Una petizione per il parco di via Bottini a Gallarate: “Pomeriggi fuori controllo, servono controlli e progetti per i giovani»
Un gruppo di residenti della zona chiede al Comune un intervento sul parchetto ai margini del centro, per comportamenti "sopra le righe" di gruppi che di ragazzini che arrivano nel pomeriggio. Un problema che richiede più livelli di intervento, suggeriscono
Una raccolta firme per chiedere più sicurezza, maggiore rispetto delle regole ma anche interventi educativi rivolti agli adolescenti: è l’iniziativa promossa dai residenti della zona del parco all’incrocio tra via Bottini e via Novara, parchetto in posizione centrale a Gallarate, ai margini del centro storico pedonale e non lontano dalla sede della Polizia Locale, già oggetto di rinnovo pochi anni fa.
La petizione – indirizzata al sindaco, all’assessorato alle Politiche sociali e giovanili e alle forze dell’ordine – nasce dalla preoccupazione per una situazione che, secondo i firmatari, si starebbe progressivamente aggravando.
L’appello al Comune viene sottoscritto in questi giorni, punto di raccolta il negozio di elettrodomestici che sta proprio a ridosso dell’incrocio tra via Bottini e via Novara, accanto al parchetto.
Nel documento i cittadini ricordano come il parco abbia rappresentato per anni «uno dei principali spazi di aggregazione del quartiere» e «un luogo di incontro e socializzazione per bambini, famiglie e anziani». Negli ultimi tempi, però, «si assiste a un progressivo deterioramento delle condizioni di fruibilità e vivibilità dell’area».
I residenti segnalano che «soprattutto nelle ore pomeridiane, serali e notturne, il parco viene frequentemente occupato da gruppi di adolescenti e giovani che vi sostano per lunghi periodi, causando schiamazzi, urla, diffusione di musica ad alto volume tramite altoparlanti portatili, abbandono di rifiuti e comportamenti che generano disagio e preoccupazione nei residenti».
firmatari parlano anche di «frequente consumo di bevande alcoliche e la presenza di odori riconducibili all’uso di sostanze stupefacenti», sottolineando come la situazione sia «particolarmente allarmante considerato che molti dei frequentatori appaiono essere minorenni».
Con l’arrivo dell’estate e la conclusione dell’anno scolastico, i residenti temono inoltre un ulteriore peggioramento della situazione. Nella petizione si parla del «fondato timore che il fenomeno possa ulteriormente intensificarsi, trasformando il parco in un luogo di ritrovo pressoché permanente, sia durante il giorno sia nelle ore notturne, con inevitabili ripercussioni sulla quiete pubblica, sul decoro urbano, sulla sicurezza percepita e sulla qualità della vita dei residenti».
Famiglie “in fuga”
Particolarmente sentito è il tema della “fuga” delle famiglie dall’area verde. I promotori sostengono che «molte famiglie evitano ormai il parco, scoraggiate dalla presenza costante di gruppi rumorosi e da comportamenti incompatibili con la funzione educativa e ricreativa che uno spazio pubblico dovrebbe svolgere».
Nel passaggio forse più significativo della petizione emerge anche l’aspetto umano e sociale della questione: «Le allegre voci dei bambini che un tempo animavano il quartiere e allietavano il vicinato stanno progressivamente lasciando il posto a schiamazzi, urla, linguaggio spesso inappropriato e rumori assordanti che compromettono la serenità della zona e allontanano proprio quelle famiglie che dovrebbero essere le principali fruitrici del parco».

Servono anche ascolto e percorsi per i giovani
I firmatari precisano però di non voler affrontare il problema esclusivamente dal punto di vista repressivo. «La presente iniziativa non vuole tuttavia assumere un carattere esclusivamente repressivo», si legge nel testo. I cittadini riconoscono infatti che «il disagio giovanile rappresenta una questione complessa che richiede non soltanto controlli e sanzioni, ma anche interventi educativi, sociali e culturali capaci di offrire ai ragazzi opportunità sane di crescita e aggregazione».
Per questo motivo, oltre al rafforzamento dei controlli da parte delle forze dell’ordine, vengono chiesti il rispetto rigoroso degli orari del parco, una maggiore vigilanza e manutenzione dell’area, il coinvolgimento delle associazioni del territorio, degli oratori e delle società sportive, l’organizzazione di attività estive per adolescenti, progetti di educativa di strada e momenti di confronto tra istituzioni, famiglie e giovani.
«Siamo convinti che il benessere di una comunità non si costruisca soltanto attraverso il controllo e la repressione degli illeciti, ma anche offrendo ascolto, opportunità e percorsi di crescita ai giovani del territorio», scrivono i promotori.
Da dove partire?
L’obiettivo finale è quello di restituire all’area verde la sua funzione originaria: «un luogo sicuro, decoroso e inclusivo, capace di accogliere famiglie, bambini, adolescenti e anziani nel rispetto reciproco e delle regole della convivenza civile».
Al di là del tema delle risposte educative, ci sono comunque anche aspetti più facili da affrontare. E forse da queste si potrebbe partire.
Ad esempio la petizione cita il rispetto degli orari di apertura e chiusura dell’area verde. Secondo i firmatari il parco «rimane frequentemente accessibile e utilizzato anche oltre gli orari consentiti, favorendo la permanenza di gruppi di giovani fino a tarda sera e aggravando il disagio per il vicinato». Su questo già si potrebbe intervenire fin d’ora.
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
lenny54 su Entrano in vigore le nuove tariffe "metropolitane", Saronnese e Busto più vicine a Milano
Felice su Fucile d'assalto e mitragliette nella casa dell'ex ispettore di Malpensa
lenny54 su In vendita casa Bossi, villa simbolo della "Lega di una volta"
lauralaura su Ospedali troppo caldi: la Regione comprerà i condizionatori
gcbiakmw su Lo spinello fa male
Rita Campiotti su Torna IceOut, qual è la vostra gelateria preferita?










Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.