Treni sospesi e cantieri in autostrada, la “corsa contro il tempo” che pesa su pendolari, lavoratori ed economia
I ritardi sul Pnrr hanno concentrato un gran numero di interventi, in particolare sulle ferrovie, per rispettare la deadline del 30 giugno. La somma dei disagi sta avendo conseguenze importanti
Tra treni soppressi, autobus sostitutivi e cantieri autostradali che rallentano la circolazione, per chi ogni giorno si sposta tra il Varesotto e Milano sono settimane particolarmente difficili.
Ai lavori ferroviari che stanno interessando alcune delle principali linee del territorio si aggiungono infatti i numerosi cantieri aperti lungo l’autostrada A8 Milano-Varese, con restringimenti di carreggiata e rallentamenti in diversi punti.
Sul fronte ferroviario, il calendario degli interventi predisposti da Rete Ferroviaria Italiana comporta prima di tutto dal 7 al 13 giugno l’interruzione della tratta tra Gallarate e Rho, linea da 150mila passeggeri al giorno complessivi. Da Gallarate si può andare a MilanoCentrale con la linea che passa da Malpensa e Saronno, ma per tutte le altre località – Busto Arsizio, Legnano, le cittadine verso Rho – non c’è alternativa al bus sul Sempione o alla coda sull’A8.
Con il risultato che le code sulla prima autostrada d’Italia sono divenute ancora più insostenibili.
Ovviamente nel mezzo ci si mettono anche i cantieri autostradali. Quelli previsti in orario notturno con chiusure di tratti (a proposito: queste sono le prossime), ma forse ancora di più le riduzioni di corsia, come – solo per fare un esempio – quella sul tratto tra Cavaria e Gallarate Nord, interessato da lavori ormai da molti mesi, con code in diversi momenti della giornata, non solo nelle ore di punta vere e proprie.
Tra i pendolari – previdenti – c’è chi ha programmato per tempo ferie o giorni di telelavoro, altri si sono attivati “in corsa” nelle ultime settimane.
«Ho dovuto disporre una settimana di smart per quasi tutti e rinviare due riunioni in presenza» sintetizza una manager dell’Alto Milanese con azienda a Milano. «Non dico proprio uno stop, ma ha complicato le cose».
La sospensione di una delle linee principali ha anche messo a nudo un tema: se i pendolari rinunciassero al treno e si riversassero sull’autostrada, difficilmente sarebbe sostenibile nel lungo periodo.
Per l’A8 è forse il momento peggiore, questa settimana, poi almeno la Gallarate-Rho riaprirà.
Però poi le chiusure riguarderanno le linee da Gallarate verso Domodossola/Arona, Varese e Porto Ceresio/Stabio.
Per Varese è un tema particolare anche perché riguarda il grosso delle linee convergenti sulla “città giardino” (c’è anche una limitazione alla linea per Laveno Lago). Però l’impatto è anche più ampio, tra i mille e passa cantieri avviati per rispettare le scadenze del Pnrr molti toccano il Varesotto e l’Alto Milanese.
«Le sospensioni e le cancellazioni di treni nel Varesotto sono un grave danno per i pendolari e per il sistema economico del territorio» dicono il consigliere regionale del Pd Samule Astuti e il consigliere comunale di Varese, Matteo Capriolo.
«Lo stop ai treni – sottolinea Astuti – oltre che per i pendolari, rappresenta un grave danno per il sistema economico del Varesotto. La sospensione delle corse rende più difficile per i cittadini di Varese raggiungere Milano, motore di sviluppo della Lombardia, e questo pone seri limiti alla competitività delle imprese e alla crescita del territorio».
Autobus sostitutivi tra Gallarate e Rho: ecco i punti di fermata
Capriolo evidenzia invece le conseguenze quotidiane per chi utilizza il trasporto pubblico per lavoro o studio: «I pendolari della nostra città in questi giorni subiscono ancora numerosi disagi da parte di Trenord». Va ricordato che Trenord gestisce il servizio, mentre i lavori sulle linee dipendono da Rfi e FerrovieNord. Ma secondo l’esponente Pd c’è anche una responsabilità del gestore: «Da pendolare, mi aspettavo che chiudendo la linea Varese-Garibaldi fino a luglio, potenziassero la linea delle Nord, che invece si è trovata sovraccaricata con treni pieni e in costante ritardo». E aggiungono: «Battaglieremo insieme a ogni livello istituzionale per dare voce ai pendolari della nostra città».
Anche Astuti e Capriolo mettono in luce il fatto che il problema non riguarda solo il trasporto ferroviario, ma l’intero sistema della mobilità dell’area, appunto per l’impatto sulla viabilità. Con le alternative su gomma già messe sotto pressione dai cantieri stradali e autostradali, il rischio è quello di scaricare ulteriore traffico sulle strade, aggravando tempi di percorrenza e costi per lavoratori, studenti e imprese.
Un impatto significativo per due mesi, che non è poco, su un anno. Il ministro Matteo Salvini ha detto che non si potevano dilazionare gli interventi e che erano necessari (vero, dal punto di vista tecnologico). Certo però hanno pesato le scadenze del Pnrr, data ultima 30 giugno 2026: a cinque anni dal lancio del piano italiano per l’uso dei fondi Rigeneration-Eu, ci si è ridotti a una corsa contro il tempo
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