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Il centrosinistra di Gallarate verso l’accordo “largo” con Giovanni Pignataro candidato

Si profila una coalizione larga a sostegno di Pignataro, consigliere comunale uscente e avvocato. Che da appassionato di montagna è pronto a una campagna elettorale "a passo lungo"

Giovanni Pignataro Gallarate

Una coalizione larga, dai centristi cattolici e liberal fino alla sinistra. Con un nome che pare ormai certo: il centrosinistra di Gallarate è pronto a puntare su Giovanni Pignataro, avvocato, attuale capogruppo del Pd. Un nome che era già uscito nel “round” di trattative estive e che adesso ha trovato l’accordo di tutti i partiti e liste civiche.

La candidatura è ormai data per certa, a fronte del via libera delle le sigle del centrosinistra – formato “campo largo – e anche dei primi confronti su grandi temi di programma, che in parte sono quelli emersi negli anni di contrasto all’amministrazione Cassani, dentro al consiglio comunale ma anche al di fuori.
I primi passi ufficiali e pubblici dovrebbero arrivare tra fine novembre e inizio dicembre: una candidatura “a passo lungo”, metafora che potrebbe adattarsi a Pignataro, grande appassionato di montagna oltre che di calcio (sponda rossonera).

Fuori di metafora, il percorso di costruzione del programma e della candidatura avrebbe a disposizione sei mesi, da qui alle elezioni amministrative di primavera. È un vantaggio che il centrosinistra allargato avrebbe rispetto al centrodestra.
Per la “successione” a Cassani sono già emersi i primi nomi dalle file dei maggiori partiti dell’attuale maggioranza (Claudia Mazzetti per la Lega, Marco Colombo per Fratelli d’Italia, un possibile Massimo Palazzi per Forza Italia), ma la scelta definitiva dipende dagli accordi che il centrodestra deve chiudere a livello provinciale tenendo conto degli equilibri interni, tenendo conto che si vota a Busto Arsizio, Varese, Gallarate e Cassano Magnago.

Coalizione a “campo largo”

Il centrosinistra cittadino invece avrebbe libertà di movimento sulla città, senza essere vincolato ad accordi “superiori”.
E Pignataro ha già incontrato e ottenuto il sostegno delle diverse componenti, presenti in consiglio o comunque organizzate in città: scontato il sostegno del Partito Democratico, ci sarebbero anche il Movimento Cinque Stelle, Italia Viva, il gruppo di Azione-Più Gallarate (che non è più in consiglio, ma si fa sentire spesso nel dibattito cittadino), Alleanza Verdi e Sinistra che in città conta soprattutto sulla componente ambientalista, il Nuovo Psi. E infine la “storica” lista civica centrista Città è Vita. Che aveva accarezzato l’idea di una propria candidatura con il battagliero Cesare Coppe, ma poi ha deciso di confluire sull’accordo generale.

“Campo largo” in salsa gallaratese, a guardare le componenti nazionali e anche l’importante contributo di Città è Vita, che “presidia” il centro d’area cattolica. Resterebbe fuori invece Obbiettivo Comune Gallarate: la lista guidata da Massimo Gnocchi già da mesi si muove verso una candidatura autonoma, solidamente collocata all’opposizione del sindaco Andrea Cassani (con cui Gnocchi ingaggia sempre duelli, in consiglio comunale) ma anche con un profilo che cerca di smarcarsi dai partiti e dal dualismo centrodestra-centrosinistra.

È già sfida a quattro

Anche Pignataro potrebbe condurre una campagna che punti a enfatizzare la candidatura in ottica civica, con alcune liste a sostegno più politiche e altre civiche, compresa quella “del sindaco”, ormai irrinunciabile nelle sfide locali, anche nei Comuni maggiori della provincia. Anche in questo senso si può forse spiegare la scelta della campagna “a passo lungo”, nell’arco di mesi.

È presto, certo, per parlare di quadro completo in vista delle elezioni.
Ma quantomeno sarà una sfida a quattro: il centrosinistra con Pignataro, il centro civico d’opposizione di Gnocchi, un candidato di Futuro Nazionale (i vannacciani potrebbero puntare su Franco Liccati o Nicola Mucci, ma bisogna vedere anche gli eventuali nomi in provincia per le liste al Parlamento) e il candidato o la candidata del centrodestra, che emergerà dall’accordo complessivo provinciale.

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Roberto Morandi
roberto.morandi@varesenews.it
Fare giornalismo vuol dire raccontare i fatti, avere il coraggio di interpretarli, a volte anche cercare nel passato le radici di ciò che viviamo. È quello che provo a fare.
Pubblicato il 01 Novembre 2026
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