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A Cassano la Lega attacca il sindaco (di centrodestra) per l’area feste affittata alla Comunità musulmana

La sezione leghista chiede se tutte le norme sono state rispettate. Plauso delle Acli al sindaco Ottaviani per "la coerenza e la fermezza" dimostrate

Generico 01 Jun 2026

La celebrazione dell’Eid al-Adha, la Festa del Sacrificio della comunità musulmana del Gallaratese e del Bustese ha suscitato polemiche a Cassano Magnago. Al centro della polemica c’è la decisione dell’amministrazione comunale di concedere l’utilizzo dell’Area Feste di via Primo Maggio (che ospita diversi eventi ricreativi) per il momento di preghiera collettiva, giovedì scorso.

A sollevare dubbi e richieste di chiarimento è stata la stessa Lega cittadina, forza che è estranea alla maggioranza di centrodestra alla guida del Comune con il sindaco Pietro Ottaviani.
In un comunicato diffuso dal segretario della sezione cassanese Giorgio Gabbiani, il partito afferma di non contestare la libertà di culto né la celebrazione religiosa in sé, ma chiede che venga verificato il pieno rispetto delle norme e dei regolamenti che disciplinano l’utilizzo dell’area comunale.

Nel documento la Lega definisce «sterile» la ricerca di responsabilità senza prove circa presunti episodi legati al rito religioso, ma allo stesso tempo sottolinea di essere «non transigente circa il rispetto, nella reciprocità, delle nostre radici culturali e cristiane». Il partito chiede inoltre che siano accertate tutte le procedure previste dalla normativa e dal regolamento comunale per la concessione degli spazi pubblici, annunciando un monitoraggio sui futuri eventi ospitati nell’area.

Le dichiarazioni arrivano dopo le discussioni nate sui social network in seguito a un servizio televisivo sulla celebrazione della festività islamica, una delle più importanti del calendario musulmano, che richiama ogni anno migliaia di fedeli. E che peraltro fa riferimento a un episodio – il mancato sacrificio di Isacco – che accomuna tutti i “popoli del libro”, vale a dire ebrei, cristiani e musulmani.

A difesa della scelta dell’amministrazione guidata da Pietro Ottaviani è intervenuto invece il Circolo Acli “Mario Rimoldi”, che ha espresso «una posizione favorevole alla concessione da parte del sindaco dell’area feste comunale per la preghiera dei fratelli islamici». Secondo gli aclisti, la convivenza tra culture e religioni diverse è un principio sancito dalla Costituzione italiana ed è coerente con i valori dell’associazione.

Nel comunicato le Acli criticano duramente le posizioni che trasformano la concessione di uno spazio pubblico per un momento di preghiera in una campagna politica contro la presenza islamica sul territorio. L’associazione ricorda inoltre come la libertà religiosa sia garantita dall’articolo 19 della Costituzione e sostiene che eventuali comportamenti illeciti vadano perseguiti individualmente, senza essere associati a un’intera comunità religiosa. Gli aclisti esprimono infine apprezzamento per «la coerenza e la fermezza» dimostrate dall’amministrazione comunale nella gestione della vicenda.

La vicenda evidenzia così una frattura che attraversa anche il centrodestra locale: da una parte la scelta amministrativa di concedere uno spazio pubblico per l’esercizio della libertà di culto, dall’altra le perplessità espresse da una componente politica della stessa maggioranza, che chiede verifiche sul rispetto delle procedure e rivendica la tutela delle tradizioni culturali e religiose del territorio.

Passato il giovedì di festa musulmana, nel weekend è tornata la proposta del “Maggiolone Social Park” e la visione collettiva della partita con cui Cassano si è laureata campione italiana di pallamano.

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Pubblicato il 01 Giugno 2026
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