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Climatizzatori guasti e sedi inadeguate: l’allarme del sindacato dei Vigili del Fuoco a Busto Arsizio e Saronno

UIL PA lancia un duro atto di accusa sulle condizioni dei distaccamenti di Busto Arsizio/Gallarate e Saronno dove gli impianti di condizionamento sono obsoleti o guasti proprio nei giorni di massima allerta per le temperature record in tutta la provincia

Locali di servizio surriscaldati, camerate invivibili e sale operative che si trasformano in veri e propri forni proprio mentre l’intera provincia è stretta nella morsa di un’ondata di caldo torrido. È la pesante denuncia della UIL PA Vigili del Fuoco di Varese, che lancia un grido d’allarme sulle condizioni strutturali in cui è costretto a operare il personale nei distaccamenti di Busto Arsizio/Gallarate e di Saronno. A causa di impianti di condizionamento obsoleti, guasti o del tutto inesistenti, i soccorritori si trovano a gestire turni massacranti senza la possibilità di un adeguato recupero psicofisico tra un intervento e l’altro.

Caserme come forni a Busto/Gallarate e Saronno

La mappa del disagio tocca i nodi nevralgici del soccorso sul territorio provinciale. Nel distaccamento di Busto Arsizio/Gallarate, una sede caratterizzata da un altissimo volume di interventi, il malfunzionamento cronico dei sistemi di climatizzazione sta compromettendo seriamente la vivibilità dei locali e l’efficienza degli operatori.

Non va meglio a Saronno, dove la struttura di proprietà del ministero sconta da tempo carenze strutturali profonde che rendono i locali diurni e notturni del tutto invivibili per le squadre in turno. Le temperature interne hanno ormai superato i limiti di tollerabilità e le norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

Il rischio per la sicurezza dei soccorritori

La sigla sindacale evidenzia come la questione del microclima non sia un dettaglio secondario o un capriccio, ma un fattore determinante per la sicurezza stessa delle operazioni. Lo stress da calore accumulato all’interno delle caserme aumenta infatti il rischio di colpi di calore e infortuni quando il personale viene chiamato a operare all’esterno, spesso indossando dispositivi di protezione pesanti e soffocanti.

«È inaccettabile che chi è chiamato a gestire le emergenze e a proteggere i cittadini – la denuncia della Segreteria Provinciale UIL PA Vigili del Fuoco – debba poi rientrare in caserme che si trasformano in veri e propri forni. Il diritto alla salute e alla dignità del lavoro non può essere messo in secondo piano».

La richiesta di interventi e lo stato di agitazione

Il sindacato chiede un intervento immediato ai vertici del Comando Provinciale e agli enti competenti. Le richieste sul tavolo riguardano il ripristino, la manutenzione straordinaria o l’installazione immediata di nuovi impianti di refrigerazione efficienti, insieme a un monitoraggio continuo delle temperature interne.

In mancanza di risposte rapide, l’organizzazione sindacale si dice pronta a bloccare le attività con forme di protesta. «Ribadiamo che la tutela della salute e sicurezza del personale non è negoziabile – concludono i rappresentanti sindacali della UIL PA – garantire ambienti di lavoro idonei è condizione imprescindibile per assicurare la piena efficienza operativa e la qualità del servizio reso alla comunità. In assenza di risposte rapide e concrete a tutela dei lavoratori, la UIL PA Vigili del Fuoco è pronta a mettere in atto tutte le forme di protesta consentite dalle normative vigenti e a interessare formalmente gli organi di vigilanza sulla sicurezza nei luoghi di lavoro».

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Pubblicato il 01 Luglio 2026
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