Dnata stabilizza 300 lavoratori: 150 tra Malpensa e Linate, 150 a Fiumicino
L'operatore di handling controllato dal gruppo di Dubai converte a tempo indeterminato 300 contratti nei tre scali in attuazione degli accordi firmati con i sindacati
Trecento contratti a tempo indeterminato: centocinquanta tra Malpensa e Linate, centocinquanta a Roma Fiumicino. È l’operazione annunciata da Dnata, l’operatore di servizi aeroportuali del gruppo Emirates che dal 2025 controlla al 100% l’ex Airport Handling, a sua volta erede della Sea Handling. Le conversioni scattano da questo mese.
L’azienda inquadra la mossa nella propria “strategia di lungo periodo” per la gestione del personale in Italia. Sul piano sostanziale, però, si tratta dell’attuazione di intese già sottoscritte con le organizzazioni sindacali, che accanto alle stabilizzazioni prevedono misure sull’organizzazione del lavoro, sulla formazione interna e sul welfare aziendale. Il passaggio riguarda una quota contenuta della forza lavoro complessiva: nei tre scali Dnata impiega oggi circa 5.000 persone.
I numeri dei tre scali
Secondo i dati forniti dall’azienda, dnata gestisce in Italia oltre 150.000 voli l’anno, 46 milioni di passeggeri e quasi 18 milioni di bagagli, servendo più di 60 compagnie aeree. A Fiumicino, dove nel febbraio 2025 si è aggiudicata una licenza settennale per l’handling, l’organico supera le 2.500 persone e i clienti sono 25 vettori; dall’avvio delle attività l’azienda dichiara oltre 80.000 voli gestiti e più di 700 mezzi di rampa introdotti.
A Milano il fronte più rilevante è quello cargo. A Malpensa sono in corso i lavori per una nuova struttura da 25 milioni di euro, con capacità di movimentazione superiore alle 100.000 tonnellate annue: l’apertura è prevista per la fine del 2027 e l’azienda stima ricadute occupazionali per altri 200 posti di lavoro.
La dichiarazione
«Con la conversione di 300 posizioni in posti di lavoro a tempo indeterminato garantiamo una prospettiva di stabilità a un numero più ampio dei nostri colleghi, rafforzando al contempo le linee operative», ha dichiarato Alberto Morosi, amministratore delegato di Dnata Italy. «Dopo aver completato l’integrazione del business italiano sotto il marchio dnata siamo ora concentrati sulla prossima fase di crescita».

L’integrazione a cui fa riferimento Morosi è quella completata lo scorso marzo, quando tutte le attività italiane di assistenza a terra sono confluite ufficialmente sotto il marchio del gruppo di Dubai, presente in oltre 120 aeroporti nel mondo. Il percorso era partito da una partecipazione di minoranza in Airport Handling, cresciuta fino al 70% e poi alla proprietà piena nel 2025.
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