Ospedale di Comunità di Somma Lombardo ai privati, Astuti (Pd): “Decisione calata dall’alto, ulteriore colpo alla sanità pubblica”
Il consigliere regionale dem critica la scelta dell'Asst Valle Olona di esternalizzare la gestione della struttura per oltre 3,8 milioni di euro, lamentando il mancato coinvolgimento del territorio e delle realtà locali
«Continuare a prendere decisioni che riguardano la medicina territoriale senza alcun tipo di confronto non può certo far bene alla nostra sanità». Con queste parole il consigliere regionale del Partito Democratico Samuele Astuti contesta la decisione dell’Asst Valle Olona di affidare a un soggetto privato la gestione dell’Ospedale di Comunità di Somma Lombardo.
L’appalto prevede la gestione della struttura per una durata di 48 mesi, con opzione di rinnovo per ulteriori 12 mesi, per un importo a base d’asta che supera i 3 milioni e 800mila euro.
“Investimenti pubblici per poi consegnare la gestione ai privati”
Secondo l’esponente dem, l’esternalizzazione della struttura rappresenta una palese contraddizione rispetto agli obiettivi iniziali della riforma della medicina di prossimità. «Quello che sta accadendo a Somma Lombardo è particolarmente grave perché riguarda uno dei pilastri della medicina territoriale – sottolinea Astuti –. Un progetto nato grazie a importanti investimenti pubblici sarà ora consegnato, nella sua gestione, ai privati. La sanità territoriale doveva rafforzare i servizi di prossimità e il rapporto con le comunità; invece abbiamo speso risorse pubbliche per realizzare le strutture e ora ne affidiamo la gestione all’esterno».
La denuncia sul metodo: “Nessun confronto con il territorio”
Accanto all’aspetto economico e gestionale, la critica del consigliere si concentra sull’assenza di dialogo con l’amministrazione comunale, gli operatori e il tessuto sociale locale. «La medicina di prossimità, per sua stessa natura, deve costruire una relazione con chi vive il territorio ogni giorno e non può essere progettata nelle stanze della direzione aziendale – conclude Astuti –. Senza il coinvolgimento delle associazioni, dei Comuni e delle realtà sociali che conoscono i reali bisogni della comunità, la sanità territoriale non può essere potenziata davvero».
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