Tariffe disabili a Gallarate, il difensore civico regionale al Comune: “Consegnate il documento in formato originale”
La lettera firmata di Gianalberico Devecchi, difensore regionale della Lombardia, invita il Comune a consegnare ai consiglieri di minoranza il provvedimento sulle quote di compartecipazione ai servizi per disabili
Il difensore civico della Regione Lombardia, Gianalberico Devecchi, ha scritto il 4 giugno al Comune di Gallarate invitando a consegnare ai consiglieri comunali di minoranza il provvedimento dirigenziale del 25 febbraio 2025 sulle tariffe di compartecipazione ai servizi per persone con disabilità, nella sua versione integrale, senza alcuna scritta sovrimpressa.
La lettera è il risultato del ricorso presentato dai consiglieri Giovanni Pignataro, Margherita Silvestrini e Massimo Gnocchi, tutti membri della commissione di vigilanza e controllo. Nell’ambito dei lavori di quella commissione, e poi con una richiesta formale di accesso agli atti inoltrata dalla consigliera Silvestrini, i tre avevano chiesto copia dell’atto con cui il dirigente del Settore Servizi alla Persona aveva fornito agli uffici «indicazioni interpretative per la determinazione alla compartecipazione ai servizi per disabili». Il documento era stato infine consegnato, ma con il nominativo del singolo consigliere stampigliato sopra, una modalità che l’opposizione aveva contestato.
Il difensore civico ha ritenuto fondata l’istanza di riesame e ha invitato il Comune a trasmettere la documentazione in formato originale. La lettera specifica anche il meccanismo che scatterà in caso di inerzia: se entro trenta giorni dal ricevimento della nota l’ente non risponde, il documento si intenderà automaticamente ostensibile, termine tecnico che nel diritto amministrativo indica un atto che può essere non solo consultato, ma anche divulgato pubblicamente. Se invece il Comune dovesse emettere un provvedimento motivato di diniego, i consiglieri avranno altri trenta giorni per adire il giudice amministrativo.
Pignataro legge il pronunciamento come una vittoria piena: «Il difensore regionale ci ha dato completamente ragione. Il documento deve esserci consegnato nel suo formato originale e, secondo noi, è pubblicabile». Il consigliere sottolinea anche che Devecchi è nominato da un Consiglio regionale storicamente a maggioranza di centrodestra, a smentire ogni lettura politica dell’esito. Ora, dice, il Comune ha due strade: «La prima è prendere atto di avere torto e di avere negato ai consiglieri un diritto essenziale. La seconda, del tutto irragionevole, sarebbe il decreto di diniego, e in quel caso andremo al TAR Lombardia. L’aspetto che triste di tutta questa vicenda è che la sistematica violazione delle regole di trasparenza e dei diritti dei consiglieri comunali è finalizzata a pregiudicare le famiglie dei disabili e a difendere delle tariffe di compartecipazione che sono illegali, oltre che i sostenibili».
Per Gnocchi, presidente della commissione di vigilanza, il nodo vero non è formale ma sostanziale: «Il pronunciamento è importante soprattutto per il contenuto di quell’atto, mai contestato ufficialmente da nessuno con uguale ufficialità. Può essere utile all’ente, alla verità e in particolare a tante famiglie con figli disabili».
Sullo sfondo resta la questione degli aumenti delle quote di compartecipazione, scattati a fine 2023 in misura compresa – secondo le opposizioni – tra il 60 e il 200 per cento. Aumenti che pesano su una trentina di famiglie in condizione di fragilità, che l’opposizione definisce «illegali e insostenibili» e per i quali annuncia di voler continuare a battersi, indipendentemente dall’esito della battaglia sull’accesso agli atti.
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