La Resistenza a Gallarate raccontata dai protagonisti: dopo ottant’anni torna il libro del 1946
L’Anpi di Gallarate ristampa “La resistenza Gallaratese”, 96 pagine scritte a un anno dalla Liberazione da partigiani e componenti del CLN, di ogni tendenza politica. Il volume sarà presentato domenica 4 ottobre nella sede di vicolo del Gambero
Ci sono Angelo Pegoraro e Luciano Zaro, uccisi giovanissimi dai fascisti, i partigiani delle diverse formazioni, gli antifascisti clandestini, ma anche i militari che dopo l’8 settembre rifiutarono di aderire alla Repubblica Sociale e conobbero la deportazione e l’internamento in Germania.
E poi ci sono i giorni dell’insurrezione, quando la Resistenza uscì dalla clandestinità e prese il controllo della città.
Dalle prime azioni nell’autunno 1943 in città e nella brughiera, ai giorni bui dell’inverno con il sacrificio di Pegoraro e Zaro, fino al 25 aprile 1945 e alla conquista dei luoghi del potere fascista in città: la Casa del Fascio, il Broletto, il Casermone di viale Milano... Sono vicende che ancora oggi si possono leggere nella geografia di Gallarate, percorrendo le strade e le piazze attraversate ogni anno dal corteo del 25 aprile.
Ma esiste anche una testimonianza molto particolare di quella stagione, scritta quando la guerra e la Liberazione erano ancora un ricordo recentissimo.
Nell’estate del 1946, appena un anno dopo la fine dell’occupazione nazifascista, esponenti politici del Comitato di Liberazione Nazionale gallaratese e partigiani delle diverse brigate attive sul territorio decisero di mettere per iscritto ciò che avevano vissuto.
Ne nacque un corposo opuscolo intitolato “La resistenza Gallaratese”, oggi diventato a sua volta un documento storico.
A ottant’anni dalla sua pubblicazione, quel testo torna disponibile grazie al lavoro di Piero Osvaldo Bossi, da anni impegnato nella conservazione della memoria della Resistenza cittadina e legato a quella storia anche sul piano familiare: suo padre, il partigiano “Piccolo”, sua madre Anna, staffetta, e lo zio “John” parteciparono alla lotta di Liberazione.

Bossi ha recuperato il documento originale e lavorato per renderlo nuovamente leggibile. L’Anpi di Gallarate ne ha quindi realizzato una ristampa in un numero limitato di copie, conservando titolo e copertina originali.

Domenica la presentazione in vicolo del Gambero
La nuova edizione sarà presentata domenica 4 ottobre alle 9.45, nella sede dell’Anpi di Gallarate in vicolo del Gambero 5.
Ad aprire l’incontro sarà la presidente della sezione gallaratese Guja Baldazzi. Ennio Melandri introdurrà il volume ricostruendone il contesto storico, mentre sarà lo stesso Osvaldo Bossi a entrare nel dettaglio delle testimonianze e delle informazioni contenute nelle 96 pagine del libretto.
Interverranno anche Andrea Buffoni, sindaco di Gallarate tra gli anni Settanta e Ottanta e appartenente a una famiglia antifascista costretta all’esilio durante il regime, e Luigi Carraro, testimone ancora bambino di uno degli episodi più drammatici della Resistenza cittadina, l’uccisione di Angelo Pegoraro a Cascinetta (nella foto di apertura: funerali di Pegoraro, dopo il 25 aprile 1945; foto dall’archivio di Osvaldo Piero Bossi).
“Perché i nostri morti abbiano il loro giusto tributo”
La particolarità del volume sta soprattutto nella vicinanza temporale tra gli avvenimenti e il momento in cui furono raccontati. Non sono memorie raccolte decenni dopo, ma parole messe sulla carta nell’estate del 1946 dagli stessi protagonisti. E non hanno, sottolineano dall’Anpi di Gallarate, un tono autocelebrativo. Anzi, gli autori originali quasi si scusavano per avere raccontato le proprie esperienze: «Riluttanti a scriverle, ci siamo indotti dopo molte insistenze a farlo perché i nostri morti abbiano il loro giusto tributo», si legge nelle prime pagine.
«Sono citazioni di grande modestia e sincerità», dicono dall’Anpi, sottolineando come nel libro convivano «fatti grandi, degni della grande Storia, e fatti piccoli, ma tutti importanti».
Quell’urgenza di fissare i ricordi, secondo l’associazione, va letta anche nel particolare clima politico del 1946. Il governo guidato dall’esponente del Partito d’Azione Ferruccio Parri, espressione diretta del Cln, era già caduto e aveva lasciato il posto ad Alcide De Gasperi, mentre i rapporti internazionali stavano entrando nella fase della Guerra fredda.
Nomi, caduti e deportati: 96 pagine come fonte storica
Il valore della ristampa non è dato soltanto dai racconti personali. Le diverse sezioni dell’opuscolo sono accompagnate dagli elenchi dei caduti delle brigate, ma il volume raccoglie anche i nomi dei gallaratesi internati in Germania, documentando così quella forma di Resistenza rappresentata dagli Internati Militari Italiani, i soldati catturati dai tedeschi dopo l’8 settembre 1943 e deportati nei campi del Reich.
Compaiono inoltre i nomi dei cittadini gallaratesi perseguitati e deportati per la loro origine ebraica e quelli delle persone fucilate dai tedeschi o dai repubblichini. Un insieme di nomi, episodi e testimonianze che permette di leggere la Liberazione non soltanto attraverso le figure più conosciute, ma nella dimensione più ampia di una città attraversata dalla dittatura, dalla guerra, dall’occupazione e infine dall’insurrezione.
«È un documento storico interessantissimo», sottolineano dall’Anpi di Gallarate, che invita la cittadinanza a partecipare all’incontro di domenica.
Ottant’anni dopo, quelle 96 pagine tornano così a circolare nella stessa città in cui furono scritte, nell’urgenza di fissare la memoria.
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
lenny54 su Entrano in vigore le nuove tariffe "metropolitane", Saronnese e Busto più vicine a Milano
Felice su Fucile d'assalto e mitragliette nella casa dell'ex ispettore di Malpensa
lenny54 su In vendita casa Bossi, villa simbolo della "Lega di una volta"
lauralaura su Ospedali troppo caldi: la Regione comprerà i condizionatori
gcbiakmw su Lo spinello fa male
Rita Campiotti su Torna IceOut, qual è la vostra gelateria preferita?










Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.