Malpensa celebra Gabriele Maria Pagnini: oltre cento ritratti raccontano i protagonisti della cultura del Novecento
Dagli anni Settanta ai primi Duemila il fotografo romano ha immortalato personalità del cinema, della letteratura, della musica e dell'arte costruendo un patrimonio visivo di grande valore storico
Più di cento ritratti per ripercorrere mezzo secolo di cultura, arte, cinema e spettacolo. È dedicata a Gabriele Maria Pagnini, tra i più importanti fotografi italiani del ritratto, la mostra allestita negli spazi di PhotoSquare Malpensa, che si concluderà con il finissage in programma giovedì 11 giugno 2026 alle 17.30.
L’esposizione rende omaggio a un autore che dagli anni Settanta ai primi anni Duemila ha immortalato alcune delle figure più significative della scena culturale internazionale, costruendo un archivio visivo che attraversa generazioni e discipline.
I grandi protagonisti davanti all’obiettivo
Tra le fotografie esposte compaiono volti celebri come Federico Fellini, Andy Warhol, Italo Calvino, Wim Wenders, Roberto Benigni, Dario Fo, David Hockney, Riccardo Muti, Allen Ginsberg, Catherine Deneuve, Luciano Pavarotti, Isabella Rossellini e Jeanne Moreau.
Molti di questi scatti sono stati pubblicati sulle principali riviste internazionali, tra cui Vogue, L’Uomo Vogue, Harper’s Bazaar e Ritz Newspaper, il periodico diretto dal fotografo britannico David Bailey. Le immagini raccontano un’epoca attraverso i suoi protagonisti, offrendo uno spaccato unico della ritrattistica editoriale del secondo Novecento.
Un fotografo tra reportage e arte
Nato a Roma nel 1946, Pagnini si è avvicinato alla fotografia durante gli studi universitari ad Ancona. Dopo le prime collaborazioni con il quotidiano Il Messaggero e con importanti testate nazionali, si è trasferito a Milano, dove ha avviato una lunga collaborazione con Vogue e L’Uomo Vogue, realizzando circa duemila ritratti. Nel 1990 si è poi trasferito a New York, lavorando tra gli altri con il Gruppo Rizzoli e con Vanity Fair USA.
La sua cifra stilistica nasce dall’incontro tra l’esperienza del reporter e una sensibilità artistica influenzata dalla pittura rinascimentale e da autori come Degas. Le sue fotografie, prevalentemente in bianco e nero, cercano di andare oltre l’immagine pubblica dei soggetti per coglierne la dimensione più autentica e personale.
A descrivere il valore del suo lavoro fu anche lo storico dell’arte Federico Zeri, che parlò di «foto di rara sostenutezza formale e ancor più rara penetrazione psicologica».
Una mostra aperta a tutti
La mostra è ospitata da PhotoSquare Malpensa, spazio dedicato alla fotografia e alla cultura dell’immagine accessibile non solo ai passeggeri in transito nello scalo aeroportuale, ma anche ai visitatori interessati a scoprire il lavoro di uno dei più raffinati interpreti della fotografia italiana contemporanea.
L’iniziativa è promossa dall’Archivio Fotografico Italiano (Afi), realtà impegnata nella valorizzazione e nella diffusione della fotografia attraverso mostre, pubblicazioni, attività didattiche e progetti culturali di respiro internazionale.
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