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Somma Lombardo al ballottaggio: gli scenari e i nodi politici prima del silenzio elettorale

Ultime ore campagna elettorale, domenica e lunedì la sfida decisiva tra Aliprandini e Pezzotta per la nuova fascia tricolore

sindaco Somma

Con un doppio brindisi si chiude questa sera, venerdì 5 giugno, la campagna elettorale per la fascia tricolore di Somma Lombardo. Tra quarantotto ore, domenica 7 e lunedì 8, i 14.505 elettori aventi diritto torneranno alle urne per scegliere chi, tra il vicesindaco uscente Stefano Aliprandini e lo sfidante del centrodestra Silvio Pezzotta, guiderà la città per i prossimi cinque anni. Al primo turno le distanze sono quasi al minimo: Aliprandini e il centrosinistra davanti col 46,84% e Pezzotta a inseguire col 44,48%. A ballare al primo turno sono state appena 151 schede, su un totale di soli 6.569 votanti (45,29% di affluenza). A quest link di VareseNews lo speciale con tutti i numeri.

Se il risultato del 25 maggio fotografava una città quasi spaccata a metà nonostante la presenza di quattro aspiranti sindaci, i 10 giorni di tregua tra il primo e il secondo turno hanno ridisegnato la geografia dei blocchi, spostando l’asse delle due liste escluse (Somma Sì e Azione) verso il centrodestra, seppur senza apparentamenti formali; con il centrosinistra che ha invece optato di lavorare per consolidare il proprio vantaggio sugli astensionismi del primo turno e sul cosiddetto lavoro “porta a porta”.

LE LISTE ESCLUSE E IL PROSSIMO CONSIGLIO COMUNALE

Il candidato sindaco Alberto Nervo di Somma Sì (3,92%) ha formalizzato subito la linea del suo gruppo civico: sostegno esterno a Pezzotta senza chiedere posti in consiglio, una scelta dettata anche dall’impossibilità tecnica della civica di superare i quozienti per entrare in aula. Ben più ruvida la rottura tra Azione e la coalizione dem di Aliprandini. I centristi hanno accusato il candidato del centrosinistra di aver loro garantito l’apparentamento politico per poi rimangiarsi la parola alla vigilia del termine utile: una mossa che di fatto ha escluso la lista guidata da Pulli, nel frattempo ritiratosi dopo l’esito del primo turno, dal consiglio comunale anche perché a quel punto impossibilitata per motivi di tempo a costruire un dialogo con Pezzotta. Aliprandini e il sindaco uscente Stefano Bellaria hanno respinto gli attacchi, parlando di indebite pressioni dei vertici provinciali di Azione per quello che rischiava di diventare un “traball,ante matrimonio d’interessi”, reso definitivamente impossibile da una condotta social definita rancorosa una volta saltato l’accordo. Risultato: anche Azione inviterà il proprio elettorato (al primo turno fu circa il 4,75% con 304 voti) a scegliere Pezzotta al ballottaggi.

Matematicamente, la somma dei voti di Nervo e dei centristi vale circa 550 schede: un pacchetto teoricamente sufficiente a ribaltare il vantaggio di Aliprandini. La storia dei ballottaggi insegna però che i flussi non sono mai algebrici e che il vero ago della bilancia sarà, ancora una volta, la tenuta dell’affluenza.

Quello che invece è certo è lo scenario del prossimo consiglio comunale. Al secondo turno i cittadini sono chiamati a votare esclusivamente il solo candidato sindaco, mentre i consiglieri delle liste vengono eletti in base alle preferenze raccolte del primo turno. Per il centrodestra è necessario ricordare che i seggi saranno distribuiti solo tra le 3 liste che hanno superato la soglia del 3% (motivo per cui Udc, Futuro per Somma e Uniti per Somma non prendono seggi pur avendo permesso, grazie a un 6% complessivo, a Pezzotta di rimandare la partita al ballottaggio).

I due scenari per la composizione del prossimo consiglio comunale rimangono legati al premio di maggioranza del 60%: 10 seggi a chi vince, 6 alle minoranze. (A questo link  l’analisi su come sono andati i partiti, i bocciati e i promossi del primo turno.

  • In caso di vittoria di Aliprandini: il PD farebbe la parte del leone con 6 seggi (confermando Bellaria e facendo entrare tra i giovani dem anche il coordinatore Banaj), Sinistra per Somma ne avrebbe 2, mentre Somma Futura (Piantanida Chiesa) e Civici per Somma (Catalano) ne avrebbero 1 a testa. All’opposizione andrebbero Pezzotta, 3 consiglieri di FdI (Scidurlo, Besnate, Consonni), 1 di Forza Italia (Iametti) e 1 della Lega (Aguzzi Casagrande).

  • In caso di vittoria di Pezzotta: i 10 seggi di maggioranza andrebbero divisi solo tra le tre liste sopra il sbarramento del 3%. FdI ne otterrebbe 5 (entrerebbero anche Casula e Loffredo), Forza Italia 3 (Iametti, Righini, Locurcio) e la Lega 2 (Aguzzi e Colombo). In minoranza siederebbero Aliprandini, solo 3 consiglieri del PD (Bellaria, Daddozio, Zea, con l’esclusione del segretario Banaj), 1 di Sinistra per Somma (Brovelli) e 1 di Somma Futura (Piantanida).

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Marco Tresca
marco.cippio.tresca@gmail.com
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Pubblicato il 05 Giugno 2026
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