A Somma Lombardo aprono le scuole Rodari più moderne di sempre e la polemica rientra al taglio del nastro
Sabato mattina l'inaugurazione del plesso di via Villoresi, ricostruito da zero con 5,28 milioni di fondi Pnrr su un investimento complessivo di quasi 8,5 milioni. Da lunedì 14 le lezioni per 15 classi. Interviene anche l'ex sindaco Stefano Bellaria che aveva avviato il progetto
Ci sono voluti due anni e mezzo di cantiere, una demolizione selettiva e un trasloco estivo. Sabato mattina le nuove scuole Rodari di Somma Lombardo hanno finalmente aperto le porte alla città: il taglio del nastro, alle 11, ha chiuso il capitolo più importante fra le opere pubbliche sommesi degli ultimi anni e ne ha aperto un altro, quello che comincia lunedì 14 settembre, quando i bambini entreranno in aula per il primo giorno di scuola.
«Inaugurare una scuola non vuol dire solo tagliare un nastro, ma iniziare un nuovo viaggio», ha esordito il sindaco Stefano Pezzotta. «Oggi non stiamo festeggiando solo mattoni, aule o tecnologie moderne, per quanto bellissime e necessarie. Oggi stiamo piantando un seme per il futuro di tutta la nostra comunità». Un passaggio del discorso è andato agli insegnanti, con un ringraziamento e quello che il primo cittadino ha definito «un lieve monito»: «Avete in mano la risorsa più preziosa del nostro Paese, abbiatene cura». Alle famiglie il sindaco ha detto che «questa scuola sarà la casa di tutti», e ai bambini ha lasciato l’augurio più diretto: «Questa scuola è vostra. Vivetela con curiosità, abbiate sempre fame di conoscere, ponetevi domande e non abbiate mai paura di sbagliare, perché è anche dagli errori che nascono le cose più belle».
Il passaggio di testimone tra le due amministrazioni
Il momento politicamente più significativo della mattinata è arrivato in chiusura del discorso di Pezzotta, con il ringraziamento «all’Amministrazione comunale che mi ha preceduto per aver colto l’opportunità del bando del Pnrr». Un riconoscimento che la vicesindaca Manuela Scidurlo, che ha la delega alla scuola, ha voluto rinnovare citando per nome l’ex sindaco Stefano Bellaria, la sua giunta e l’ex assessore Valenti.
Scidurlo non ha nascosto i contrasti degli anni scorsi: «Il percorso che ci ha portato fino a qui non è stato breve e non bisogna nascondere che attorno a questa scelta si sono confrontate visioni e idee diverse. Come è giusto che accada in una comunità viva, dove il confronto è segno di attenzione e non di distanza. Ma oggi è un giorno di festa e questo deve passare in secondo piano. Davanti a noi c’è una scuola nuova, pensata per accogliere i nostri ragazzi, ed è questo ciò che conta. Il loro futuro viene prima di ogni divisione». Poi la citazione d’obbligo, visto il nome del plesso: «Gianni Rodari scriveva “fa’ la punta alla matita e corri a scrivere la tua vita”».

Alla vigilia dell’inaugurazione, Bellaria aveva polemizzato con la maggioranza ricordando i voti contrari del centrodestra sul progetto e lamentando di non essere stato invitato a intervenire. La questione è rientrata: l’ex sindaco ha parlato dal palco e lo ha fatto con una battuta, rivolta a Pezzotta, sul titolo di un vecchio film western. «Il mio nome è nessuno. Invece: il mio nome è qualcuno».
Poi il racconto delle origini dell’opera. «Qui è nato tutto da un sogno, in un momento difficile. Perché i sogni si fanno quando i momenti sono difficili, quando il cielo è buio». Un sogno nato durante la pandemia, ha ricordato Bellaria, «nel momento in cui la nostra comunità era nella massima difficoltà», quando si decise di guardare comunque avanti «partendo dai nostri cittadini più importanti: i bambini». Con la consapevolezza che i sogni, per definizione, incontrano resistenze: «I sogni spesso sono contrastati, perché è normale. C’è chi dice: si stava meglio quando si stava peggio, lasciamo le cose come stanno. Perché imbarcarsi in un’avventura così? Ma è normale, altrimenti non sarebbero sogni».
Una scuola ricostruita senza consumare suolo
Le Rodari sono un caso raro nel panorama delle scuole finanziate con il Pnrr in provincia di Varese: l’edificio nuovo sorge esattamente dove sorgeva il vecchio, senza occupare altro terreno. Una scelta che ha imposto tempi più lunghi, a partire dalla demolizione selettiva dell’edificio di via Villoresi, avviata nel marzo 2024 e condotta secondo le regole del Pnrr sul recupero dei materiali.

Il progetto complessivo vale poco meno di 8,5 milioni di euro: 5,28 arrivano dal finanziamento Pnrr ottenuto nel 2022, ai quali si sono aggiunti 800mila euro per l’adeguamento prezzi, 1,7 milioni di conto termico e circa 800mila euro a carico del Comune.
La superficie lorda passa dai 2.250 metri quadrati del vecchio plesso ai 3.362 della nuova scuola, con una superficie coperta che cresce invece di poco, da 1.690 a 1.760 metri quadrati. Gli spazi sono dimensionati per 275 alunni e 15 aule, cinque delle quali al piano terra insieme a un’aula “morbida”, il laboratorio tecno-scientifico, la sala insegnanti e la mensa; al primo piano ci sono le altre dieci aule e i laboratori di musica e di arte e immagine. Il cuore dell’edificio è l’agorà, la piazza interna su cui si affacciano le altre funzioni.
Il secondo corpo di fabbrica, collegato alla scuola da un percorso vetrato, ospita la palestra con un campo di gioco da 335 metri quadrati e una tribuna: è pensata per essere usata anche fuori dall’orario scolastico dalle società e dalle associazioni del quartiere, così come la gradonata esterna, immaginata per le recite, le assemblee e il cinema all’aperto. All’esterno restano lo spazio verde di raccordo con il quartiere e un campo sportivo.
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