Sergio Pavone racconta il corpo musicale isprese: “Una grande famiglia aperta a tutte le età”
La banda accompagna da oltre un secolo le cerimonie e le feste del paese, promuove una scuola di musica aperta a tutte le età e sperimenta nuovi repertori con l’Ispra Blues Band
Da oltre un secolo accompagna la vita pubblica di Ispra, dalle cerimonie istituzionali alle feste di paese, ma il Corpo Musicale Isprese è soprattutto un luogo di incontro, formazione e condivisione. A raccontarne la storia e le attività è stato il presidente Sergio Pavone (foto), ospite di “Soci All Time”, la trasmissione di Radio Materia realizzata in collaborazione con CSV Insubria.
Una realtà composta da circa trenta musicisti e capace di riunire generazioni diverse, con componenti che vanno dai più giovani fino agli anziani. Un’esperienza nella quale la musica diventa uno strumento per costruire relazioni, mantenere vive le tradizioni locali e offrire nuove occasioni di partecipazione.
Una banda che rappresenta il paese
Il Corpo Musicale Isprese è nato 102 anni fa ed è oggi uno dei simboli della comunità di Ispra. La banda partecipa alle principali ricorrenze civili, come il 25 aprile, il 2 giugno e il 4 novembre, oltre che alle manifestazioni popolari promosse dal Comune e dalle associazioni del territorio.
Tra gli appuntamenti figurano l’Infiorita, “Ispra in…”, la Festa della Musica del 21 giugno e diverse rassegne bandistiche organizzate anche fuori paese, come quella ospitata a Villa Cagnola. «La banda rappresenta il paese sotto il profilo musicale e accompagna molti dei momenti più importanti della vita collettiva» – racconta Sergio Pavone, presidente del Corpo Musicale Isprese. L’associazione utilizza lo stemma del Comune nelle proprie attività divulgative e svolge così anche una funzione di rappresentanza ufficiale della comunità.
La scuola di musica aperta a tutte le età
Uno dei punti centrali dell’attività è la scuola di musica intitolata a Maria Grazia Brovelli. I corsi sono rivolti a persone di ogni età, con particolare attenzione ai bambini e alla propedeutica musicale. L’obiettivo non è soltanto raggiungere un buon livello tecnico, ma creare un ambiente accessibile, nel quale imparare uno strumento significhi anche stare insieme agli altri. «La finalità non è solo didattica. Per noi conta molto il valore dello stare insieme e del fare squadra – Sergio Pavone, presidente del Corpo Musicale Isprese -».
La scuola propone lo studio degli strumenti tipici della formazione bandistica: clarinetti, sassofoni, corni, trombe, eufoni, bassotuba e percussioni. L’associazione collabora inoltre con gli istituti scolastici, cercando di compensare almeno in parte la riduzione delle ore dedicate alla musica nei programmi curricolari.
Il progetto più ambizioso riguarda la possibilità di rendere i corsi completamente gratuiti per i giovani, abbattendo le barriere economiche che ancora oggi possono allontanare bambini e ragazzi dallo studio della musica.
Dal repertorio tradizionale all’Ispra Blues Band
Accanto alla banda tradizionale è nata anche l’Ispra Blues Band, uno spin-off pensato per ampliare il repertorio e avvicinarsi a sonorità differenti. La formazione propone brani swing, blues e arrangiamenti più moderni, senza perdere la struttura e l’identità tipiche della musica bandistica. Questa diversificazione permette di coinvolgere musicisti e pubblico con gusti differenti, dimostrando come una banda possa custodire la tradizione e allo stesso tempo sperimentare nuovi linguaggi.
Le prove, la sede e la vita associativa
Le prove si svolgono ogni lunedì alle 21 nella sede di piazza Locatelli, uno spazio recentemente ristrutturato dagli stessi componenti e condiviso con il Coro Nemone. La quotidianità dell’associazione non si esaurisce però durante le prove. Pranzi sociali, gite e momenti informali contribuiscono a rafforzare i rapporti tra i musicisti. Tra le esperienze ricordate durante l’intervista c’è anche una gita a Chamonix, esempio di una vita associativa che va oltre l’attività musicale.
«La banda è una grande famiglia. Quando si suona insieme emerge il lato umano delle persone, non soltanto la loro capacità tecnica» – prosegue Sergio Pavone.
L’associazione è presente anche su Instagram e Facebook, strumenti utilizzati per raccontare gli appuntamenti, raggiungere il pubblico più giovane e mantenere un contatto costante con la cittadinanza.
La ripartenza dopo la pandemia e il valore del gruppo
Nel corso dell’intervista si è parlato anche degli anni difficili della pandemia, che hanno interrotto prove, concerti e occasioni di incontro. La ripartenza ha richiesto tempo, impegno e una forte capacità di adattamento. Il gruppo ha dovuto ricostruire abitudini, motivazioni e relazioni, confermando però la volontà di continuare a essere presente nella vita del paese.
Un passaggio particolarmente intenso ha riguardato il ricordo di una giovane componente della banda scomparsa prematuramente. Una perdita che ha segnato profondamente l’associazione e che ha mostrato, ancora una volta, quanto i legami costruiti all’interno di una banda possano essere forti e autentici.
Perché le bande sono importanti per i paesi
Nei piccoli e grandi centri, le bande musicali rappresentano un presidio culturale e sociale. Sono spesso il primo luogo nel quale bambini e adulti possono avvicinarsi a uno strumento senza entrare immediatamente in percorsi più rigidi o costosi. Svolgono inoltre una funzione educativa, favorendo l’incontro tra generazioni diverse. I più anziani trasmettono repertori, esperienza e memoria, mentre i giovani portano nuove energie, linguaggi e interessi musicali. Le bande custodiscono la cultura popolare, accompagnano i momenti pubblici della comunità e contribuiscono a creare un’identità condivisa. Ma soprattutto offrono uno spazio nel quale le persone possono incontrarsi, collaborare e sentirsi parte di un progetto comune. Il Corpo Musicale Isprese invita i cittadini a partecipare alle prove, conoscere da vicino le attività e sostenere la scuola di musica. L’obiettivo è continuare a far crescere una realtà che da 102 anni porta la musica nelle strade, nelle piazze e nella vita quotidiana di Ispra.
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