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Respinti dai tassisti a Malpensa perché diretti a Busto. “Corsa considerata troppo breve, illegalità e arroganza”

La disavventura di una famiglia bustocca, alle prese con il rifiuto di diversi tassisti. "È mai possibile che a Malpensa si venga trattati come merce di serie B in base alla destinazione? Un taxi ha il diritto di rifiutare una corsa breve?"

Malpensa lockdown novembre 2020

Non è certo la prima volta che viene denunciato: sono i casi dei viaggiatori che arrivano a Malpensa in aereo e faticano a trovare un taxi perché diretti nelle zone limitrofe all’aeroporto, considerate troppo poco redditizie dai tassisti. È successo ancora, questa volta protagonista una famiglia con bambini, alle prese con le difficoltà di rientrare a casa (la foto di apertura è d’archivio e generica)

 

Vi scrivo per denunciare un episodio gravissimo e indegno di un grande aeroporto internazionale, vissuto sulla mia pelle e su quella della mia famiglia la notte scorsa all’aeroporto di Malpensa Terminal 1.

Siamo atterrati passata la mezzanotte, reduci da un lungo viaggio all’estero aggravato da oltre un’ora di ritardo. Eravamo distrutti, in particolare le mie due bambine piccole, sfinite dall’orario e dalla stanchezza. Con l’unico obiettivo di tornare finalmente a casa a Busto Arsizio, ci siamo diretti verso l’area dei taxi.

Quello che ci si è parato davanti è stato un vero e proprio muro di illegalità e arroganza.

Arrivati alla fila, composta da almeno una decina di vetture, abbiamo chiesto di poter raggiungere Busto Arsizio. La risposta, data in modo sbrigativo da tutti i tassisti presenti, è stata agghiacciante: quei taxi erano “solo per Milano”. Ci è stato detto candidamente che non potevano effettuare corse locali e che avremmo dovuto trascinarci i bagagli al piano -1, davanti alla stazione ferroviaria.

Ovviamente, dopo aver seguito le loro indicazioni e aver trascinato le valigie con le bambine stanche morte al piano -1, non abbiamo trovato nessuno.

Siamo dovuti tornare su, disperati e con la pazienza ormai esaurita. Solo dopo una forte insistenza e di fronte alla nostra totale disperazione, un tassista si è “degnato” di farci salire, borbottando e lamentandosi per tutto il tempo del fatto che, per un viaggio così corto, stava perdendo soldi.

Ma il peggio doveva ancora venire: invece di portarci a Busto Arsizio, ci ha scaricati davanti alla stazione del treno del Terminal 1 (dove nel frattempo erano spuntati altri due taxi), costringendoci a un ulteriore trasbordo prima di poter finalmente salire su un’altra vettura e tornare a casa.

Mi chiedo e vi chiedo: è mai possibile che a Malpensa chi scende da un aereo venga trattato come merce di serie B in base alla destinazione? Un taxi ha il diritto di rifiutare una corsa urbana o suburbana solo perché punta alla lucrosa tratta per Milano? E soprattutto, è tollerabile che una famiglia con bambini piccoli debba subire un simile calvario a mezzanotte passata, tra scaricabarile, bugie e maleducazione?

La gestione dei taxi all’aeroporto di Malpensa è fuori controllo e ostaggio di comportamenti inaccettabili che danneggiano l’immagine del nostro territorio e calpestano i diritti dei passeggeri. Spero che dare voce a questa disavventura serva a svegliare chi di competenza e a pretendere finalmente dei controlli severi.

Cordiali saluti

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Pubblicato il 02 Settembre 2026
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