Un concerto all’alba in piazza a Tornavento dà il via alla terza edizione di “Note d’autunno”
La Comunità Pastorale San Paolo VI presenta la nuova edizione della rassegna culturale sostenuta dai Comuni di Lonate Pozzolo e Ferno con concerti dal vivo, lezioni per le scuole e la valorizzazione del patrimonio artistico
La musica dal vivo incontra la bellezza del territorio con la terza edizione di “Note d’Autunno 2026”. La rassegna, promossa dalla Comunità Pastorale San Paolo VI di Lonate Pozzolo e Ferno insieme alle due Amministrazioni comunali, propone un ricco itinerario che unisce ascolto di alto livello, spiritualità e valorizzazione del patrimonio storico locale. Il programma accompagnerà il pubblico attraverso diversi luoghi simbolo dei due comuni, tra chiese antiche, sonorità d’organo ed eventi suggestivi a contatto con la natura.
Un concerto al sorgere del sole sul Belvedere
L’avvio della manifestazione è fissato per sabato 5 settembre alle ore 7. Il Belvedere di Tornavento farà da cornice al concerto dell’Ensemble “Rowan Tree”, inserito all’interno della festa patronale. Il gruppo, specializzato in sonorità della tradizione irlandese e scozzese, accompagnerà la luce del mattino con l’evocazione delle cornamuse. L’appuntamento intende richiamare le atmosfere del “Cantico di Frate Sole” a ottocento anni dalla morte di San Francesco. In caso di maltempo la musica si sposterà nella vicina chiesa di Tornavento.
Pochi giorni più tardi, domenica 13 settembre alle ore 17, la rassegna farà tappa nella Chiesa di Santa Maria in Campagna a Ferno. All’interno dell’edificio affrescato si terrà l’esibizione a cappella del coro “L’Estro Armonico”, anch’essa legata al tema francescano della tutela e del fascino del creato.
Tre appuntamenti con l’organo Prestinari
Il mese di ottobre vedrà al centro dell’attenzione la grande tradizione organistica nella Chiesa parrocchiale di Sant’Ambrogio a Lonate Pozzolo. La rassegna “Ottobre organistico al Prestinari” punta a far risuonare uno degli strumenti più preziosi dell’Ottocento italiano.
Il ciclo si aprirà sabato 3 ottobre con Marco Ruggeri, nell’ambito della manifestazione provinciale “Antichi organi – patrimonio d’Europa”. Il 17 ottobre sarà la volta del giovane ingegnere e organista Silvio Rossini, affiancato dal trombettista Mattia Iseppato. La sezione organistica si chiuderà sabato 31 ottobre con il recital del concertista internazionale Christian Tarabbia.
Il restauro dello strumento di Ferno e i progetti per le scuole
Accanto alle esibizioni, il programma riserva uno spazio al recupero dei beni artistici locali. Venerdì 18 settembre verrà presentato il progetto di restauro dell’organo a canne della Chiesa dei Santi Antonio e Martino a Ferno, fermo da diversi decenni. L’intervento è finanziato dai fondi CEI dell’8 per mille e dal contributo del Comune di Ferno. Alla serata interverranno l’organaro Andrea Mascioni, l’organologo Maurizio Isabella, il maestro Giancarlo Parodi, i professori Franco Bertolli e Claudio Veronese, insieme al parroco e al sindaco di Ferno.
Per i più giovani torna inoltre la lezione-concerto destinata agli alunni delle scuole del territorio, pensata per far scoprire il funzionamento meccanico e i suoni dell’organo Prestinari di Lonate.
Dalle feste patronali ai canti di Natale
Gli appuntamenti musicali proseguiranno sabato 7 novembre nella chiesa parrocchiale di Ferno per la festa patronale, con l’esibizione della corale “Giuseppe Verdi” di Samarate, storica realtà alla soglia del suo centenario di fondazione.
La rassegna si concluderà sabato 19 dicembre nella Chiesa di Sant’Antonino Ticino con il concerto natalizio che vedrà sul palco i gruppi corali della Comunità pastorale San Paolo VI.
L’iniziativa punta a confermare il valore culturale della musica dal vivo come elemento di unione per l’intera comunità locale. «“Note d’Autunno 2026” – spiegano i promotori – è un progetto articolato, che mira a coniugare qualità artistica, valorizzazione del territorio, attenzione ai giovani e partecipazione del pubblico. Una rassegna che invita a riscoprire il piacere dell’ascolto dal vivo, in luoghi belli e significativi, e che conferma il valore della musica quale linguaggio universale in grado di unire persone, storie e territori».
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