Un venerdì di sciopero nella scuola italiana: stipendi, precariato e assunzioni al centro della protesta
Lo sciopero proclamato dal Sisa coinvolge per l’intera giornata docenti, dirigenti e personale Ata, di ruolo e precario. Tra le richieste un aumento degli stipendi del 20%, la stabilizzazione dei precari, nuove assunzioni e una revisione del sistema di reclutamento
Venerdì 16 ottobre è prevista la giornata di sciopero nazionale nella scuola. La mobilitazione è stata proclamata dal Sisa, Sindacato Indipendente Scuola e Ambiente, e interessa per l’intera giornata il personale docente, dirigente e Ata, sia a tempo indeterminato sia precario, delle scuole italiane e di quelle italiane all’estero. Anche gli istituti della Lombardia e del Varesotto stanno informando personale e famiglie.
Al centro della protesta ci sono innanzitutto stipendi e precariato. Il Sisa chiede un recupero del potere d’acquisto perso negli ultimi anni a causa dell’inflazione, indicando come obiettivo un aumento delle retribuzioni di almeno il 20% netto. A questa rivendicazione si accompagna quella della stabilizzazione del personale precario e dell’assunzione sui posti vacanti e disponibili.
Un altro capitolo riguarda il personale Ata, per il quale vengono richieste assunzioni sui posti disponibili e un rafforzamento degli organici. Nella piattaforma diffusa in vista della protesta compare inoltre la richiesta di intervenire sul sistema di reclutamento e formazione degli insegnanti, attraverso la riduzione dei costi dei Tfa e una revisione dei percorsi necessari per accedere alla professione.
Tra le richieste più radicali avanzate dal sindacato c’è anche la creazione di un ruolo unico dei docenti, con uguale orario e salario dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di secondo grado. Il Sisa propone inoltre di superare l’attuale sistema di selezione dei dirigenti scolastici, sostituendo il concorso con una figura eletta dal collegio dei docenti secondo un modello ispirato a quello universitario.
Pensioni e tutela dei lavoratori con disabilità rappresentano un altro punto della vertenza. La piattaforma sindacale propone forme di pensionamento volontario anticipato per il personale docente e Ata con determinate percentuali di invalidità e almeno trent’anni di servizio e contributi.
La protesta comprende anche rivendicazioni che vanno oltre gli aspetti strettamente contrattuali e più politici. Il sindacato richiama infatti la necessità di destinare maggiori risorse alla scuola, insieme ai temi della tutela dell’ambiente, del clima e della pace. In alcuni documenti diffusi dalle scuole lombarde viene inoltre richiamata la richiesta di privilegiare gli investimenti nell’istruzione rispetto all’aumento delle spese militari.
Tra le proposte compare infine l’introduzione dello studio di arabo, russo e cinese nelle scuole secondarie superiori, con l’obiettivo indicato dal sindacato di ampliare l’offerta linguistica.
Le proteste degli studenti
Anche gli studenti hanno annunciato iniziative per la giornata del 16 ottobre, pur nell’ambito di una mobilitazione distinta dallo sciopero nazionale proclamato dal Sisa, che riguarda formalmente il personale della scuola. In diverse città sono previsti cortei, assemblee e proteste organizzate da collettivi e associazioni studentesche. Tra le realtà coinvolte c’è la Rete degli Studenti Medi, ad esempio a Padova, a Belluno, a Torino dove nelle ultime settimane ci sono state occupazioni, autogestioni e assemblee in numerosi istituti: tra i gruppi attivi figura il Collettivo Lorenzo Parelli, che lega le rivendicazioni sull’edilizia scolastica e sui finanziamenti all’istruzione alla critica delle politiche di riarmo.
Diverse le realtà di Roma coinvolte, anche qui in un quadro di assemblee e occupazioni già avviate.
In Irpinia, infine, la mobilitazione è stata annunciata da un Collettivo studentesco insieme ai Giovani Comunisti.
Cosa succede nelle scuole venerdì
L’effettivo impatto dello sciopero dipenderà dalle adesioni nelle singole istituzioni scolastiche. Non è quindi possibile prevedere in anticipo quante lezioni saranno sospese o quanti istituti subiranno variazioni nell’orario.
Le scuole stanno comunicando alle famiglie che il regolare svolgimento delle attività didattiche potrebbe non essere garantito. A seconda delle presenze del personale potranno verificarsi riduzioni dell’orario, modifiche nell’organizzazione delle lezioni o, nei casi in cui non sia possibile assicurare vigilanza e sicurezza degli alunni, la mancata apertura di alcune classi o plessi.
Lo sciopero del 16 ottobre era stato inizialmente proclamato con largo anticipo e successivamente ripresentato dal Sisa il 5 ottobre, dopo la revoca tecnica della precedente proclamazione legata ai termini temporali previsti per l’indizione. Il sindacato ha ribadito la volontà di mantenere la mobilitazione nella giornata di venerdì.
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