La i-build di Samarate, ex Deltapav, licenzia un terzo della forza lavoro
Procedura collettiva per la parte impiegatizia, mentre non ci sono esuberi tra gli operai. L'azienda, molto specializzata, fa parte di un gruppo tedesco: "Realtà sana e fatturato stabile, mai fatta neppure cassa integrazione"
Licenziamenti in vista alla ex Deltapav di Samarate, oggi i.build: la procedura collettiva prevede nove esuberi, gli impiegati, mentre non sono previste riduzioni tra gli operai. Un passaggio pesante, a solo un anno e mezzo dalla completa acquisizione da parte di una nuova proprietà, il gruppo tedesco Heidelberg.
L’azienda samaratese è molto conosciuta, già ai tempi del nome commerciale Deltapav, si occupa di pavimentazioni in calcestruzzo, si è occupata tra gli altri del ponte San Giorgio a Genova, della promenade del Parco della Biblioteca degli Alberi a Milano, ma anche di grandi lavori come le aree del porto di Taranto.
Nel febbraio del 2025 è stata interamente acquisita da Heidelberg Materials, parte del grande gruppo tedesco delle costruzioni. Il 28 maggio di quest’anno è stata aperta la procedura di licenziamento collettivo, chiusasi nei giorni scorsi.
A Samarate è stata un po’ una doccia fredda. L’azienda «non ha mai vissuto cassa integrazione, non ha flessioni di fatturato», sottolinea Davide Bellotto della Fillea-Cgil, e anzi aveva commesse rilevanti. «Il lavoro c’è, hanno bisogno fino all’ultimo operaio, vengono prese anche maestranze interne», sottolinea uno dei lavoratori coinvolti, che ha contattato Varesenews.
In effetti la componente operaia (17 lavoratori) non viene toccata: il taglio si concentra tutto sulla parte tecnica e impiegatizia, che rappresenta comunque un terzo della forza lavoro complessiva.
A febbraio 2025 l’azienda tedesca parlava di un percorso per “portare maggiore qualità nel settore e garantire, con il marchio Heidelberg Materials, i nostri standard di sicurezza, sostenibilità e scelta dei materiali”. Un percorso di sviluppo che non è stato però così lineare, sul fronte del lavoro.
La procedura di licenziamento collettivo si è chiusa in questi giorni: «Abbiamo ottenuto indennizzo e in aggiunta l’indennità di preavviso» commenta Bellotto della Fillea, che ha seguito la procedura insieme ai funzionari delle altre sigle sindacali. «Sappiamo che quando c’è una mediazione non c’è sempre l’accordo di tutti»: una parte dei lavoratori coinvolti non esclude cause individuali sul licenziamento.
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