Gallarate, “saltano” i servizi pre e post-scuola alle scuole di Cedrate
Fino allo scorso anno bastavano dieci iscritti, ora ne servono dodici. E se in alcuni quartieri la domanda è alta, in altri le famiglie hanno scoperto in questi giorni ora che non vengono attivati. L'opposizione: "Scelta politica: è l'effetto dei tagli alla spesa"
Famiglie che hanno già pagato il servizio e che, a pochi giorni dall’inizio della scuola, si trovano a dover capire dove lasciare i propri figli prima e dopo le lezioni. È l’allarme che arriva da alcuni genitori della scuola primaria Silvio Pellico di Cedrate , popoloso quartiere di Gallarate.
Un bel problema, alla vigilia dell’inizio della scuola, quando le famiglie confidano nel sistema di servizi comunali.
«Tra ieri sera e stamane sono stato contattato da numerosi genitori con i figli iscritti al servizio di pre e post-scuola», spiega Giovanni Pignataro, consigliere comunale di minoranza del Partito Democratico. Le famiglie avevano effettuato l’iscrizione e pagato per intero la quota al Comune già nel mese di luglio. Al momento dell’adesione, sostiene Pignataro, non era stata prospettata ai genitori nessuna difficoltà per l’erogazione del servizio.
La comunicazione decisiva è arrivata invece soltanto a settembre, a ridosso della ripresa delle lezioni: una mail del Comune ha informato le famiglie che il servizio non sarebbe stato attivato per il mancato raggiungimento del numero minimo di iscritti e che le quote già versate sarebbero state restituite (non è dunque questo il problema). «Le famiglie non sanno dove collocare i figli la prossima settimana», denuncia il consigliere del Pd.
L’annuncio in piena estate
Che il pre e post scuola fosse a rischio era stato comunicato dall’assessora all’Istruzione Claudia Mazzetti il 19 agosto, in piena estate. Mazzetti aveva spiegato che il numero minimo necessario per garantire il servizio sarebbe salito a dodici iscritti.
«Avevamo avvisato che quest’anno avremmo dovuto alzare il limite a dodici iscrizioni, in modo da avere la copertura finanziaria necessaria per garantire le attività», aveva dichiarato l’assessora.
La motivazione indicata dall’amministrazione è legata ai costi e all’organizzazione del personale. «Il numero minimo di iscrizioni serve proprio a questo, a garantire che si possa coprire il servizio», aveva spiegato Mazzetti., richiamando la dimensione strettamente economica della scelta.
Tre settimane fa, secondo Mazzetti in alcuni plessi le adesioni erano state molto basse: un paio a Madonna in Campagna e nessuna a Sciarè, mentre ai Ronchi si superavano – all’opposto – le cinquanta iscrizioni.
«Non è cattiveria, la nostra. Semplicemente abbiamo bisogno di un numero che possa dare la garanzia di avviare e sostenere le attività», aveva aggiunto.
Pignataro: “Una scelta per risparmiare sui servizi”
Di certo la comunicazione solo nel mezzo dell’estate ha reso complicato alle famiglie attrezzarsi per tempo, specie per chi aveva già pagato.
Pignataro critica però anche la scelta politica generale, partendo da questo dato: alla Silvio Pellico gli iscritti sarebbero dieci, un numero che con i precedenti criteri sarebbe stato sufficiente ad attivare il servizio, ma che non raggiunge la nuova soglia fissata a dodici.
«Risulta del tutto evidente che questa scelta scellerata, dannosa e irrispettosa delle famiglie sia effettuata soltanto per risparmiare soldi, riducendo servizi essenziali», afferma Pignataro.
Il consigliere del Pd collega la riduzione dei servizi alle scelte di bilancio della maggioranza di centrodestra e, in particolare, al peso degli investimenti e dei mutui per le opere pubbliche in corso. «Il peso sulla spesa corrente dei mutui che il Comune ha effettuato per opere in corso, come il palazzetto dello sport in particolare e la piscina, non poteva che incidere sui servizi, che adesso si corre a ridurre in danno delle famiglie», sostiene. Direttamente con gli aumenti varati l’anno scorso e indirettamente ora con la riduzione del numero di iscritti che mette a rischio il servizio.
Da qui la richiesta all’amministrazione di fare marcia indietro, almeno per le famiglie che avevano già aderito contando sulla disponibilità del servizio: «Riteniamo questa scelta assolutamente vergognosa e chiediamo che il Comune la riveda immediatamente, garantendo l’erogazione del servizio per il quale le famiglie hanno già pagato l’iscrizione».
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