimenti della multiutility. «Questa analisi corona un percorso che negli ultimi due anni ha visto sviluppare lo studio degli impatti socioeconomici e ambientali su ciascuna delle cinque province in cui è attivo il Gruppo Acinque – ha analizzato Alessandro Marangoni, amministratore delegato Althesys –. Il presidio territoriale è uno dei nostri fattori caratterizzanti e un elemento chiave nella creazione di valore. Parallelamente, il fatto che questi cinque territori possano realizzare delle sinergie concrete, indirizzate e gestite sotto un unico ombrello, crea valore non solo in termini strettamente economici, ma anche ambientali e sociali, con ricadute dirette sulle comunità. L’analisi è stata sviluppata attraverso la metodologia del shared value, il valore condiviso. Il nostro istituto, Share Rising, fa parte di un network mondiale e applica questo concetto sviluppato ad Harvard circa quindici anni fa. Siamo orgogliosi di rappresentarne la branch italiana. In parole semplici, dal punto di vista industriale, il valore condiviso esprime la capacità di un’impresa di creare valore oltre i cancelli della fabbrica, per tutto il sistema in cui opera. La nostra metodologia parte dal fulcro aziendale e considera l’intera catena del valore. Consideriamo ciò che avviene a monte, come i fornitori, e ciò che avviene a valle, ovvero i prodotti e i servizi realizzati. Questa attività produce ricadute dirette, ascrivibili all’impresa, e ricadute indirette lungo la filiera, poiché l’azienda genera valore per i propri fornitori e clienti. Tutto questo ha un effetto moltiplicativo sull’intero sistema economico, traducendosi in ricadute indotte. La somma di queste tre categorie ci porta alla stima del valore condiviso, che si traduce in parametri economici e in voci valorizzate monetariamente, inclusi i benefici ambientali che contribuiscono al benessere, alla ricchezza e alla qualità della vita e dell’ambiente nel territorio.»
«Riteniamo che siano quattro i pilastri principali che caratterizzano il Gruppo Acinque e che guidano il valore condiviso – ha proseguito Marangoni -. Il primo è rappresentato dalle connessioni con il territorio: operiamo in cinque province, con 70 milioni di investimenti solo nell’ultimo anno, oltre 300 milioni di acquisti da fornitori nazionali fortemente radicati a livello locale e importanti iniziative di sostegno, tra cui un accordo con la Fondazione Cariplo. Siamo una multiutility integrata che opera nei settori di energia, acqua e ambiente. Per fare qualche esempio, serviamo più di 100.000 abitanti nella raccolta dei rifiuti e gestiamo oltre 1.700 chilometri di rete idrica con 5.000 smart meter, che rappresentano la frontiera tecnologica per l’ottimizzazione del comparto. Offriamo inoltre diversi servizi ai Comuni, come l’illuminazione pubblica, che costituisce un importante elemento di sicurezza. Uno dei fari dell’attività di Acinque è la sostenibilità. Il piano industriale decennale prevede quasi 660 milioni di euro di investimenti. È una scelta non comune: lo standard per le migliori società si ferma a 4 o 5 anni, specialmente in Italia, dove siamo bravi a gestire l’immediato ma meno il lungo periodo. Prevediamo la produzione di 45 GWh di energia rinnovabile, evitando circa 75.000 tonnellate di emissioni di CO2. Questa attenzione all’ambiente non ci fa dimenticare che siamo un’impresa quotata che deve produrre risultati economici significativi. Dal 2019 allo scorso anno abbiamo registrato una crescita importante del margine operativo lordo. I risultati economici seguono il principio della condivisione: nello stesso periodo la produzione è cresciuta del 27% e le imposte correnti sono aumentate in modo analogo, dimostrando la capacità di trasferire la ricchezza a tutti gli attori del sistema. I fornitori di Acinque producono ricadute dirette e indirette che, insieme, esercitano un effetto leva sul sistema economico locale e nazionale.»
«Tutto questo si traduce in quasi 460 milioni di euro di valore condiviso creato da Acinque nell’ultimo anno – conclude l’amministratore delegato di Althesys -, calcolato sui dati più aggiornati disponibili. Questo numero equivale allo 0,1% del PIL della Lombardia, una delle regioni che contribuisce maggiormente all’economia nazionale. Per dare un ordine di grandezza, questa cifra equivale alla spesa annua di circa 14.000 famiglie, si avvicina a cinque volte l’EBITDA di Acinque e supera di 6,6 volte gli investimenti effettuati nel 2025. Più del 90% del valore stimato viene distribuito all’esterno dell’azienda. La contribuzione fiscale arriva a circa 176 milioni di euro, pari allo 0,7% del totale delle entrate fiscali della Lombardia, e destiniamo oltre 85 milioni di euro al lavoro tra salari e oneri. Le ricadute sono significative anche per l’effetto leva sull’intero sistema economico, pari a 136 milioni, a cui si aggiungono i contributi per liberalità e sponsorizzazioni restituiti al territorio. Nel conteggio sono state valutate anche le componenti ambientali e occupazionali. Vorrei richiamare l’attenzione sul moltiplicatore dell’occupazione, che è di 1 a 3: per ogni dipendente di Acinque se ne calcolano altri tre nella filiera. In numeri assoluti, parliamo di 846 persone interne all’azienda, 482 nella filiera e oltre 2.000 nell’indotto, per un totale di quasi 3.400 occupati, lo 0,1% degli occupati in Lombardia. Abbiamo analizzato il valore condiviso anche per i singoli hub del gruppo — Corporate, Ambiente, Reti, Infrastrutture, Vendita e Soluzioni Energetiche — evidenziando come la creazione di valore non derivi da un unico approccio. Le infrastrutture creano circa la metà del valore condiviso diretto, mentre la parte Corporate genera una maggiore quota di valore indiretto o indotto. Questa diversificazione garantisce resilienza e solidità al Gruppo. In conclusione, l’analisi evidenzia come il valore condiviso derivi da un modello di c-utility di prossimità in linea con i migliori standard di mercato. Negli anni l’impresa ha rafforzato le performance grazie alla vicinanza al territorio, all’unità di indirizzo e alla sostenibilità. Il piano industriale decennale da 660 milioni lega il 90% degli investimenti agli obiettivi di sviluppo sostenibile. I tre numeri chiave sono: quasi 460 milioni di valore condiviso, il 93% distribuito all’esterno e circa 175 milioni di contribuzione fiscale, con 86 milioni destinati al lavoro. Questi dati confermano che il radicamento territoriale e le sinergie tra i diversi settori sono i motori che permettono ad Acinque di creare valore per i fornitori, i clienti e tutto il territorio».
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