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Open! 2026: le storie di luoghi che cambiano e tornano a vivere

Dalle Officine Badoni di Lecco alla trasformazione di una vecchia fermata del tram, fino alla riflessione della Fondazione sul ruolo dei luoghi: l'appuntamento a Materia sabato 10 ottobre mette a confronto tre modi di ripensare il rapporto tra architettura e vita collettiva

Generico 05 Oct 2026

La rigenerazione urbana non riguarda soltanto il recupero di edifici e spazi inutilizzati, ma anche la possibilità di dare vita a nuove relazioni, attività e occasioni di incontro. È questo il filo conduttore dell’appuntamento dell‘Ordine degli Architetti di Varese in programma sabato 10 ottobre a Materia, nell’ambito di Open 2026, che mette a confronto tre esperienze accomunate dalla volontà di trasformare i luoghi in risorse per le comunità.

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L’incontro, dal titolo “Rigenerare gli spazi, costruire comunità”, propone una riflessione sul ruolo dell’architettura e della progettazione nella trasformazione dei territori. Al centro non ci sono soltanto gli interventi sugli edifici, ma soprattutto le persone che li abitano, le attività che vi trovano spazio e le relazioni che possono nascere attraverso il loro utilizzo. Tre esperienze differenti, quelle delle Officine Badoni di Lecco, di Hub Garibaldi e della Fondazione Comunitaria del Varesotto, che mostrano come la rigenerazione possa assumere forme diverse, mantenendo un obiettivo comune: restituire valore ai luoghi attraverso nuovi utilizzi e opportunità di partecipazione.

Le Officine Badoni di Lecco: la rigenerazione nasce dalla comunità

La prima esperienza arriva da Lecco, dove il progetto delle Officine Badoni mette al centro il rapporto tra recupero degli spazi e coinvolgimento della comunità. Il caso propone un approccio alla rigenerazione che non considera gli edifici soltanto come contenitori da trasformare, ma come luoghi il cui futuro può essere costruito attraverso il confronto con chi vive il territorio. È un modo di intendere la progettazione che affianca agli aspetti architettonici quelli sociali, cercando di individuare funzioni e attività capaci di rispondere ai bisogni delle persone.

Hub Garibaldi: una fermata del tram diventa uno spazio sociale

Un’altra esperienza è quella di Hub Garibaldi, che racconta la trasformazione di una vecchia fermata del tram in uno spazio dedicato alla socialità. Il progetto rappresenta un esempio di come un luogo che ha perso la propria funzione originaria possa trovare una nuova identità, diventando un punto di riferimento per attività e relazioni. La trasformazione non riguarda quindi soltanto la destinazione d’uso di uno spazio, ma anche il suo significato per le persone che lo frequentano.

La Fondazione: progettare luoghi capaci di creare relazioni

La terza esperienza porta l’attenzione sul rapporto tra spazi, persone e progettualità. È quella della Fondazione Comunitaria del Varesotto, che propone una riflessione su come i luoghi possano favorire la nascita di relazioni e iniziative. In questa prospettiva, uno spazio non viene definito soltanto dalle sue caratteristiche fisiche, ma anche dalle opportunità che offre a chi lo utilizza. L’attenzione si sposta quindi dalla sola progettazione degli ambienti alla loro capacità di accogliere attività, facilitare incontri e sostenere la vita collettiva.

Tre progetti, una domanda comune: cosa rende vivo uno spazio?

Le tre esperienze offrono punti di vista differenti su una questione sempre più importante per città e territori: come trasformare edifici e luoghi esistenti in spazi capaci di rispondere alle esigenze delle comunità? Il confronto mette in evidenza un elemento condiviso: il recupero fisico di un luogo rappresenta soltanto una parte del percorso. Perché uno spazio possa diventare un punto di riferimento è necessario interrogarsi sulle attività che potrà ospitare, sulle persone che lo frequenteranno e sulle relazioni che sarà in grado di favorire. È proprio questo intreccio tra architettura e dimensione sociale a rendere interessante il confronto proposto a Materia, uno spazio che a sua volta si inserisce nel dibattito sul riutilizzo dei luoghi e sulla loro capacità di generare nuove occasioni di incontro.

Open 2026, l’architettura incontra il territorio

L’appuntamento si inserisce nel programma di Open 2026, l’iniziativa che porta l’architettura a contatto con il pubblico attraverso l’apertura degli studi e una serie di incontri dedicati alla progettazione e alla trasformazione degli spazi. L’obiettivo è allargare il confronto oltre gli addetti ai lavori, mostrando come le scelte architettoniche incidano sulla vita quotidiana e sul futuro dei territori. Il programma provinciale è invece raccontato nell’approfondimento “Open 2026 a Varese, gli studi di architettura si aprono al pubblico: gli incontri in provincia includono anche Materia”.

Il confronto del 10 ottobre vuole così offrire uno sguardo sulla rigenerazione che va oltre i singoli interventi, mettendo al centro una domanda: come possono gli spazi esistenti diventare luoghi capaci di costruire comunità?

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Rigenerare gli spazi, costruire comunità
Sabato 10 ottobre ore 9:30
Materia Spazio Libero, via Confalonieri 5 Castronno

Via Confalonieri, 5

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Pubblicato il 09 Ottobre 2026
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